Istituto Comprensivo 8 Verona Centro Storico

Il Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo 8 Verona Centro Storico (Scuole Primarie Segala e Nogarola; Scuole Secondarie di Primo Grado Caliari e Betteloni) nella seduta del 21 settembre 2010 ha votato a grande maggioranza la proposta formulata da alcuni docenti di non effettuare le tradizionali gite scolastiche per l’intero anno scolastico 2010-2011, mantenendo solo la possibilità di effettuare uscite didattiche in orario scolastico e, per le classi seconde, il progetto già approvato “in classe sulla neve”. Tale proposta, decisamente sofferta dalla totalità dei docenti che nei viaggi di istruzione credono per il loro valore culturale e socializzante, nasce come risposta al forte disagio nei confronti di provvedimenti che negli ultimi mesi sono stati approvati dal governo. A partire dalla riforma della scuola primaria che, con il ritorno al maestro unico, di fatto impoverisce l’offerta formativa proprio nei primi e importantissimi anni dell’istruzione per arrivare alla recente manovra finanziaria (decreto legge 31 maggio 2010) con la quale sono stati bloccati sia i rinnovi contrattuali che gli scatti di anzianità di servizio. Da anni la professione docente vede aumentare responsabilità, mansioni, problematiche da affrontare. Da anni tutto questo avviene in una scuola che taglia risorse, posti di lavoro e l’unica cosa che aumenta è il numero medio di alunni per classe. La professionalità dei docenti ha già messo cento toppe per cercare di mantenere inalterata l’offerta formativa. Ma a queste condizioni e con queste prospettive non è più possibile andare avanti. Non è accettabile che agli insegnanti italiani che come stipendio stanno agli ultimi posti in Europa vengano chiesti ancora una volta sacrifici: gli scatti di anzianità (uno ogni 7 anni!) e il rinnovo contrattuale di per sé coprirebbero a malapena l’erosione dello stipendio dovuta all’inflazione! Non è accettabile che i problemi finanziari e di bilancio dell’Italia, che nessuno dubita esistano, vengano ancora una volta affrontati tagliando sulla scuola e su chi nella scuola lavora. Se servono soldi si colpisca fino in fondo l’evasione fiscale, si tassino un pochino di più i grandi patrimoni e se proprio non si possono evitare i sacrifici almeno si distribuiscano su tutti i contribuenti, siano essi lavoratori dipendenti o autonomi. Alle famiglie degli alunni dell’I.C.8 chiediamo comprensione e solidarietà. Siamo certi capiranno che il “blocco delle gite”, una forma di protesta che anche a Verona si sta estendendo a molte scuole, superiori comprese, NON è un’azione contro il loro figli ma un tentativo di puntare i riflettori su manovre inique ed ingiuste nei confronti di ciò in cui fermamente crediamo: l’educazione e l’istruzione delle future generazioni. Se ci vogliono aiutare ma soprattutto se vogliono aiutare i loro figli, scrivano lettere ai giornali, spediscano mail ai Ministri del Tesoro e dell’Istruzione. Alle società, aziende e professionisti che in qualche modo ruotano intorno al turismo scolastico, dai servizio di noleggio autobus alle guide turistiche, dai ristoratori ai musei, chiediamo solidarietà ma soprattutto di far sentire forte la loro voce. E’ anche nel loro interesse: taglio dopo taglio sta effettivamente diventando sempre più difficile organizzare un viaggio di istruzione o sostituire gli insegnanti accompagnatori. Con la speranza che questa protesta venga condivisa da tutte le scuole e che “centralità della Scuola Pubblica” torni a significare nei fatti e non solo a parole attenzione, risorse, rispetto degli accordi e delle professionalità, i docenti dell’I.C.8 porteranno comunque avanti la loro offerta formativa, i loro progetti, il loro lavoro. Serenamente e con l’entusiasmo di sempre.

I Docenti dell’I.C. n. 8

 

Istituto Tecnico Industriale "Tullio Buzzi" di Prato

Anche il Collegio dei Docenti dello storico Istituto Tecnico Industriale "Tullio Buzzi" di Prato ha deliberato di sospendere le gite e i viaggi di istruzione per il corrente anno scolastico. Tradizionalmente le classi seconde e quarte dell'istituto effettuavano viaggi in Italia, rispettivamente di quattro e cinque giorni nei primi giorni di  marzo, mentre le classi terminali effettuavano viaggi all'estero di sei giorni alla fine di novembre. Sebbene, per ragioni organizzative, diversi docenti avessero già dato la propria disponibilità ad accompagnare le classi (compreso chi scrive), il Collegio ha deciso all'unanimità la sospensione, con lo scopo di mettere a parte tutte le aziende e le strutture che ruotano intorno al mondo delle gite scolastiche della portata della protesta. Colpendo infatti nel fatturato una consistente parte produttiva dell'opinione pubblica si è auspicato che l'entità del dissenso arrivasse nei numeri a chi di dovere, e si spera che proprio riflettendo sulle cifre del mancato introito il Ministro si accorga della quantità di persone che chiedono di rivedere le proprie posizioni.
Gli insegnanti esprimono comunque il rammarico nei confronti degli allievi, specie quelli delle classi terminali, che si vedono privare di una importante esperienza del percorso scolastico, e specificano alle famiglie che l'intento non è diretto a creare un disagio proprio a loro o agli allievi, ma quello di sensibilizzare dei settori che non avrebbero altrimenti modo di comprendere le attuali traversie dell'ambiente scolastico.


I.C. Di Ozzano dell'Emilia

I docenti della scuola secondaria di I grado dell'I.C. Di Ozzano dell'Emilia, a seguito delle conseguenze scaturite dalla nuova normativa riguardante la riorganizzazione del sistema di istruzione pubblica, nel collegio docenti del 26/10/2010, hanno concordato all’unanimità che, per l'anno scolastico appena avviato, non verranno attuate le seguenti attività funzionali all'insegnamento, garantite negli anni precedenti e da sempre considerate punto di forza e fonte di arricchimento personale e culturale: uscite didattiche, viaggi d'istruzione.


Liceo "Regina Elena" di Acireale (CT)

 

Gentile Famiglia, gentile studente,

i docenti del Liceo “Regina Elena”, per l’anno scolastico 2010/11 hanno deliberato, a seguito di ampio dibattito nella seduta del Collegio dei Docenti del 26 ottobre scorso, di non organizzare o effettuare: viaggi di istruzione, visite guidate e stage linguistici; di limitare il proprio impegno essenzialmente alla didattica in aula, non effettuando tutte le attività non retribuite che si svolgono al di fuori dell’orario di servizio; di non svolgere lavoro straordinario (ore di supplenza o eccedenti l’obbligo contrattuale per la sostituzione di personale assente per più di tre giorni), colmando i vuoti creati dall’espulsione del personale precario; di studiare forme di non adozione dei libri di testo, proponendo lo scambio dei libri e l’adozione di dispense, per incidere sul business dell’editoria scolastica, nonché per salvaguardare l’economia familiare degli alunni.

Perché scegliere questa forma di protesta?

Da anni la scuola pubblica, anziché essere potenziata, insieme con il settore della ricerca, con investimenti e valorizzazione professionale, si trova ad operare in una situazione di estrema difficoltà a causa dei continui tagli alle risorse finanziarie e al personale della scuola. Il riordino dei cicli ha aggravato i problemi riducendo il tempo scuola e licenziando migliaia di insegnanti precari. La maggior parte delle attività extracurriculari sono ormai a carico delle famiglie, i corsi di recupero sono ridotti a poche ore estive che certamente non possono essere sufficienti per colmare le lacune, la sicurezza all’interno degli edifici viene compromessa dalla mancata messa a norma e dal numero degli allievi per classe, le scuole, infine, non dispongono più dei fondi finora utilizzati per garantire il diritto allo studio e con esso anche la partecipazione ai viaggi di istruzione per i ragazzi delle famiglie in difficoltà.

Queste scelte portano ad un’ingiustizia sociale sempre più marcata e ad una discriminazioni sempre più evidente fra chi versa in difficoltà economiche ed i pochi privilegiati che possono pagare. La scuola non è un mondo a sé, non è solo un costo da tagliare, i viaggi d’istruzione hanno una grande valenza educativa e formativa e intorno ad essi si muovono interessi economici non secondari da parte di privati che in questi giorni stanno prendendo atto della dimensione della protesta. La rinuncia a questo strumento di didattica “sul campo” è fonte di rammarico da parte dei docenti, ma viene individuata come forma di sensibilizzazione, anche perché condivisa da ormai un crescente numero di scuole sul territorio nazionale. Certamente dispiace dover porre in essere una protesta che può danneggiare altri lavoratori, ma siamo convinti che una presa di coscienza collettiva e trasversale possa incidere sull'opinione pubblica e possa ridare alla scuola l’attenzione che merita e ai ragazzi la possibilità di vedere ripristinato il diritto pieno e non discriminatorio allo studio, come sancito dalla Costituzione.

I docenti ritengono necessaria la convocazione di un’assemblea con genitori e studenti per condividere, ancora una volta, le motivazioni del loro profondo disagio e per pensare e trovare insieme altre proposte, oltre a questa, al fine di ri-costruire e difendere, strenuamente, una scuola pubblica di qualità che ridia dignità e speranza a coloro che ci lavorano e a coloro che la frequentano e più in generale a tutti coloro che ritengono che il progresso e la civiltà e la democrazia di un paese parta proprio da qui: dalla forza della scuola pubblica. Certi, come siamo, che tutte le famiglie solidarizzino con i docenti e scusandoci degli evidenti disagi che si verranno a creare per le forme di protesta messe in atto, restiamo a Vostra disposizione per stabilire insieme atti idonei per convincere il governo a cambiare rotta.

I docenti del Liceo “Regina Elena”

Acireale, 03/12/2010.


Liceo Classico “Socrate” di Bari

Il Collegio dei Docenti del Liceo Classico “Socrate” di Bari, autoconvocato   in data 25 ottobre
2010, preso atto delle gravissime conseguenze derivate dal Regolamento di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei (ai sensi dell’art. 4 del DL 25/06/2008, convertito dalla legge 6/08/2008, n. 133) e dalla recente manovra economica che comporta ulteriori tagli di spesa in materia di istruzione, vale a dire:

• taglio indiscriminato dell’organico
• licenziamento in massa dei docenti precari
• blocco del contratto per altri tre anni
• blocco degli scatti di anzianità per tre anni (dei quali non è comunque previsto alcun recupero successivo)
• aumento ulteriore del numero di alunni per classe contro ogni norma di tutela della salute e della sicurezza di docenti e discenti
• riduzione dell’orario curriculare di lettere nel ginnasio a 16 ore con obbligo di portare a 18 l’orario cattedra, disposizione che comporta una riorganizzazione fortemente lesiva della didattica e della qualità di insegnamento e che disconosce ogni principio di unitarietà delle discipline e di continuità didattica

DENUNCIA
la politica distruttiva della qualità della scuola pubblica statale, perpetuata da anni dalle forze governative, tesa a scardinare i fondamenti di sapere democratico e critico dell’organizzazione dell’istruzione statale italiana secondo un ormai palese disegno di  lucida e sistematica eliminazione di ogni luogo che garantisca il pensiero critico e la crescita democratica del cittadino

APPROVA

a maggioranza le seguenti forme di protesta:

1.Astensione da viaggi di istruzione e visite guidate;
2.Blocco nuove adozioni libri di testo
3.Astensione dalle seguenti attività didattiche oltre l’orario cattedra di 18 ore:
• ore di supplenza retribuite
• attività di insegnamento aggiuntivo (ad es. corsi di recupero ex-IDEI) che possano essere tenute da docenti esterni precari.

Il Collegio intende così anche esprimere in modo concreto la sua solidarietà ai tanti colleghi precari in grave difficoltà a causa dei tagli indiscriminati sulla scuola.

I docenti si impegnano, inoltre, a sensibilizzare in tutti i modi possibili l’opinione pubblica, a partire dai genitori degli alunni di questo istituto, facendosi promotori di momenti informativi con tutti i genitori, le famiglie, la società civile.

Bari, 25 ottobre 2010

 

Liceo Scientifico Statale "G. Galilei" - CIRIE' (TO)

LETTERA APERTA AI GENITORI E AGLI STUDENTI SUL BLOCCO DI VISITE E VIAGGI DI ISTRUZIONE

Nel nostro Istituto organizziamo regolarmente ormai da anni numerose attività per l’arricchimento dell’offerta formativa: visite e viaggi di istruzione; visite a mostre e musei; partecipazione a spettacoli teatrali; conferenze e incontri; educazione alla salute; gruppo sportivo pomeridiano; laboratorio teatrale; certificazioni linguistiche; patentino del ciclomotore; patente europea del computer; viaggi della Memoria. Ciò è stato ed è tuttora possibile grazie all’impegno e alla disponibilità di molti docenti, che mettono al servizio della scuola, spesso volontariamente o con compensi molto modesti, il proprio tempo e l’esperienza di anni di lavoro.

Nel corrente anno scolastico, dopo attenta riflessione, abbiamo deliberato di rinunciare ad organizzare visite e viaggi di istruzione, limitando le uscite scolastiche ad attività che si svolgano entro la mattinata.

Che cosa ci ha spinti ad una simile decisione? Chiariamo subito che la nostra non è una protesta contro la scuola né, tanto meno, contro gli studenti (anche se ci rendiamo conto che rinunciando a visite e viaggi di istruzione li priviamo di un importante momento formativo); né intendiamo danneggiare il settore del turismo scolastico.

Piuttosto intendiamo richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di ripensare il governo della scuola in Italia. Negli ultimi due anni la politica scolastica governativa è stata ispirata al principio del risparmio: le risorse (finanziarie ed umane) destinate alla scuola pubblica sono state sistematicamente ridotte; e abbiamo visto ulteriormente svalutati ruolo sociale e riconoscimento economico della professione docente. Riassumiamo in breve i principali provvedimenti che hanno interessato la scuola e il personale docente (soprattutto tramite la Legge 133/2008, la Manovra 2010 e la cosiddetta “Riforma Gelmini”):

  • riduzione progressiva dei fondi destinati al funzionamento ordinario degli Istituti;
  • aumento del numero di studenti per classe (con ripercussioni sulla qualità della didattica e sulle possibilità di recupero delle carenze  formative degli allievi);
  • riduzione del personale docente e Ata (con conseguente perdita di posti e licenziamento di migliaia di precari);
  • blocco dei posti di sostegno;
  • eliminazione delle ore a disposizione che consentivano di effettuare la sostituzione dei colleghi assenti (con conseguente difficoltà a garantire la regolarità e continuità del servizio didattico);
  • blocco della contrattazione per il triennio 2010-2012;
  • blocco della regolare progressione di carriera, con la sospensione triennale degli scatti di anzianità (con un rilevante danno economico e giuridico, destinato a ripercuotersi fino al termine della carriera e a ridurre la liquidazione e la pensione);
  • abolizione di ogni riconoscimento (indennità di missione) per la funzione di accompagnatore nei viaggi di istruzione in Italia e all’estero (a fronte di gravosi obblighi di vigilanza e di responsabilità civile nei confronti dei minori affidati).

 

La rinuncia alle visite e ai viaggi di istruzione è un segnale forte che vogliamo lanciare a chi ha a cuore il futuro del paese e delle giovani generazioni: l’investimento nell’istruzione e nella conoscenza è il solo strumento per garantire al paese e ai giovani opportunità di crescita e sviluppo.


I DOCENTI DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE “G. GALILEI” DI CIRIE’


Scuole di Perugia

Astensione dei docenti da viaggi di istruzione e sostituzioni. comunicati nella riunione  del 19 novembre :

Liceo Classico Mariotti:  100%
Liceo Scientifico Galilei: 52%
Liceo Artistico: 52%
ITIS Volta: 60%
ITAS G. Bruno: 65%
Scuola media Grecchi: 100%
Scuola primaria Cannara: 100%
Liceo Scientifico Alessi: 70%
Liceo Pieralli: 27%
IPSIA Orfini Foligno: 25%
Istituto Tecnico per geometri Perugia: 100%
Liceo Properzi Assisi: 87%

dal Coordinamento Docenti per la Scuola Pubblica di Perugia


Liceo Scientifico "Labriola" di Ostia (Roma)

Il Liceo Scientifico "Enriques" partecipa alla protesta in corso e si astiene dall'effettuare visite d'istruzione per quest'anno scolastico.


Liceo Scientifico "Enriques" di Ostia (Roma)

Anche il Liceo Scientifico "Enriques" partecipa alla protesta in corso e si astiene dall'effettuare visite d'istruzione per quest'anno scolastico.


Istituto Comprensivo Statale “Mongibello” di Ragalna (CT)

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “MONGIBELLO”
SCUOLA DELL’INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO


Il Collegio Docenti dell’I.C. “Mongibello” di Ragalna, durante la  seduta unitaria del 22 ottobre 2010, dopo attenta e meditata valutazione della situazione venutasi a creare nella scuola in seguito alle riforme estemporanee, contraddittorie e incompiute il cui unico effetto è stata la frammentazione del quadro di riferimento didattico e normativo, ha ritenuto di aderire alla protesta in atto in tutta Italia, con l’approvazione di una delibera votata a larghissima maggioranza (36 voti favorevoli su 38 presenze). Nella delibera  si legge che a seguito dei tagli nei finanziamenti ministeriali,  comportanti depauperamento di fondi per le attività quotidiane, riduzione del personale, aumento del numero di alunni per classe, blocco dei contratti, annullamento dell'indennità di missione in Italia e all'estero, trattenute per malattia, riduzione del personale docente e ATA con impossibilità del funzionamento della scuola, nessuna garanzia di poter mantenere gli attuali standard educativi, compromissione dei livelli di sicurezza e vigilanza, la scuola è stata totalmente destrutturata con conseguenze gravissime sul futuro delle attuali e nuove generazioni. Di conseguenza il Collegio decide di attuare il blocco delle visite d’istruzione che prevedono lucro da parte di altre agenzie del territorio comunale, regionale o nazionale come visita di mostre, musei, fruizione di film, concerti, opere liriche, settimane bianche e uscite didattiche di vario tipo.
I ragazzi effettueranno uscite didattiche che si svolgeranno solo in orario curriculare e  senza  oneri aggiuntivi per le famiglie.

Ragalna 25 ottobre 2010
I DOCENTI


Liceo Ginnasio "Anco Marzio" di Ostia

LETTERA AGLI ALUNNI

 

         Cari ragazzi , care ragazze,

 

vi scriviamo per spiegare il senso di una scelta che all'apparenza potrà sembrarvi sbagliata o inutilmente “punitiva” nei vostri confronti: dopo svariate forme di protesta, prese di posizione, lettere aperte, attività di informazione e dibattito (che hanno coinvolto migliaia di persone e che ci hanno visti insieme combattere per una scuola migliore), quest'anno, nella programmazione dei consigli di classe, come è accaduto e sta accadendo in altre scuole del territorio di Ostia, Roma e molte altre città, non sono previsti viaggi di istruzione.

Ne siete già a conoscenza, grazie a quanto vi hanno sicuramente riferito i vostri rappresentanti di classe, presenti negli ultimi Consigli. Forse, però, è utile parlarne insieme, per comprendere meglio il senso di questa forma di protesta da parte nostra. E' stata una decisione sofferta, maturata nel corso di un lungo dibattito e condivisa infine dalla stragrande maggioranza dei consigli di classe della nostra scuola (45 su 49). Sappiamo che i viaggi di istruzione rappresentano, per tutti voi,  un'occasione importante di crescita culturale e di formazione e anche, perchè nasconderlo, un momento di arricchimento speciale delle interazioni con i compagni e con i docenti. Ci sentiamo quindi anche noi privati di una risorsa interpersonale significativa, ma questa scelta vuole portare all'attenzione di tutti il nesso imprescindibile che esiste tra formazione e sostegno economico. I viaggi costano alle famiglie e promuovono un indotto economico di tutto rispetto: forse così sarà più chiaro a molti che la formazione ha bisogno di soldi (oltre che di passione, competenza,progettualità e buona politica ...) e che nessun potenziamento dell'offerta formativa può essere “a costo zero”.  Il nostro obiettivo è che l'attenzione sulla situazione di malessere, difficoltà e vera e propria emergenza della scuola pubblica non venga meno. Il senso di responsabilità verso di voi ci ha impedito di considerare percorribili altre proposte: dimetterci da tutti gli incarichi di funzionamento della scuola (coordinatore, segretario, commissioni, ecc.), sospendere tutti i progetti e tutte le attività extracurricolari (e non potete immaginare con quanta fatica si riesce a far quadrare i conti e portarli avanti!)... Queste scelte, che altrove si stanno attuando, a nostro parere colpiscono solo voi e le loro famiglie, rischiando di far implodere ulteriormente la vita scolastica. Non siete certo voi la nostra controparte. I tagli agli stanziamenti per la scuola colpiscono pesantemente qualsiasi progetto didattico e costituiscono un impoverimento per voi, le future generazioni, non solo perchè oggi sedete ai banchi di scuola, ma anche perchè non è possibile guardare avanti senza un bagaglio di conoscenze adeguate alle nuove sfide.

        

         Vogliamo allora ricordare qualche dato per riflettere insieme.

La “Riforma Gelmini” sta cambiando profondamente il sistema dell'istruzione pubblica del nostro Paese. A partire dall'art.64 della legge 133 del 2008 (la cosiddetta “Finanziaria estiva” di Tremonti e Brunetta) si sta realizzando un taglio di 8 miliardi di euro degli stanziamenti totali a favore dell'istruzione. Un taglio che non è stato deciso in base ad un attento studio su eventuali spese superflue (anche se, guardando le nostre scuole, è difficile trovare sprechi, laddove manca spesso l'essenziale). No: si è trattato di un taglio a priori, da attuare attraverso riduzioni indiscriminate di spesa, che colpisce direttamente e indirettamente tutti noi perchè la scuola è di tutti e tutti ne siamo corresponsabili, in quanto è il luogo dove si trasmettono i saperi, dove si matura una coscienza critica, dove si fa esperienza di cittadinanza attiva e consapevole, dove attraverso l'esercizio della democrazia si costruisce la democrazia.

         Quindi, cosa sta accadendo?

Il tempo scuola è diminuito: abbiamo calcolato che, considerando l'alto numero di allievi per classe (fino a 33) e la diminuzione delle ore previste per alcune discipline, nonché la soppressione di altre, il tempo scuola per ogni alunno è quasi dimezzato (per quanto ci riguarda, in cinque anni di corso, nel liceo classico verranno meno 165 ore di formazione e nel liceo delle scienze umane 865!); le ore di “buco” non vengono adeguatamente coperte, con classi costrette ad entrare in seconda e terza ora (alla faccia del diritto allo studio) e altre smembrate e distribuite in aule già stracolme di studenti – spesso al di là di quanto stabiliscono le norme di sicurezza – rendendo improduttiva la didattica (come ben sapete, avendolo sperimentato sulla vostra pelle!); le scuole sono costrette a chiedere un contributo “volontario” alle famiglie per garantire attività e servizi rivolti a tutti gli studenti (che potrebbero essere invece finanziate altrimenti se si investisse sulla formazione offerta dalla scuola pubblica!); il numero degli studenti per classe continua ad aumentare, a scapito del lavoro individualizzato che diventa impossibile, penalizzando ora i più i ragazzi più 'deboli' (lasciandoli indietro), ora i più 'bravi' (abbassando i livelli generali): i fondi per i recuperi e per gli sportelli didattici sono sempre di meno; si aggravano le difficoltà relative al sostegno agli studenti diversamente abili; non viene garantita la continuità didattica degli insegnanti nelle classi (per il licenziamento dei docenti precari e per la diversa distribuzione dell'orario di cattedra reso necessario dai cambiamenti o dalla diminuzione dell'orario delle disciplina previsto nella riforma); si impedisce e di fatto si impedirà per anni ai giovani laureati di diventare insegnanti (e, vista la riforma universitaria, gli si chiude ogni prospettiva dignitosa).

         Per tutto questo e altro, NON POSSIAMO RIMANERE IN SILENZIO e vi vorremmo (e vi siamo!) accanto in un percorso comune di confronto, di condivisione e di mobilitazione per difendere -  tutti insieme -  LA NOSTRA SCUOLA PUBBLICA

                      

                       I docenti del Liceo Anco Marzio che aderiscono alla protesta



I.T.C. “R. Serra” di Cesena

Cari genitori,  cari alunni,

da molti anni ormai, organizziamo numerose attività per l’arricchimento dell’offerta formativa, attività nelle quali crediamo e che abbiamo sempre portato avanti con entusiasmo. Cerchiamo di ricordarle tutte: cineforum, teatro, visite a mostre e musei, alternanza scuola-lavoro, orientamento, gruppo sportivo pomeridiano, uscite didattiche, attività di socializzazione, viaggi d’istruzione, certificazioni linguistiche, educazione ambientale ed alla salute, patentino del ciclomotore, sportelli pomeridiani, patente europea del computer.

Molte di queste iniziative, nelle quali abbiamo sempre messo il nostro impegno, l’esperienza di anni di lavoro e il nostro tempo, sono anche state svolte semi-gratuitamente.

 

Oggi, in seguito alle disposizioni previste dalla manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010), ci troviamo davanti a una scelta: o continuare tutto come prima, facendo finta che nulla sia successo, o comunicare la sospensione di tutte le attività para ed extra-scolastiche sopra citate, in segno di scontento e di protesta.

 

Questo non significa che noi non faremo il nostro lavoro o che lo faremo peggio: saranno svolte esattamente tutte le lezioni, con regolari spiegazioni, interrogazioni, verifiche: tutte le ore di lezione in aula previste dal nostro contratto. Ma solo quelle.

 

Cosa ci ha portato a questa decisione?

Con il  Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, gli insegnanti sono stati colpiti non solo dal mancato rinnovo del contratto di lavoro per tre anni, come tutti gli altri pubblici dipendenti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità, con modifica unilaterale del contratto medesimo.

(testo Decreto-legge art. 9 c. 23: Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.)

Gli scatti di anzianità, per noi insegnanti, sono per ora l’unica forma di avanzamento della carriera:  la loro sospensione (non solo economica ma anche giuridica) comporta non solo una  mancata retribuzione, ma – conseguenza ancor  più grave - gli effetti di tale blocco incidono su tutta la vita lavorativa, sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione. Il danno che, ad esempio, ne riceverebbe un insegnante appena assunto sarebbe intorno ai 40 mila euro.

 

Inoltre la cosiddetta riforma attuata dal Ministro Gelmini ha impoverito anche la scuola, dalle elementari alle Superiori, e anche l’Università.

Con l’obiettivo di tagliare la spesa tagliando il numero degli insegnanti, sono state ridotte le ore di lezione in classe, cancellando migliaia di cattedre (87.400 entro il 2012, secondo la stime fornite dal Ministero stesso) ed è aumentato il numero di alunni per classe che, ad esempio anche nel nostro Istituto, superano talvolta i trenta. Nessuna riforma può migliorare la scuola aumentando gli alunni per classe.

Per non parlare poi dei precari: sono circa 230 mila, dieci volte tutte le persone che stanno nello stadio della nostra città quando è pieno. 230.000 persone che hanno quaranta, cinquant’anni e che, anno dopo anno, lavorano nella scuola italiana da dieci, venti, trenta anni. E sappiamo che nei prossimi anni, per ogni dieci insegnanti che andranno in pensione ne verranno assunti due!

 

Per tutte queste motivazioni, abbiamo individuato questa forma di protesta che non blocca l’attività didattica del nostro Istituto. Non è una protesta contro la scuola, né, tanto meno fatta contro gli studenti. Tutto il contrario: in questo modo si vuole proprio reclamare più attenzione per la scuola, più risorse, più rispetto per chi vi lavora, più cura per chi vi studia.

 

I Docenti dell’Istituto Tecnico R. Serra

 

 

Liceo artistico “Filiberto Menna” di Salerno

Il Collegio dei Docenti del Liceo Artistico Statale “F. Menna” di Salerno, nella seduta del 16 novembre 2010,

 

preso atto:

Ø  che la legge 6 agosto 2008, n. 133 (piano programmatico del Ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) e la legge 30 ottobre 2008 n. 169 (disposizioni urgenti in materia di istruzione e università) configurano una ristrutturazione del sistema di istruzione in Italia che comporta:

  • l’aumento del numero di studenti per classe (in prima possibile fino a 35), compromettendo l'efficacia dell'attività didattica ela sicurezza (nella maggior parte dei casi le aule non sono sufficientemente capienti);
  • l’accorpamento incoerente e/o la soppressione arbitraria di materie qualificanti, nonché la diminuzione delle ore di laboratorio;
  • la riduzione dell’orario scolastico, motivata solo da esigenze di risparmio, che colpisce anche materie di indirizzo, tagliate irrazionalmente;
  • la rilevante riduzione del personale docente ed ATA;
  • l’espulsione dei colleghi precari dalla scuola, anche dopo decenni di servizio da questi prestato;
  • l’impianto fortemente disciplinare e nozionistico, in primis dei Licei, che deprime fortemente l’offerta sul piano culturale e didattico, demotivando in maniera sostanziale gli allievi;
  • la mancanza, ad oggi, di un piano di aggiornamento dei docenti ai nuovi indirizzi, programmi e discipline di studio;

Ø  che a fronte del perdurare di tagli indiscriminati di fondi alla Scuola pubblica, il 12 novembre scorso, un maxi emendamento alla Finanziaria ha restituito agli istituti paritari 245 milioni di Euro, precedentemente ad essi sottratti;

 

considerato

Ø  che i nuovi indirizzi sono stati stabiliti unilateralmente dal Ministero dell’Istruzione, senza alcun dialogo con scuole e territorio;

Ø  che il contratto nazionale del lavoro del triennio 2010 – 2012 e gli scatti di anzianità per il personale della scuola sono bloccati, prevedendo, in sostituzione, l’introduzione di nuovi incentivi che, però, ad oggi, non sono stati neanche proposti;

Ø  che la Riforma è stata applicata tramite Circolari e non Leggi, seguendo una procedura dichiarata illegittima dalla sentenza del TAR del Lazio del Luglio u.s. a causa delle forzature nei tempi e nei metodi;

Ø  che i già programmati ed annunciati ulteriori tagli dei prossimi anni peggioreranno ulteriormente la già grave situazione attuale;

 

consapevole che tutto ciò condurrà, inevitabilmente,

Ø  ad un peggioramento della qualità dell’organizzazione della vita scolastica e delle condizioni di vita a scuola di studenti e docenti;

Ø  a disagi a carico delle famiglie degli studenti, su cui si riverseranno costi difficilmente sopportabili;

Ø  al mancato rispetto del dettato costituzionale del diritto all’istruzione;

Ø  ad una colpevole ed ingiustificata mortificazione della categoria dei docenti, già gravemente penalizzata

 

ritenendo

Ø  che la grave situazione rappresentata abbia bisogno di segnali forti, al fine di rendere palese la contrarietà di codesto Collegio al modello di scuola che si vuole imporre;

 

senza nulla togliere alla qualità dell’impegno didattico, sottolineando che non è intenzione del Collegio ostacolare l’organizzazione della didattica né far ricadere sugli studenti le scelte in questione: in particolare:

 DELIBERA

l’astensione dalla partecipazione ai viaggi d’istruzione.


I.I.S.S. "Enrico De Nicola" S.G. la Punta (CT)

Anche l'I.I.S.S. "E. De Nicola" di San Giovanni la Punta (CT) partecipa alla protesta in corso e si astiene dall'effettuare visite d'istruzione per quest'anno, nuove adozioni dei libri di testo...


Liceo "Tito Lucrezio Caro" Roma

In concomitanza con l'occupazione dell'edificio scolastico da parte degli studenti del Liceo Lucrezio Caro, iniziata il 23 novembre, anche gli insegnanti hanno voluto manifestare il loro dissenso verso una riforma e una politica nei confronti dell'istruzione pubblica di cui non condividono né modi né finalità. Pertanto si sono dichiarati non disposti a collaborare con l'istituzione scolastica finché essa sarà gestita in questo modo , iniziando a tutti gli effetti uno sciopero bianco e rifiutandosi di continuare a mettere in gioco e sfruttare, come sempre hanno fatto, tutte le loro migliori risorse di professionisti qualificati, a cui per altro viene in continuazione negato qualsiasi tipo di riconoscimento.
Il documento che segue dà voce alla protesta.

Al  Dirigente Scolastico del Liceo Tito Lucrezio Caro, Roma
Dott.ssa Anna Rita Tamponi

Al Collegio Docenti

Alla Commissione Viaggi e Relazioni Esterne

Ai Consigli di Classe

I sottoscritti docenti e non docenti del Liceo Tito Lucrezio Caro di Roma, aderendo allo stato di agitazione dichiarato da altre scuole in diverse città d’Italia, intendono manifestare il loro dissenso dalle politiche in atto nel paese che limitano le risorse dell’istruzione pubblica, considerata un capitolo di spesa superflua nel bilancio dello stato.
A questo scopo dichiarano la loro indisponibilità ad offrirsi come accompagnatori nei viaggi d’istruzione e negli scambi culturali sia in Italia che all’estero.
I docenti  inoltre si riservano la facoltà di decidere di ridurre eventualmente anche altre attività non direttamente connesse con la didattica delle discipline insegnate.

Roma, 23 novembre 2010
(Seguono firme)

 

Liceo Scientifico "Leonardo" di Brescia

I docenti del Liceo Scientifico "LEONARDO" di Brescia
riuniti assemblea il giorno 27 settembre 2010 si astengono per il corrente anno scolastico 2010-2011 ad effettuare una serie di attività di protesta iniziando dal blocco di tutti i viaggi di istruzione.

 

Istituto “Dal Cero” San Bonifacio

AI GENITORI E AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO DAL CERO

Lanno scolastico è da poco iniziato con le rassicurazioni del Ministro Gelmini sul perfetto funzionamento di tutta la macchina, ma la realtà che tutti possiamo constatare: studenti, genitori, personale docente, personale tecnico e amministrativo, è quella di un servizio scolastico che, anche nella nostra Provincia, va sempre più deteriorandosi in qualità e quantità. - Riteniamo che i provvedimenti e i tagli previsti dallart.64 della legge 133 del 2008, unitamente al blocco dei contratti e di altre forme di compensazione introdotti dalla legge 122 del 2010, siano stati fortemente penalizzanti e per nulla rispondenti alle necessità reali della Scuola.

- Si ricorda che il personale docente svolge, oltre alle ore di insegnamento, molte altre attività obbligatorie previste dal contratto di lavoro (preparazione delle lezioni, correzione dei compiti, riunioni ed incontri tra docenti e con i genitori…) sulle quali non esiste uninformazione corretta.

- Inoltre, attraverso i cosiddetti progetti, gli insegnanti hanno cercato e cercano di ampliare lofferta formativa della Scuola e di colmare quelle lacune che i tagli economici hanno reso sempre più evidenti. Il tutto in un quadro di incertezza, di finanziamenti inadeguati, di pagamenti che ritardano mesi o anche anni.

IN QUESTA SITUAZIONE, COSA FARE?

Qualcuno propone che i docenti limitino al minimo indispensabile il loro impegno scolastico, facendo toccare con mano a tutti cosa succederebbe nella Scuola se non si sostituissero più i colleghi assenti; senza flessibilità dorario; senza attività di recupero e potenziamento… Noi non siamo di questo parere. Non riteniamo che debbano essere le famiglie e gli studenti a pagare ulteriormente per le scelte di questa classe di governo. Non siamo tra quelli che ipotizzano il tanto peggio, tanto meglio. Però qualcosa ci sembra giusto fare…

Le uscite didattiche e i viaggi distruzione sono attività non obbligatorie, ma che sicuramente contribuiscono ad arricchire lofferta formativa della Scuola, in quanto allargano lo spettro delle conoscenze, ampliano lo sguardo, suggeriscono punti di vista diversi . Costituiscono, inoltre, per gli studenti con minori possibilità economiche, unoccasione pressoché unica di fare esperienze conoscitive e sociali altrimenti assai difficili da vivere.

Tuttavia, la realizzazione dei viaggi distruzione comporta una grave responsabilità per i docenti che decidono di accompagnare le classi. Rischio assolutamente ignorato dal legislatore, che, a partire dal 31 maggio 2010, ha tolto anche quella minima diaria che veniva pagata per i viaggi allestero.

In continuità con le iniziative assunte da altre scuole superiori e non della provincia di Verona, si propone anche per il nostro Istituto il blocco dei viaggi distruzione e delle visite didattiche. In questo modo si darà un segnale forte al mondo politico ed economico, in particolare a quello delle agenzie di viaggi che per parecchi mesi allanno usufruiscono del denaro e del lavoro messi in moto dalla Scuola.

La protesta vuol essere un segnale anche alle famiglie degli studenti, primi beneficiari di ogni attività promossa dalla Scuola, alla quale, sempre più si chiede di risolvere problemi che vanno ben oltre linsegnamento e la didattica.

E la scelta di una categoria, quella degli insegnanti, che si sente sfiduciata e attaccata, paradossalmente proprio quando le si chiede, ancora una volta, di farsi carico delle sfide e degli impegni che il mondo attuale propone ogni giorno. Ma quale contributo può offrire una Scuola che viene colpita da tagli selvaggi, irrazionali e iniqui?

Auspichiamo, quindi, che questa forma di protesta venga adottata dalla totalità dei docenti del nostro Istituto, per evitare, per quanto possibile, di dare adito a pericolose recriminazioni tra classi e tra insegnanti. Cercheremo, inoltre, di informare le famiglie degli studenti, chiedendo la loro comprensione e il loro sostegno, che insieme a quello degli enti locali e delle nostre realtà produttive, porti il governo centrale a ripensare agli investimenti per la Scuola in modo da valorizzare un bene inestimabile per il futuro del nostro Paese.

Le R.S.U e i docenti aderenti dellISISS « Dal Cero »

San Bonifacio, ottobre 2010


I.C. "TOMMASEO" di Torino

Il Collegio dei Docenti dell’I.C. Tommaseo di Torino, riunitosi in data 8 ottobre 2008, si dichiara fermamente contrario all’attuazione del Decreto Legge n.137 e al Piano Programmatico proposto dal ministro Gelmini in attuazione dell’art. 64 della Legge n.133 del 6 agosto 2008.

Ritiene che i tagli di organico (circa 87.000 docenti e 40.000 ATA in tre anni) rappresentino, con la proposta di legge Aprea, un grave attacco alla Scuola della Repubblica, la scuola per tutti e per ciascuno.

Il ritorno al maestro unico e all’orario settimanale di 24 ore nella scuola elementare è un atto che riduce la scuola all’assetto che aveva negli anni ’50-’60.
Il Tempo Pieno nella scuola elementare introdotto nel 1971, il Tempo Prolungato nella scuola media (1984), il Tempo a Modulo (1990) hanno reso possibili esperienze di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti. Le compresenze e le contemporaneità sono strumenti educativi fondamentali per realizzare progetti, laboratori, lavori in piccolo gruppo e interventi personalizzati; favoriscono la lotta contro la dispersione scolastica e il bullismo. La pluralità dei docenti nella scuola elementare consente l’approfondimento delle conoscenze disciplinari e lo sviluppo dell’intelligenza degli alunni nella molteplicità delle sue forme.
La scuola ha fornito, dagli anni ’70 ad oggi, una alfabetizzazione di base più robusta e ha prodotto effetti positivi sulle competenze dei bambini italiani.

I provvedimenti in corso di approvazione vanno in un senso diametralmente opposto. Essi annullano i buoni risultati ottenuti dalla scuola pubblica in anni di storia, e istituiscono, con la riduzione dell’orario settimanale e l’aumento degli alunni per classe, una scuola in cui non c’è più spazio per le differenze individuali, per i differenti ritmi di apprendimento e per lo sviluppo delle competenze sociali. Tali provvedimenti danneggiano gravemente la qualità del servizio.

A questo quadro si aggiunge la proposta di legge Aprea che prevede la possibilità di trasformare le scuole in fondazioni, cioè in istituzioni private.
Esse potrebbero indire concorsi per il reclutamento degli insegnanti e stabilirne il trattamento economico. Sarebbero rette da consigli di amministrazione di cui farebbero parte privati, che potrebbero condizionare programmi e didattica.

L’insieme di questi provvedimenti è contrario alla visione della scuola della nostra Costituzione: la scuola di tutti e per tutti, l’istituzione che ha il compito di fornire solide competenze culturali e di formare il cittadino della Repubblica, sulla base di principi di uguaglianza e di libertà.

Il Collegio dei Docenti chiede la revoca dei provvedimenti legislativi annunciati e l’apertura di un serio dibattito sul sistema scolastico (e non decretazioni d’urgenza) che veda come protagonisti il Parlamento, pedagogisti esperti, la scuola e i suoi operatori.

 

3° Circolo di Cervia

Il Collegio dei docenti del 3° Circolo di Cervia riunitosi oggi 08/09/2010, venuto a conoscenza dell’organico assegnato al Circolo, esprime le seguenti considerazioni:

1) la riduzione del numero di insegnanti impedisce l’adeguato funzionamento sia delle classi a tempo pieno che a tempo normale e comporta un inaccettabile impoverimento dell’offerta formativa; la riduzione delle ore di compresenza, che, comunque, dovranno prioritariamente essere impegnate nelle supplenze, non consentirà di attivare laboratori per la realizzazione di percorsi individualizzati significativi;

2) l’inadeguato numero di insegnanti di sostegno assegnati (9 insegnanti per 22 alunni di cui ben 6 richiedono la copertura totale alla primaria, e 2 insegnanti assegnati alla scuola dell’infanzia per 3 alunni, due dei quali richiedono la copertura totale) metterà a rischio l’effettivo inserimento dei bambini più gravi e priverà gli altri di opportunità che potrebbero, in questa fase di scolarità, essere essenziali per il loro futuro; il taglio, inoltre, di due collaboratori scolastici renderà più problematico l’aspetto assistenziale, ovvero la cura della persona, soprattutto per quel che concerne l’igiene del corpo;

3) il taglio a livello nazionale di più di 40.000 posti che ha colpito le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli ordini di scuola ha segnato fortemente anche la nostra provincia, riducendo il tempo scuola e aumentando il numero di alunni per classe.

Pertanto il Collegio dei docenti chiede con determinazione alle istituzioni preposte della nostra provincia di farsi carico presso l’ USR e il MIUR del nostro disagio, attivandosi affinchè siano ripristinati organici rispettosi delle esigenze reali della scuola e che questi non siano il frutto di ripartizioni “ragionieristiche” che hanno come unico scopo la riduzione di personale.

Il Collegio dei docenti come forma di protesta dichiara la non disponibilità a mettere in atto attività che richiedano un impegno che vada oltre l’orario di lavoro del singolo docente, riducendo al minimo anche le uscite didattiche.
Cervia, 08\09\2010 Mozione approvata all’unanimità


Liceo Scientifico "E. Fermi" di Bari

Anche il liceo scientifico E. Fermi di Bari partecipa alla protesta e si astiene dall'effettuare visite d'istruzione per quest'anno...

 

 

Istituto Comprensivo "Galilei" di Campagnola e Rio Saliceto (Reggio Emilia)

L'Istituto Comprensivo "Galilei" di Campagnola e Rio Saliceto (Reggio Emilia): con delibera del mese di settembre i docenti decidono di protestare per i tagli che penalizzano fortemente la scuola astenendosi, nell'anno in corso, dall'effettuare visite e gite scolastiche in orario antimeridiano.

 

Liceo Scientifico "A. Calini" di Brescia

LA SCUOLA È FERMA. NON VIAGGIAMO!

L’Assemblea Sindacale dei docenti del Liceo Scientifico Calini,  riunitasi il giorno 15 ottobre, denuncia la situazione di disagio in cui vive vhi opera nella scuola pubblica italiana. Dopo l’approvazione e l’avvio della riforma – una riforma che risponde a criteri meramente ragionieristici, non fondata, come sarebbe opportuno,  su considerazioni di natura educativa o pedagogica  - la scuola pubblica è stata duramente colpita da una serie di provvedimenti   che accrescono le difficoltà di docenti, alunni e famiglie.
Ricordiamo:
-       la generalizzata riduzione di stanziamenti a favore della cultura in generale e, in particolare,  della scuola pubblica (ma non di quelli a vantaggio delle scuole private) , tanto che oggi l’Italia è tra i paesi  sviluppati che meno investono in istruzione e ricerca;
-       l’aumento del numero medio di alunni per classe, che comporta il peggioramento della qualità dell’insegnamento e delle condizioni di sicurezza in cui si lavora e si studia;
-       l’interruzione della continuità didattica in molte classi, conseguente alla riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali (con la totale eliminazione delle ore a disposizione) e al trasferimento d’ufficio  di molti docenti di ruolo;
-       il licenziamento di migliaia di docenti precari (almeno 20.000 secondo la rivista Tuttoscuola), che,  usati per anni per svolgere supplenze, si trovano oggi senza lavoro, spesso con famiglie da mantenere;
-       la riduzione consistente del personale ATA, il cui contributo è necessario per il buon funzionamento delle scuole;
-       il blocco triennale del contratto, che si traduce in un danno economico significativo (in molti casi oltre i 1000 euro annui) per docenti e personale ATA;
-       il passaggio dal 1° gennaio 2011 dal TFS (buonuscita) al TFR (liquidazione) (trattamento notoriamente meno favorevole per il lavoratore), per tutto il personale pubblico;
-       la riduzione – particolarmente odiosa perché colpisce i più deboli- delle cattedre di sostegno in ogni ordine di scuola.
All’assemblea sindacale dei docenti del Calini è parso necessario esprimere il dissenso in modo fortee  chiaro, anche per  contribuire a sensibilizzare la pubblica opinione, che appare oggi , per lo più, poco sensibile e poco informata (o forse poco informata e, per questo motivo,  poco sensibile) circa la politica scolastica italiana.
Si è pertanto individuato uno strumento di mobilitazione adeguato nel blocco delle visite e dei viaggi di istruzione: non  partecipare né programmare “gite” è una forma di protesta che appare, sotto molti aspetti, efficace e dotata di una forte carica dimostrativa (inutile ricordare quanti interessi economici ruotino attorno ai viaggi di istruzione). È certamente increscioso privare gli alunni di un’utile opportunità educativa qual è il viaggio di istruzione; tuttavia, effetti ben più spiacevoli avrebbero altre modalità di protesta (si pensi ad esempio se tutti i docenti rifiutassero di svolgere corsi di recupero oppure  si opponessero allo svolgimento di  ogni genere di attività pomeridiane!). Non si dimentichi, inoltre, che i viaggi comportano un esborso non indifferente per gli studenti, così che la nostra scelta di non effettuarne esprime anche una forma di sensibilità e di solidarietà nei confronti delle famiglie meno abbienti, che più hanno pagato e pagano per gli effetti della crisi economica che attraversa il Paese.
Brescia , 15 ottobre 2010 

 

Convitto Nazionale Statale "Cicognini" di Prato

In merito alla deliberazione del Collegio Unitario (Docenti ed Educatori), tenutosi in data 27 settembre 2010, in cui è stata approvata a larga maggioranza la sospensione dei viaggi di istruzione per l’a.s. 2010-2011, gli insegnanti e gli educatori del Convitto Cicognini intendono far pervenire agli studenti e alle loro famiglie il seguente documento.

Le ragioni di una protesta civile
Abbiamo deciso di redigere questo documento e di inviarvelo affinché sia ristabilita quella necessaria condivisione e, se possibile, cooperazione tra insegnanti, studenti e genitori che rappresenta senza dubbio un requisito indispensabile per il buon funzionamento della scuola statale in cui tutti crediamo.
Sono ormai anni che la scuola manifesta un profondo disagio, che si sta accentuando sempre più. In eclatante controtendenza rispetto alla quasi totalità degli altri paesi europei, in Italia il sistema educativo è fatto oggetto di una così massiccia sottrazione di risorse da mettere in crisi la sua stessa ragion d’essere. Ciò appare evidente a chiunque creda – seguendo il dettato costituzionale – che il ruolo e la finalità dell’Istruzione pubblica consistano nel promuovere il «pieno sviluppo della persona umana» e nell’offrire a tutti i futuri cittadini e cittadine le competenze e i valori per poter partecipare a pieno titolo all’«organizzazione politica, economica e sociale del paese» (Art. 3). È questo, oggi, ad essere messo in discussione – nei fatti, se non nelle parole.
Forse è cosa risaputa che ciò sta accadendo attraverso tagli al personale e alle risorse finanziarie; meno note sono le conseguenze quotidiane, che hanno assunto tuttavia proporzioni immani per chi nella scuola vive e lavora. Proviamo a renderne note alcune: la drastica riduzione di insegnanti e di personale scolastico, assieme all’obbligo di coprire le assenze con supplenze interne e, paradossalmente, a quello di eliminare le ore a disposizione per le sostituzioni, significa abbassamento della qualità della didattica e sua tendenziale riduzione a cattiva sorveglianza (cattiva, perché spesso e per forza espletata in condizioni di emergenza, in costante deroga alla legge sulla sicurezza): ogni giorno assistiamo alla “migrazione” di intere classi scoperte in altre classi, che risultano quindi sovraffollate, insicure e difficili da gestire per qualsivoglia fine educativo; la riduzione degli insegnanti di sostegno comporta come conseguenza un forte disagio per gli studenti svantaggiati, che invece meriterebbero una maggiore attenzione; la mancanza di tecnici e personale di laboratorio implica la rinuncia ad attività didattiche curriculari essenziali. Il risultato di questi interventi è sintetizzabile in una formula: meno investimenti, meno strutture, meno insegnanti, meno classi, più alunni; ovvero: meno scuola e peggiore.
Non è facile, per chi lavora in questo ambito, trasmettere all’esterno il senso di frustrazione e di delusione che questa situazione determina: lo smantellamento e l’immiserimento della scuola lo si percepisce ogni giorno, perché ogni giorno c’è un’emergenza. Forse, dall’esterno, sembra che al Convitto Cicognini nulla sia cambiato. Non possiamo negare che la nostra situazione sia migliore di quella di tante altre scuole del Paese, per il momento, ma neppure questa è un’isola felice e la Scuola è una, come uno è il paese in cui tutti abitiamo. Del resto, una funzione dell’educatore è proprio quella di far capire ai nostri ragazzi che è giusto e doveroso indignarsi anche quando i problemi non ci toccano personalmente, secondo il principio della solidarietà sociale e nazionale.
E perciò crediamo che questa protesta, che si leva ormai da quasi tutte le scuole d’Italia, sia una protesta civile, in quanto difende un’idea di civiltà e di futuro comune che proprio in tempi di crisi deve fare da guida alle scelte politiche. Investire nella scuola e nella formazione, nella cultura e nella ricerca, significa investire nel futuro. È ciò di cui abbiamo bisogno, di cui hanno bisogno i nostri figli (talvolta si dimentica che un insegnante spesso è anche una madre, un padre, e che quindi vive da entrambi i lati, come docente e come genitore, il decadimento della più formativa delle istituzioni statali).

Perché questa forma di protesta
Ripartiamo allora da qui, dai ragazzi e dalle ragazze. Togliere loro, “per protesta”, le agognate gite scolastiche sembra a molti, a loro per primi, un modo per scaricare il problema sulle spalle delle vittime piuttosto che su quelle dei responsabili. Questo argomento non è stato sottovalutato al momento di prendere la decisione, perciò tanto più sofferta. Siamo ben consapevoli di quanto sia importante il viaggio di istruzione, non solo come valore formativo, ma per il suo carattere di socializzazione, tra studenti e tra studenti e docenti.
       E tuttavia, probabilmente le persone non direttamente coinvolte nel mondo della scuola non sanno che: 1) l’accompagnamento al viaggio di istruzione è, da parte dei docenti, un’attività volontaria aggiuntiva all’insegnamento, per la quale non esiste obbligo; 2) finora, ciò è stato fatto tutto volontariamente, a fronte di un impegno gravoso e ridicolmente pagato; dal 2010 ai docenti accompagnatori è stata negata anche l’indennità di missione per i viaggi all’estero (per irrisoria che fosse, è un segno che per il ministero stesso queste attività sono “da scartare”); 3) ai docenti accompagnatori non viene comunque riconosciuto il servizio prestato oltre l’orario di insegnamento giornaliero o settimanale che tuttavia, durante un viaggio di più giorni, è a tempo pieno e che in alcuni casi può comprendere anche la domenica, giorni festivi o il giorno libero; 4) in compenso i docenti sono soggetti all’obbligo della vigilanza e alla responsabilità nei confronti dei ragazzi per ventiquattro ore su ventiquattro. Le ragioni per non assumersi l’enorme (e sempre meno riconosciuta) responsabilità dei viaggi di istruzione dunque ci sarebbero. Ne aggiungiamo un’altra, potrà sembrare “tecnica” solo a chi non si occupi della gestione di gruppi di persone (per lo più minorenni) e di ciò che essa comporta, anche sotto il profilo penale: come sostituire i colleghi in gita? Come coprire le assenze nelle classi e garantire continuità didattica e rispetto delle norme di sicurezza quando non c’è materialmente il personale per espletare la sorveglianza? Crediamo che forse ogni genitore condivida con noi questa preoccupazione e non sia disposto a correre gravi rischi.
Con questa protesta vogliamo sottolineare l’incongruenza di scelte distruttive e lo facciamo oggi con uno strumento che richiede solidarietà, consapevolezza e, perché no?, un piccolo sacrificio anche da parte di studenti e famiglie. Nel nostro paese il valore del turismo scolastico si aggira intorno ai 375 milioni di euro (dati del TCI 2009), un enorme giro d’affari che i viaggi di istruzione rappresentano per agenzie turistiche, hotel, ristoranti e per tutti quelli che traggono risorse da queste iniziative scolastiche. Non è, la nostra, una dichiarazione di guerra al mondo del turismo, ma una via obbligata a parlare l’unica lingua che, a quanto pare, oggi viene ascoltata: quella del profitto. Chiediamo a chi crede che la scuola parli un’altra lingua, il linguaggio dei diritti e dell’uguaglianza, della democrazia e dei valori costituzionali, di stare dalla nostra parte, di chiedere con noi che l’istruzione e la formazione siano considerate beni comuni da proteggere e potenziare, e non riserve da saccheggiare in nome di ben altre priorità.

 

Istituto Comprensivo "Casier" di Treviso

Anche l'Istituto Comprensivo "Casier" di Treviso quest'anno ha bloccato i viaggi di istruzione

 

 

Scuola Secondaria di I° grado "M.L.Niccolini" di Ponsacco (Pisa)

Anche la Scuola Secondaria di I° grado "M.L.Niccolini" di Ponsacco (Pisa) partecipa alla protesta e si astiene per quest'anno dall'effettuare visite d'istruzione.

 

Istituto Magistrale Statale “Camillo Finocchiaro Aprile” di Palermo

I docenti dell’ Istituto Magistrale Statale “Camillo Finocchiaro Aprile” di Palermo, riuniti in
assemblea sindacale, prendono atto che i tagli imposti alla scuola pubblica dal Governo nazionale e
spacciati per “riforma epocale” altro effetto non hanno prodotto che quello di arrecare gravissimo
pregiudizio al servizio dell’istruzione pubblica.
I docenti, si dichiarano convinti:

  •  che classi sovraffollate, impedendo il raggiungimento degli obiettivi minimi di apprendimento per

tutti, ledono il diritto allo studio riconosciuto dalla nostra Costituzione;

  • che l’esiguità delle ore di sostegno riconosciute agli alunni diversamente abili, violano il principio di

uguaglianza dei cittadini prima ancora che il diritto allo studio;

  •  che la cancellazione dell’insegnamento di alcune discipline, vedi per esempio quelle relative alla

classe di concorso A031 (educazione musicale) e l’eliminazione dei docenti precari dal mondo del
lavoro, creano gravi presupposti di tensione sociale e non riconoscono diritto di cittadinanza a
migliaia di professionalità ormai sul campo consolidatesi;

  •  che costringere le scuole ad elemosinare risorse (per altro dovute) allo Stato, impedisce

l’attuazione di qualsiasi principio di autonomia costituzionalmente garantito;

  •  che la carenza di risorse economiche e di investimenti nella scuola portano come logica

conseguenza all’impoverimento del servizio pubblico dell’istruzione;

  •  che la categoria degli insegnanti paga uno dei conti più salati in termini di mancato rinnovo del

contratto, di incertezza sul blocco degli scatti di anzianità fino al 2013 e utilità degli anni di
servizio 2010/2013 ai fini della carriera dei docenti, pregiudizio del valore della professionalità
docente;

  •  che la gravissima ed epocale crisi che vive la scuola pubblica si ripercuote nei rapporti personali

e professionali tra le diverse componenti della scuola.
Alla luce di queste considerazioni, i docenti decidono

  •  di rinunziare ad offrire la propria disponibilità per lo svolgimento delle supplenze brevi, che

 

  • di non partecipare all’organizzazione di alcuna attività inerente ai viaggi di istruzione;
  •  di non offrire la propria disponibilità ad effettuare corsi di recupero ed eventuali sportelli

didattici;

  •  di non partecipare spontaneamente ad alcuna delle commissioni in cui si articola il collegio dei

docenti;

  •  di non effettuare alcuna nuova adozione di libri di testo per il prossimo anno scolastico.

Tali decisioni assunte dai docenti, che lasciano inespresse specifiche competenze e attitudini
professionali che hanno costituito negli anni risorse e vantaggi per la scuola, assumono rilevanza in
quanto strumento di protesta che si traduce di fatto nella rinuncia da parte dei docenti alle
remunerazioni aggiuntive previste per le attività su menzionate.
Lungi dal volere danneggiare l'attività didattica, i docenti si impegnano quindi ad adempiere
correttamente e professionalmente a qualsiasi obbligo di servizio previsto dalle vigenti norme
giuridiche e contrattuali.
Queste decisioni che non devono assolutamente essere lette come un ulteriore gioco allo
sfascio, ma come un chiaro e preciso segnale di un gravissimo stato di sofferenza di coloro che
da anni operano nel mondo della scuola e che vedono inopinatamente pregiudicato il futuro e il
passato della scuola italiana, saranno debitamente esplicitate e chiarite alle famiglie e agli alunni,
perché da cittadini possano dare il proprio legittimo contributo al sostegno di quella scuola
pubblica che già Piero Calamandrei definiva “un organo costituzionale”.
Palermo, 07/10/2010 I docenti riuniti in assemblea sindacale

da www.cobas-scuola.it

 

I.T.C. “Vilfredo Pareto ” di Palermo

L'Assemblea dei Docenti dell’ITC “Vilfredo Pareto ” di Palermo, riunitosi il 12 ottobre 2010, preso atto delle conseguenze derivanti dall'applicazione della cosiddetta riforma gelmini il cui carattere si rivela come mera operazione di taglio di spesa
denuncia
•la mancanza di un quadro normativo che definisca in modo certo tutti gli aspetti di programmazione dell'attività didattica con l'effetto di una crescente incertezza nella realizzazione dei percorsi formativi con un inevitabile scadimento qualitativo
•l’illegittimità della riduzione oraria nelle classi dalla II alla IV sancita anche dalle recentissime sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e stroncata nella forma e nella sostanza dal parere del CNPI
•l’illegittimità riguardo ai tagli degli organici del personale docente e ATA di ruolo e di quello a tempo determinato che subirà nell'arco di un triennio il selvaggio taglio di 140.000 posti con un aggravamento a tutti i livelli delle condizioni di lavoro del personale operante
•la riduzione dei finanziamenti alle scuole pubbliche che rende impossibile sopperire anche alle minime esigenze di funzionamento didattico a fronte della mancata erogazione dei crediti vantati dalle istituzioni scolastiche nei confronti dell'amministrazione centrale
•l'immotivato riordino del curricolo scolastico con la consistente riduzione delle ore di laboratorio e di insegnamento in discipline fondamentali
•l’aumento irragionevole del numero di alunni per classe, nonostante i vincoli legati alla sicurezza, e l'inevitabile effetto di crescita dell'insuccesso scolastico nei confronti dei soggetti più bisognosi di cura didattica
•il mancato rispetto dell’adeguato inserimento degli allievi diversamente abili, con riduzione delle ore di sostegno
•la decisione di bloccare la progressione economica e di carriera per tutto il personale della scuola che produrrà individualmente una perdita economica secca di decine di migliaia di euro
esprime
tutta la propria ferma e decisa contrarietà nei confronti dell'azione di governo che considera la scuola esclusivamente come un costo da tagliare e non rispetta il dettato costituzionale che fissa nel diritto all’istruzione un bene di tutti e per tutti
delibera
nella tutela della qualità del servizio scolastico e per la difesa dei diritti acquisiti dei lavoratori tutti di manifestare ogni forma di opposizione attiva nei confronti dell'applicazione dei nuovi provvedimenti fino al ritiro degli stessi o alla loro radicale rielaborazione con un percorso di coinvolgimento e partecipazione collettiva
•rifiutando in generale ogni forma di collaborazione extracurriculare,
•aderendo alla giornata di sciopero del 15 ottobre che vede il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche
•programmando incontri di approfondimento ed informazione insieme a genitori e alunni
invita
•a non accettare cattedre superiori alle 18 ore
•a non accettare alunne/i di altre classi in caso di assenza dei docenti, salvo casi di estrema necessità
•a non svolgere ogni altra attività aggiuntive rispetto a quelle previste dalla funzione docente
•a sospendere i viaggi di istruzione e le visite guidate
•ad esigere il rigoroso rispetto della vigente normativa sulla prevenzione e sicurezza
•tutti i lavoratori a sottoscrivere il presente testo Il testo della presente mozione sarà inviato e diffuso al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, agli organi di informazione, agli istituti scolastici, ai genitori, agli alunni.

 

I.T.I.S. "MARCONI" di Padova

L’assemblea sindacale RSU dell’ITIS Marconi di Padova approva all’unanimità la seguente mozione, in continuità con le forme di mobilitazione espresse in giugno e culminate con il blocco degli scrutini:
 

·       Ribadiamo la nostra opposizione ai cosiddetti ‘interventi di riordino ’ che sono solo tagli all’istruzione tecnica, consapevoli che la dequalificazione del servizio scolastico e l’impoverimento della preparazione degli alunni non potrà che avere conseguenze negative sul futuro del nostro Paese. Tale situazione è stata confermata da una sentenza del TAR e dalla presa di posizione negativa del CNPI.
·       Esprimiamo il nostro vivo sdegno per la ‘manovra economica’ che fa pagare alla scuola pubblica il prezzo della crisi e colpisce il reddito del personale docente e ATA, stravolgendo il contratto di lavoro e i diritti acquisiti sui trattamenti previdenziali facendo sparire tre anni di anzianità di servizio.

 
L’assemblea invita il personale a prendere tutte le iniziative sindacali e legali per tutelare i propri diritti, ma nella consapevolezza che queste vie non sempre sono efficaci nel breve periodo, invita Docenti e ATA a mettere in atto forme di protesta immediate ed articolate, lasciando ad ognuno la possibilità di scegliere le forme individuali più appropriate tra:


·       Non accettare spezzoni di cattedra
·       Non accettare supplenze
·       Non accettare di partecipare a gite
·       Non accettare incarichi di coordinamento (organigramma)
·       Votare scheda nulla alle elezioni dello staff
·       Astenersi sulle FS
·       Non accettare incarichi parascolastici ed extra scolastici
·       Protocollare lettera di segnalazione di rischio nelle aule sovraffollate


 

 

I.T.C. "Lunardi" di Brescia

Il fatto che numerose scuole siano in agitazione non è certo una notizia in questo periodo della storia d'Italia. Non è nemmeno una notizia il fatto che ci siano numerosi malumori negli istituti bresciani, a causa dei tagli della manovra finanziaria e per la riforma del ministro Mariastella Gelmini.
Sicuramente, però, è da raccontare la decisione presa dall'assemblea sindacale dell'istituto tecnico Astolfo Lunardi di via Riccobelli, dove i professori hanno stabilito di bloccare gite scolastiche, stage all'estero e ogni tipo di attività extra scolastica - quindi anche le visite culturali di una sola giornata - fino a che non saranno chiarite una serie di questioni di tipo contrattuale.
Si tratta di una scelta che stravolge la politica della scuola per corrispondenti in lingue estere, conosciuta per aver ottenuto - unica in tutta Brescia - importanti certificazioni europee legate alle culture straniere e per aver fatto dello studio fuori dai confini nazionali un vero e proprio cavallo di battaglia con rapporti, riconoscimenti e relazioni intessute un po' ovunque in Europa e in America.

dal sito della gilda: http://lnx.gildafc.eu/

Scuola Media n.2 di Alghero e Fertilia

Collegio dei Docenti riunitosi in data 13/09//2010 a seguito di un ampio dibattito sente l’esigenza di sensibilizzare la comunità di Alghero sulla gravità dell’attuale situazione scolastica venutasi a creare in seguito ai numerosi tagli conseguenti alla Finanziaria 2008 e alla successiva manovra del luglio 2010 che ha tagliato 8 miliardi di finanziamenti in tre anni per la Scuola Pubblica (aumentando quelli per le scuole private), alla Legge 133/08, alla Legge 169/08 che si traducono in:

  • tagli alle risorse economiche destinate alla scuola (impoverendola anche dei servizi e materiali essenziali);


 

La Scuola Media n2 di Alghero, è stata da sempre impegnata in attività extracurricolari che miravano sia a combattere la dispersione scolastica, fenomeno radicato e non trascurabile della nostra realtà sociale, sia a potenziare il livello culturale generale.


Oggi però la Scuola si ritrova a dover affrontare diversi problemi:


· è stata attuata una riduzione drastica del numero delle ore curricolari, per cui ogni alunno si trova ad avere 3 ore curricolari settimanali in meno: 1 di lettere, una di tecnologia (informatica), una di francese.

  • Riduzione drastica delle ore destinate agli alunni diversamente abili


Considerata la crescente difficoltà ad assicurare una scuola di qualità, dovuta alla drastica riduzione dei fondi, i Docenti deliberano  di rinunciare a tutte le attività aggiuntive di insegnamento e funzionali all’insegnamento, non obbligatorie, (ad esclusione degli incarichi essenziali per il completamento dell’anno scolastico quali: coordinatore, segretario di classe, Collegio Docenti e Consiglio di Istituto, attività di laboratorio già avviate e da concludere), ivi compresi eventuali nuovi progetti da svolgere in orario curricolare con esperti esterni.

Nello specifico il Collegio dei Docenti dichiara la non disponibilità a svolgere le seguenti attività:

  • Partecipazione a concorsi: solo nelle ore curricolari.
  • Nuovi progetti e laboratori: solo se questi prevedono l'ausilio di docenti esterni alla scuola;
  • Sostituzione colleghi assenti (ore eccedenti);  -  pertanto si aggraverà la situazione delle classi, già numerose; a tal proposito i docenti s'impegnano a comunicare con le famiglie le “quotidiane” situazioni di emergenza che si creeranno e che impediranno un regolare svolgimento delle attività didattiche;
  • Visite guidate e viaggi di istruzione;
  • nessuna adozione di libri di testo;

Gli insegnanti auspicano comprensione da parte della Comunità algherese e in particolare dei genitori degli alunni per questa azione di protesta, in considerazione del fatto che i Docenti hanno sempre avuto l’obiettivo primario di assicurare agli alunni una scuola di qualità ma, allo stato attuale, tale finalità è impossibile da perseguire.



Liceo Scientifico "Nicolò Palmeri" (sede) di Termini Imerese - Palermo

I docenti del Liceo Scientifico "Nicolò Palmeri" (sede) di Termini Imerese -Palermo- riuniti in assemblea sindacale il 15 ottobre c.a. e quelli che hanno aderito successivamente, hanno deciso nella stragrande maggioranza di aderire alla protesta contro la riforma Gelmini e contro i tagli "lineari".
Con la speranza che gli studenti e le loro famiglie- che sono stati opportunamente informati dagli insegnanti-  condividano queste posizioni, per evidenziare con chiarezza il disagio per un contesto sempre più difficile che penalizza esclusivamente la scuola pubblica, hanno deciso di manifestare il proprio dissenso attraverso delle azioni di protesta che non danneggiano in alcun modo il regolare andamento della didattica e la formazione degli studenti, attraverso l'astensione dalla partecipazione ai viaggi d'istruzione di più giorni e l'astensione dall'adozione di nuovi libri di testo.

 

Istituto Tecnico Agrario "Pastori" di Brescia

L'istituto Tecnico agrario Pastori di Brescia, partecipa alla protesta con il blocco di tutte le uscite.
I docenti hanno stilato un documento con le loro motivazioni lo hanno firmato e reso pubblico.
 lo si può trovare anche sul sito www.gildabs.it
l'adesione è stata del 79,5%

 

Istituto Comprensivo F. Tadini di Cameri (Novara)

Il Collegio Docenti dell'Istituto Comprensivo F. Tadini di Cameri (Novara) ha sospeso per protesta contro la situazione allo sfascio della scuola sia le gite d'istruzione sia le attività extracurricolari del POF.

 

Liceo Scientifico "G.C. Vanini" di Casarano

Anche il Liceo Scientifico "G.C. Vanini" di Casarano, al pari di diverse centinaia di scuole italiane, ha aderito a questa particolare forma di protesta per protestare contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini.

Questo sta a significare che l'iniziativa sta avendo un notevole successo, anche perché c'è piena consapevolezza da parte dei docenti che il blocco delle visite guidate e dei viaggi di istruzione avranno un effetto dirompente in termini economici.

Le agenzie turistiche che organizzano questi viaggi, infatti, si troveranno in difficoltà.

Il giro di affari è così elevato che solo il Liceo Scientifico gestisce, per queste iniziative, circa 250 mila euro all'anno.

"Purtroppo – spiega il prof. Francesco Primiceri, docente del 'Vanini' – è uno dei pochi modi per far sentire in modo incisivo la nostra voce di protesta contro la riforma Gelmini.

Anche a Casarano si sta procedendo con successo per questa strada. Ad esempio, il nostro Liceo, istituto dove è nato il comitato 'Scuola in lutto', ha raccolto l'80% delle firme dei docenti per bloccare i viaggi di istruzione. Percentuali significative di firme raccolte si stanno avendo anche negli altri istituti di Casarano e dintorni".

L'iniziativa, prosegue il docente, è sostenuta oltre che dal comitato "Scuola in lutto", anche dai sindacati nazionali della scuola Gilda e Cgil.

tratto da iltaccoditalia.info

 

I.P.S.S.A.R. "G. Matteotti" di Pisa

Il 19 novembre 2010 il Collegio dei Docenti dell'Istituto ha confermato la decisione presa nella precedente convocazione di aderire alla protesta contro quella che ormai a tutti sembra (tranne che al governo) la fine della scuola pubblica e di bloccare i viaggi d'istruzione.
La decisione è stata presa a larga maggioranza anche se molto sofferta in considerazione del fatto che a rimetterci sono anche gli alunni. La protesta tuttavia va portata avanti con forza e determinazione al fine di salvaguardare la scuola pubblica e, in definitiva, il futuro dei nostri studenti e dei nostri figli.

 

Liceo Scientifico "Principe Umberto" di Catania

Il Liceo Scientifico "Principe Umberto" di Catania da ieri è in autogestione contro i tagli alla scuola pubblica e la difesa al diritto allo studio. Da parte della classe docente, però, accanto alle classiche forme di lotta se ne affiancano di più originali e strategiche, per battersi contro le classi-pollaio, la diminuzione delle ore curriculari, il licenziamento di massa dei precari, il blocco dei contratti, gli stipendi da fame e il maxi-finanziamento alle scuole-private. I professori scavano le trincee e cercano di farsi sentire attraverso il blocco dei viaggi di istruzione.

«Si tratta di una protesta visibile che tocca anche altre categorie professionali: agenti di viaggio, ristoratori, albergatori, autisti, compagnie aeree - come fa notare Maria Vecchio, prof. del "Principe Umberto" ed esponente della Gilda - Gli scioperi sono utili, ma richiedono un grande sacrificio a fronte dei nostri stipendi e del fatto che si deve arrivare a fine mese. Abbiamo bisogno, invece, di una protesta che sia permanente e incisiva».

Le gite muovono ogni anno risorse ingentissime: basti pensare a quante scuole ci sono in Italia. di converso, anche i tagli al personale docente si ripercuotono, ovviamente, sull'andamento dell'economia nazionale. Alle già numerose scuole si aggiunge, per l'appunto, anche il " Principe Umberto ". Con una contro-proposta però: «Più di cento docenti, ovvero più dell'80%, di questa scuola, riunitisi in assemblea, hanno dichiarato l'indisponibilità ad accompagnare i ragazzi in gita - spiega la prof. Mercedes Turco - Ma per dimostrare l'interesse della didattica fuori-aula, assicurare la nostra professionalità e per non sentirci accusare ingiustamente, garantiremo delle escursioni ai nostri studenti in orario curriculare. In collaborazione con il Comune e con la Sovrintendenza, organizzeremo delle passeggiate in città o delle visite, anche con autobus di linea, di interesse storico-archeologico. La nostra professionalità resterà al servizio degli studenti».

«Mi preme sottolineare - conclude la Vecchio - che intendiamo far capire alle famiglie che non è non mandando in gita gli alunni che gli si reca danno. È la diminuzione di ore in ambito curriculare che influirà sulla loro preparazione, e i cui danni vedremo solo tra qualche anno». Adesso la palla dovrebbe passare ai ragazzi - non solo del " Principe Umberto " -, i quali dovrebbero avere la lucidità e la maturità di riconoscere la vera causa e il vero colpevole del "No alle gite".

Dal giornale “La Sicilia”


Liceo Scientifico Statale "Meucci" di Ronciglione (VT)

Il Collegio Docenti del Liceo Scientifico Statale "Meucci" di Ronciglione (VT) ha deliberato a larga maggioranza il blocco dei viaggi di istruzione.

 

Liceo Scientifico "Magrini" di Gemona

Quest’anno al liceo scientifico Magrini di Gemona saranno sospesi i viaggi di istruzione. Lo ha deciso mercoledì scorso il collegio docenti dopo un lungo e animato dibattito. A larga maggioranza gli insegnanti hanno riconosciuto la necessità di aderire alle iniziative di protesta, già adottate da molti istituti di Udine e provincia e in molte regioni italiane, in difesa della scuola e della dignità di chi ci lavora e ci vive.

Anche a Gemona la decisione è stata sofferta: da una parte la volontà di non incidere sull’offerta formativa e didattica, per non danneggiare studenti e famiglie, vittime innocenti della riforma Gelmini; dall’altra la consapevolezza della preoccupante situazione in cui versa la scuola italiana, aggravata dalle scelte governative compiute negli ultimi anni. Tagli indiscriminati e pesantissimi stanno mettendo in ginocchio gli istituti scolastici, anche quelli, come il liceo di Gemona, che fino ad oggi sono riusciti a garantire un elevato livello del servizio. Una situazione insostenibile, che i docenti ritengono debba essere portata a conoscenza degli allievi e delle famiglie, ma anche delle istituzioni e del territorio, anche attraverso forme di protesta forti come il blocco delle gite.

Senza incidere sui nuclei fondanti dell’offerta formativa, gli insegnanti del Magrini hanno così deliberato, per l’anno scolastico 2010/11, di sospendere i viaggi di istruzione non collegati agli scambi, ormai consolidati, con scuole di paesi esteri (Belgio, Ungheria, Germania). Una scelta che ora dovrà essere comunicata ad allievi e famiglie, nella convinzione che comprenderanno come in gioco non ci sia solamente il percorso formativo degli studenti, ma un interesse generale: il futuro della scuola e dell’intera società.

Gemona del Friuli, 14.10.2010

da "Nessun Dorma"

 

Documento insegnanti di sostegno di Lucca

Documento degli insegnanti di sostegno per il Collegio dei docenti del 15 novembre 2010

APPROVATO A LARGA MAGGIORANZA (1 contrario e 4 astenuti)

 

I tagli dei fondi pubblici destinati alla scuola e all’istruzione stanno producendo effetti negativi evidenti nella gestione quotidiana della vita scolastica: sulla continuità lavorativa degli insegnanti precari, sulla sicurezza delle strutture architettoniche e in generale sul diritto all’istruzione. Ma il disinvestimento e la decurtazione di risorse pubbliche risultano in special modo gravosi e inammissibili nel momento in cui vanno a colpire una categoria di studenti di per sé già particolarmente disagiata, quale quella degli studenti disabili.

Anche in territorio lucchese le restrizioni imposte dai tagli hanno avuto conseguenze dirette sulla qualità dell’istruzione offerta agli studenti disabili. Lo scorso 10 ottobre, durante un incontro presso l’Istituto per geometri Nottolini, il personale dell’Ufficio scolastico della nostra provincia ha ricostruito l’iter, gravato dai tagli imposti dal Ministero, della costruzione dell’organico di sostegno per quanto riguarda l’anno scolastico in corso. L’Ufficio scolastico regionale, alla richiesta da parte dell’Ufficio scolastico provinciale di ulteriori 52 cattedre in deroga in seguito alle nuove iscrizioni estive, ha messo a disposizione solo 25 nuove cattedre: meno della metà. E alla richiesta di 13 cattedre aggiuntive pervenuta a settembre, in seguito a ulteriori certificazioni dell’ultimo momento, l’Usr ha risposto con sole sei ore per cattedra. Tutto ciò nonostante la recente importante sentenza della Corte costituzionale – n° 80/2010 – che, oltre alla possibilità di ricorrere a nuove assunzioni in deroga, stabilisce l’illegittimità di fissare un limite massimo agli insegnanti di sostegno.

Anche nel nostro istituto I.p.s.i.a. “S. Simoni” di Castelnuovo, in seguito alle ricadute dei tagli imposti dal  Ministero sul personale docente che impediscono una più razionale suddivisione delle classi, e conseguentemente inoltre all’alto numero di iscrizioni di studenti certificati per l’anno scolastico in corso, si sono venute a creare situazioni-limite di sovraffollamento delle classi e di carenza di personale specializzato.

Pur prendendo atto dell’impegno del Dirigente scolastico, che sin dal primo momento si è detto disposto a fare tutto ciò che è di sua competenza per alleviare gli effetti di tale situazione, non possiamo tuttavia fare a meno di porre  all’attenzione del Collegio quanto segue.

 

-         Ci sono classi in cui risulta evidente un rapporto troppo alto tra numero degli studenti disabili/numero totale degli studenti per classe, che potrebbe influire sulla qualità del servizio prestato. In particolare la 1ª A e la 1ª B dell’I.p.s.i.a., in cui  ben tre studenti disabili sono inseriti in contesti di 25 e più studenti frequentanti di fatto. Tra questi, alcuni presentano ulteriori disabilità, riconosciute ma non certificate. E tra questi ci sono anche alcuni studenti stranieri di recente immigrazione, per i quali non sono ancora partiti i corsi di italiano.

-         Gli insegnanti di sostegno sono infatti costretti, onde evitare una presenza simultanea di troppi insegnanti nella stessa classe, a evitare compresenze nelle stesse ore. Inevitabilmente si trovano da soli a dover soddisfare più richieste simultanee di assistenza, a dover suddividere il proprio sostegno su tre o più studenti contemporaneamente.

-         In questo modo è spesso impossibile impostare un rapporto insegnante-studente uno-a-uno, che in determinati momenti della didattica, e soprattutto per gli allievi con forme complesse di disabilità (i percorsi B), assume un’importanza determinante per realizzare occasioni di apprendimento veramente efficaci.

-         Non a caso le norme legislative a riguardo si esprimono assai chiaramente. Il Decreto ministeriale 141/1999 afferma infatti che «la presenza di più di un alunno in situazione di handicap nella stessa classe può essere prevista in ipotesi residuale ed in presenza di handicap lievi», e che «le classi iniziali che ospitano più di un alunno in situazione di handicap sono costituite con non più di venti iscritti».

 

Gli insegnanti di sostegno di questo istituto chiedono dunque al Collegio dei docenti di esprimere il proprio parere rispetto alle seguenti richieste.

 

-         Far pervenire una precisa presa di posizione agli organi competenti (Uffici scolastici provinciale e regionale, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) riguardo all’impossibilità di adattare il regime dei tagli a una scuola che sia realmente inclusiva per tutti gli studenti, e in cui in particolare il fondamentale profilo delle professionalità docenti di sostegno possa espletare al meglio il proprio lavoro quotidiano.

-         Aderire, nelle forme che il Collegio riterrà più consone, per rendere più visibile la protesta per questa e per le altre situazioni-limite create dai tagli presentate nell’odierno Collegio, alla campagna contro l’illegalità e il collaborazionismo delle scuole, che vede la nostra provincia all’avanguardia tra tutte le province italiane per l’alto numero delle scuole aderenti (cfr. documento allegato).

 

Sul piano delle problematiche del sostegno testé sollevate, chiediamo inoltre:

 

 

-         Di fornire alle famiglie degli alunni disabili un’informazione ufficiale, corretta ed esaustiva circa le conseguenze dei tagli sull'organico, sulle situazioni-limite delle classi in cui viene effettuato il lavoro degli insegnanti di sostegno, e sugli sforzi messi in atto dall'istituto per alleviarne i disagi.

-         Di informare inoltre le famiglie circa le ore effettive di sostegno dedicate a ciascuno studente nel momento in cui l'insegnante di sostegno si trova obbligato a dover gestire de facto più di un caso contemporaneamente. In tal modo è possibile rispondere ad eventuali richiami da parte delle famiglie in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi formativi.

-        Di stabilire un momento di confronto con tutti gli insegnanti con fine informativo e formativo sul sostegno, a partire dai temi cruciali della valutazione degli alunni con disabilità, e delle accortezze da mettere in atto per gli allievi con dislessia, disortografia e discalculia certificati.

 

 

Castelnuovo di Garfagnana 15.11.2010

 

Gli insegnanti di sostegno Ipsia-Iti


I.S.I.S. "O. Romero" di Albino (BG)

I docenti dell'I.S.I.S. "O. Romero" di Albino (BG), riuniti in assemblea sindacale in data 5 ottobre 2010, esprimono il loro netto dissenso verso una politica scolastica che depotenzia e dequalifica la scuola pubblica quale luogo privilegiato di formazione per i giovani, futuro del nostro Paese.

Come già preannunciato a genitori e studenti nel documento diffuso nel mese di aprile scorso, gli effetti più immediati del riordino degli indirizzi di studio (riforma Gelmini) e dei provvedimenti ad esso collegati sono stati:

1.        l'aumento del numero di studenti per classe fino a punte di 31-32 (anche in presenza di situazioni di disagio);

2.   il radicale ridimensionamento orario di molte discipline nelle prime di tutti i corsi di studi ed addirittura la scomparsa di alcune di esse anche qualificanti per l'indirizzo di studi; emblematico è il caso di musica eliminata completamente dal piano di studi del liceo delle scienze umane, così come di diritto e legislazione sociale, eliminata dal quinto anno dello stesso liceo;

3.        la diminuzione delle ore di lezione settimanali (comprese le ore di lingua straniera) anche per le classi seconde, terze e quarte ITC e IPC del vecchio ordinamento che ha cambiato in corso d'opera il percorso scolastico già intrapreso dai ragazzi;

4.   l'impossibilità di conseguire la qualifica professionale alla fine del terzo anno per chi inizia a frequentare l'istituto professionale;

5.        la riduzione del numero dei docenti, inclusi gli insegnanti di sostegno, e del personale non docente quando il numero degli studenti è aumentato rispetto allo scorso anno scolastico;

6.        la costante riduzione delle risorse finanziarie destinate alla scuola pubblica che determina l'impoverimento dell'offerta formativa.

In seguito a tutto ciò, i docenti dell'I.S.I.S. "O. Romero" denunciano la loro crescente difficoltà:

      nell'affrontare quotidianamente il compito sempre più arduo di attuare il proprio progetto didattico, visto che il numero degli alunni che un docente deve seguire è ormai giunto mediamente ben oltre i 100 ed è destinato ad aumentare ancora nei prossimi anni;

      nel mantenere il numero e la qualità delle attività complementari che arricchiscono il Piano dell'Offerta Formativa e che caratterizzano l'Istituto da molti anni (stage linguistici, certificazioni linguistiche, stage aziendali, teatro, riorientamento al biennio ed orientamento in uscita, sportello di primo ascolto, visite e viaggi d'istruzione. Coro Romero, portale web, patente ECDL, patentino per ciclomotore, laboratorio interculturale, campionati sportivi studenteschi, Olimpiadi di matematica, ...) perché il tempo impiegato al di fuori delle aule scolastiche per la loro organizzazione e realizzazione è sempre più ignorato o disconosciuto;

 

Contestualmente, i docenti sottolineano come, penalizzando ulteriormente stipendi che sono già fra i più bassi in Europa, i provvedimenti finanziari dispongono per il personale della scuola:

      il blocco del rinnovo contrattuale per il triennio 2010-2012 con pesante ricaduta economica in termini retributivi e contributivi non più recuperabili;

      il blocco economico e giuridico degli scatti di anzianità con conseguente ed ulteriore ricaduta sugli importi di pensione e liquidazione;

      l'eliminazione dell'indennità di missione per viaggi di istruzione e stage linguistici all'estero, che nega ogni valore al tempo che i docenti hanno sempre dedicato a queste attività il cui alto valore culturale e formativo è riconosciuto in tutta Europa; questo provvedimento si aggiunge ad uno analogo già in vigore da diversi anni per le visite ed i viaggi di istruzione in Italia.

Si aggiunga il fatto che all'Istituto "O. Romero":

non sono ancora stati erogati i fondi per il pagamento delle supplenze per l'a.s. 2009/2010;

non è ancora stato erogato il credito di oltre 250.000 euro che l'Istituto vanta nei confronti

dell'Amministrazione statale;

  resta da verificare la sicurezza delle aule scolastiche che si trovano ad ospitare un numero di alunni superiore a quello per cui sono state progettate.

Nel denunciare la situazione, i docenti intraprendono, con profonda amarezza, le seguenti iniziative di protesta chiedendo il sostegno di famiglie e studenti, con l'obiettivo di richiamare con forza l'attenzione di tutta la società civile sulla politica di impoverimento ormai costante dell'offerta scolastica pubblica che si sta già traducendo in una minore qualità della formazione dei nostri ragazzi.

Si decide quindi per l'anno scolastico in corso:

-  la sospensione delle visite e dei viaggi di istruzione di uno o più giorni sia in Italia che all'estero;

-  la sospensione degli stage linguistici, salvo le attività multiculturali già avviate in seguito ad accordi con altre scuole europee (progetto Comenius, Accademia europea di Otzenhausen);

-  di non dare disponibilità ad effettuare supplenze per la sostituzione dei colleghi assenti.

In ogni caso, i docenti dell'ISIS "O. Romero" vogliono sottolineare che, nonostante tutto, senza compensi aggiuntivi o con compensi inadeguati rispetto all'impiego di energie, tempo e all'assunzione di responsabilità civile e penale che queste richiedono, continuano a dare il loro indispensabile contributo al mantenimento di tutte le restanti attività integrative previste per gli studenti dell'Istituto.

Albino, 5 ottobre 2010

Documento sottoscritto da 72 docenti dell'Istituto ISIS "O. Romero".

Due docenti hanno firmato con riserva: uno perché avrebbevoluto anche la sospensione di Comenius e Otzenhausen, l'altro perché il documento non specifica che non sono sospese le attività Learning Week, progetto la cui assegnazione all'Istituto da parte dell'Ente erogante non era ancora certa al momento in cui il documento è stato sottoposto per la sottoscrizione.



Istituto Professionale “T. Confalonieri” - Roma

Il Collegio docenti dell’IPSSCTP “T.Confalonieri” ritiene doveroso esprimere il proprio disappunto nei confronti di una politica di governo che considera la scuola pubblica soltanto come un costo da tagliare e non un investimento per il futuro del Paese. I docenti, inoltre, sono costretti a lavorare in una condizione di precarietà non rispondente alle esigenze reali degli studenti, impedendo di fatto, nonostante il massimo impegno, una didattica di qualità.
Il Collegio prende atto degli effetti della riforma Gelmini, tra cui:
•       Aumento irragionevole del numero di studenti per classe
•       Accorpamento incoerente di materie differenti in una stessa classe di concorso
•       Riduzione del personale ATA
•       Illogica scomparsa di materie qualificanti gli indirizzi professionali

E per quanto previsto dalla legge finanziaria:
•       Blocco dei contratti per 3 anni
•       Abolizione degli scatti di anzianità

A fronte di ciò i docenti dichiarano :
•       La propria indisponibilità ad accettare un numero di ore superiore a 18
•       La non disponibilità ad organizzare viaggi d’istruzione
•       di impegnarsi alla denuncia di tutte le situazioni che dovessero configurarsi come mancato rispetto della normativa in vigore, in particolare per quegli aspetti che riguardano la sicurezza sul posto di lavoro, rifiutandosi per es. di operare in aule con un numero di alunni superiore a quello consentito dalla normativa stessa .

Il Collegio intende, con questa protesta, evidenziare che la riforma Gelmini, fondata unicamente su tagli di spesa senza nessuna coerenza didattica o pedagogica, porta ad una scuola pubblica che non rispetta il dettato costituzionale del diritto all’istruzione, un bene di tutti e per tutti.

 

I.T.I.S. “Carlo Grassi” - Torino -

I docenti dell’I.T.I.S. “Carlo Grassi”, riuniti il 18 ottobre 2010, esprimono profondo allarme per la situazione della scuola pubblica ed in particolare dell’istruzione tecnica.
La politica scolastica attuata dal governo in carica è improntata ad una logica di tagli di personale e risorse, che nulla ha a che vedere con una formazione culturale e professionale di qualità.
Continuano, inoltre, a permanere aspetti di illegittimità del cosiddetto “riordino Gelmini”, evidenziati dal T.A.R. del Lazio e confermati dal pronunciamento del Consiglio di Stato, relativo alla riduzione da trentasei a trentadue ore dell’orario settimanale di lezione nelle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici.
A causa della situazione sopra descritta, i docenti dell’ I.T.I.S. “C. Grassi” aderiscono alle iniziative di mobilitazione messe in atto in numerose scuole di Torino e provincia e fatte proprie anche dalle assemblee sindacali d’istituto del 22/09 e 1/10.
In particolare deliberano:
●       di non organizzare e di non partecipare a viaggi d’istruzione della durata di più giorni o  che, comunque, vadano oltre il normale orario di svolgimento dell’attività didattica giornaliera;
●       di non dare la propria disponibilità a supplire colleghi assenti con ore eccedenti l’orario cattedra ;
●       di favorire momenti informativi nei confronti di famiglie e studenti, riguardo la grave situazione di crisi in cui versa la scuola italiana.
I docenti dell’I.T.I.S. “C. Grassi”, infine, giudicano che l’eventuale accorpamento o smembramento di classi, attuato per garantire la sorveglianza degli alunni, rappresenterebbe, di fatto, una grave limitazione del diritto allo studio, costituzionalmente garantito.
Torino, 18 ottobre 2010

 

I.I.S.S. “L .B. ALBERTI” – ROMA

ASSEMBLEA SINDACALE DEI DOCENTI DELL’IISS “L.B.ALBERTI” – ROMA, 4-11-2010
BLOCCO DEI VIAGGI DI ISTRUZIONE
(hanno firmato 55 docenti su 88)

I docenti riuniti in assemblea sindacale, dopo ampia ed articolata discussione, elaborano il presente documento.

PREMESSO CHE:
1 - è in atto un generale impoverimento del settore dell’istruzione pubblica che dovrebbe, invece, essere strategico per ogni ipotesi di ripresa del paese;
2 - la progettazione e la gestione della riforma sta ricadendo “a costo zero”, esclusivamente sui docenti e sui consigli di classe, senza nessun supporto né di tipo economico né, tanto meno, didattico per una riforma “epocale” già in corso di attuazione;
3 - la riforma Gelmini ha aumentato il numero di alunni per classe, ha diminuito il numero di ore di molte discipline e il numero complessivo di ore di lezione, ma spesso ha aumentato il numero di classi per ciascun docente;
4 - il Decreto Legge n°125 del 31/5/2010 prevede il blocco dei trattamenti economici dei singoli dipendenti per il periodo 2011/2013 (blocco delle retribuzioni), l’eliminazione, senza possibilità di recupero, del triennio contrattuale 2010/2013 (arretrati), l’eliminazione della progressione di carriera del personale della scuola negli anni 2010/2012;
5 – all’aumento progressivo dei carichi di lavoro sommerso dei docenti, avvenuto negli ultimi anni, si vanno a sommare tutte le attività correlate alla preparazione di un viaggio. In un’ottica corretta essa deve essere parte integrante della progettazione didattica del consiglio di classe e non si esaurisce nel compito della commissione viaggi che si occupa sostanzialmente dell’organizzazione;
6 - ai docenti accompagnatori non viene riconosciuto il servizio prestato oltre l’orario d’insegnamento giornaliero o settimanale che tuttavia, durante un viaggio d’istruzione di più giorni, è a tempo pieno e che in alcuni casi può comprendere anche la domenica, giorni festivi o il cosiddetto “giorno libero”. In “compenso” i docenti sono soggetti all’obbligo della vigilanza nelle ventiquattro ore ed alle responsabilità di cui agli artt. 2047 e 2048 del c.c. con l’integrazione di cui all’art. 61 della legge 312/80
7 - i docenti accompagnatori  non godono dell’indennità di missione in Italia, abolita dalla Finanziaria 2006 ed ora neppure della missione per i viaggi all’estero;
8 – il costo dei viaggi d’istruzione per alcuni studenti, in questo difficile momento di crisi economica per molte famiglie, costituisce un onere non sostenibile e quindi discriminatorio ai fini della partecipazione;

i docenti firmatari dell’ IISS “L.B.Alberti” di Roma ritengono assolutamente necessario rivendicare la propria professionalità e la dignità dell’insegnamento nella scuola pubblica. A tale proposito decidono, per il corrente anno scolastico, quale azione dimostrativa, il blocco di tutti i viaggi di istruzione in Italia e all’estero.

Benché consapevoli che tale scelta priva gli studenti di valide occasioni educative e culturali,
i docenti ritengono che questa decisione serva a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi della scuola italiana e del futuro dei giovani.
L’obiettivo principale è far comprendere ai nostri studenti e alle loro famiglie che, attraverso la rinuncia ai viaggi d’istruzione, che comunque non sono mai un obbligo ma un’attività aggiuntiva, si mette in atto una forma di protesta democratica e di resistenza civile, per difendere la scuola e con essa il futuro del paese.
I docenti, infine, ritengono importante che tale comunicazione sia diffusa attraverso gli organi di stampa, il sito della scuola e che sia trasmessa ai genitori e agli studenti nel corso dei prossimi consigli di classe aperti ai genitori e agli studenti.
I DOCENTI FIRMATARI dell’ IISS “L.B.Alberti”

 

L.S.S. "E. Boggio Lera" di Catania

Il Collegio dei Docenti del L.S.S. "E. Boggio Lera" di Catania, riunitosi il 16 novembre del 2010, in continuità con le azioni già intraprese per manifestare il proprio dissenso nei confronti della "riforma" Gelmini, ha approvato, con 102 voti favorevoli e 12 contrari, il seguente documento:

"Un Paese che riduce sensibilmente gli investimenti per la cultura e per la scuola è destinato ad un inesorabile declino. I docenti del Boggio Lera esprimono, dunque, profonda preoccupazione per le evidenti difficoltà in cui versa, a causa dei “tagli” subiti, l'istruzione pubblica.
Noi vogliamo continuare a insegnare, con impegno e orgoglio, in una scuola che, rispettando pienamente il dettato costituzionale (articoli 3, 21, 33 e 34), sia da stimolo per la crescita e lo sviluppo dell'intera società. Obiettivo, quest'ultimo, più difficile da raggiungere lavorando, con un minor numero di ore a disposizione, in classi sempre più affollate. Per questi motivi abbiamo rifiutato di accettare attività aggiuntive di insegnamento  (ovvero superare le 18 ore settimanali) e/o supplenze a pagamento, dimostrando, così, tra l'altro concreta solidarietà a quei colleghi che, a causa del cosiddetto riordino, sono stati, dopo tanti anni, espulsi dalla scuola.
In questa situazione di grande difficoltà, per far funzionare meglio la scuola riteniamo che il massimo impegno vada indirizzato verso la valorizzazione dei processi di aggiornamento e apprendimento e verso il rafforzamento (diversamente da ciò che ha prodotto la logica del “progettificio”) del confronto e della cooperazione.
In questo quadro, dichiariamo, anche tenendo conto del fatto che tali attività non sono riconosciute come impegni straordinari di lavoro, la nostra indisponibilità ad effettuare  viaggi di istruzione, stage e scambi con l'estero.
Per quanto riguarda le attività aggiuntive extracurricolari funzionali all'insegnamento, una volta individuata dal Collegio dei Docenti una scala di priorità, siamo disponibili a impegnarci (all'interno di una necessaria distribuzione degli incarichi) in tutte ciò che è strettamente coerente con la programmazione dei Consigli di classe.
Per quanto riguarda progetti che prevedono la presenza di esperti esterni siamo disponibili a cooperare alla loro riuscita solo se tali progetti, una volta appuratane la validità e la coerenza con il POF, non prevedono esborsi finanziari da parte del nostro Istituto.".
Il Collegio dei Docenti del L.S.S. "E. Boggio Lera" di Catania

 

Liceo Statale “Regina Margherita” di Torino

Il Collegio Docenti del Liceo Statale “Regina Margherita”, riunitosi il 16 settembre 2010, nel prendere atto dell’impoverimento della scuola pubblica e della delegittimazione culturale e pedagogica della “riforma” Gelmini, i cui effetti materiali sono:

– la riduzione del personale docente  e Ata;

– la consistente riduzione del tempo scuola, con la definitiva cancellazione di intere discipline  come, ad esempio, Educazione Musicale;

– l’espulsione dei precari dalla scuola;

– l’aumento del numero di studenti per classe e dei costi per l’istruzione a carico delle famiglie;

– l’azzeramento delle ore a disposizione per le sostituzioni dei docenti assenti;

– la drastica riduzione dei fondi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e la sostanziale eliminazione dell’indennità di missione;

– il blocco e la cancellazione per tre anni del contratto di lavoro e degli scatti di anzianità che per i prossimi tre anni comporterà una perdita salariale  di più di 4.000 euro per ciascun insegnante;

– il forte peggioramento  del trattamento pensionistico;

– l’annunciata definitiva scomparsa del meccanismo degli scatti di anzianità da sostituire con generici e fumosi “criteri meritocratici”.

DENUNCIA

la campagna denigratoria nei confronti dei docenti precari, campagna che ha visto protagonista lo stesso Ministro dell’Istruzione.

RIBADISCE

come la riforma Gelmini, oggi entrata in vigore, sia fondata su una logica di tagli di spesa e priva quindi di coerenza didattica e pedagogica, e porti ad una scuola pubblica che comprime il dettato costituzionale del diritto all’istruzione. Denuncia inoltre gli effetti di ordine sociale che la “riforma” Gelmini ha sulle famiglie dei nostri alunni, riversando su di queste costi spesso difficilmente sopportabili.

Il Collegio Docenti invita pertanto

– a non accettare cattedre superiori alle 18 ore;
– a non accettare alunne/i di altre classi in caso di assenza dei docenti;
– a sospendere lo svolgimento delle attività aggiuntive rispetto a quelle previste dalla funzione docente;
– sospendere i viaggi di istruzione e le visite guidate.

Delibera

di inviare il testo della presente mozione al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, alla Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte ed agli organi di stampa.

 

I.S.I.S. polo Liceale di Gorizia

COMUNICATO STAMPA DEI DOCENTI DEL POLO LICEALE GORIZIANO

I docenti del Polo liceale di Gorizia, riuniti in assemblea il 9-11-2010 hanno deciso a maggioranza (presenti 58 su 108, votanti 58, favorevoli 57, contrari 1; la mozione è stata successivamente sottoscritta da 80 docenti) di sospendere i viaggi di istruzione, le visite guidate e gli stage linguistici per l’anno scolastico 2010-2011 come primo atto di protesta contro le politiche scolastiche attuate dal governo in carica e dal MIUR, affiancando analoghe iniziative nate spontaneamente che si stanno rapidamente diffondendo in tutta Italia, anche tra gli studenti.

Una lunga serie di interventi ha penalizzato ad ogni livello, nel corso degli ultimi decenni, l’Istruzione Pubblica nel nostro Paese, fino ai più recenti che hanno realizzato tagli per oltre 10 miliardi di euro nel solo comparto dell’Istruzione Pubblica, con una lunga catena di effetti, tra i quali:

•       l’aumento di alunni per classe, spesso in contrasto con le vigenti norme sulla sicurezza
•       la contrazione d’orario in tutti gli ordini di scuole, in alcuni casi fino ad 8 ore la settimana e la riduzione del monte ore di materie qualificanti
•       l’eliminazione delle sperimentazioni, senza tener conto della loro effettiva efficacia
•       il taglio ai posti di sostegno
•       la difficoltà nel garantire la continuità didattica e le supplenze
•       la riduzione delle spese di funzionamento ordinario (fotocopie, materiali d’uso corrente, ecc.)
•       la precarizzazione del personale e l’espulsione dal mondo della scuola di decine di migliaia di insegnanti precari, molti dei quali inseriti da molti anni a coprire posti vacanti in organico
•       il blocco triennale del contratto e della progressione di carriera
•       la logica della scuola considerata come azienda, che determina una concorrenza tra le diverse istituzioni scolastiche, basata su iniziative e progetti che spesso sono estranei alla didattica e non di rado sottraggono prezioso spazio ad essa

L’inedita forma di protesta che ci porta a sospendere viaggi di istruzione, stage linguistici e visite guidate che implichino l’impegno di un’intera mattinata di lezione intende essere un’alternativa a quelle consuete, ormai poco efficaci.
L’obiettivo certamente non è  quello di privare gli studenti di questi importanti momenti formativi (a cui peraltro i docenti non sono tenuti per obbligo contrattuale e che sono attività non retribuite), ma di ricercare anzi un momento di condivisione e di riflessione con famiglie e studenti attorno ad una questione centrale per la società tutta, attraverso un’azione di forte  impatto anche per il giro d’affari coinvolto, e che non va ad incidere sul regolare svolgimento delle lezioni.
(80 docenti su 108)

 

I.I.S. "Q. Sella" di Biella

L'I.I.S. "Q. Sella" di Biella effettua il blocco delle visite di istruzione per protestare contro la riforma Gelmini.

 

I.I.S. "Montale" di Tradate (VA)

BLOCCO delle “gite” al Montale di Tradate

Durante il Collegio dei Docenti straordinario del 19 ottobre i docenti del Montale di Tradate , in larga maggioranza, si sono espressi contro la proposta del Dirigente Scolastico intesa a favorire, nonostante i tagli ministeriali, le proposte di gite, viaggi d'istruzione e stage linguistici.

Nessuno in quella sede ha saputo dare indicazioni precise sull'ammontare del cosiddetto “ gettone” che dovrebbe in parte compensare la mancata indennita' per i viaggi d'istruzione, sia in Italia che all'estero. E di ricaricare i costi sugli alunni partecipanti non se ne parla nemmeno. Non si vuole far gravare sulle famiglie, come viene fatto altrove, il peso di una manovra finanziaria mascherata da riforma. In una fase di evidente recessione economica anche le famiglie si trovano  in difficolta' a versare la quota di partecipazione ai viaggi e non e' giusto chiedere loro un ulteriore sacrificio.

Per il corrente anno scolastico i docenti si rifiuteranno di accompagnare  le classi in gita. Ma perche' e' stata privilegiata questa forma di protesta?

Diciamo subito che non c’è nessuna volontà punitiva in questa iniziativa, anzi, i docenti sono tutti consapevoli della validità delle gite. Purtroppo però, non ci sono molte altre possibilità di far sentire la protesta.  Questa è una prima iniziativa per dare un segnale concreto del disagio percepito dai docenti nei confronti del processo di forte ridimensionamento della scuola pubblica in atto. I motivi di preoccupazione sono tanti e vanno ben oltre il discorso sulle gite. Questo e' solo la punta dell'iceberg.

Forse non tutti i genitori sanno che nei nuovi indirizzi tecnici previsti dalla Riforma Gelmini sono state drasticamente tagliate, oltre che in altre discipline, le ore di lingua straniera. Rispetto al vecchio corso ERICA, le ore di L1 e L2 passano da cinque a tre, e scompaiono gli insegnanti di conversazione. Nei nuovi indirizzi linguistici del settore economico come i nostri  ( Relazioni Internazionali e Turistico) si faranno le stesse ore di lingua straniera di un qualsiasi altro indirizzo non linguistico: tre ore alla settimana.

E questo significa per la nostra scuola, che si e' sempre caratterizzata per una buona offerta linguistica, un grosso passo indietro.

Senza poi parlare delle classi sovraffollate, delle cattedre di sostegno tagliate, del blocco del rinnovo del contratto dei lavoratori... e cosi´ via. Tutto questo e' avvenuto senza una opposizione forte e convinta da parte dei sindacati e purtroppo in un quadro di passivita' e rassegnazione del corpo docente.  Ora il Collegio dei Docenti ritiene che sia giunto il momento di dare qualche segnale concreto. Almeno per il corrente anno scolastico. Una forma di protesta alternativa ai soliti scioperi, che speriamo alunni e genitori condividano.

Nella settimana tradizionalmente dedicata agli stage ed ai viaggi d'istruzione i docenti potranno proporre la sospensione della normale attivita' didattica a favore di corsi in preparazione alle certificazioni linguistiche esterne per gli alunni interessati, e corsi di recupero per quelli in difficolta'.  Certo, perche' anche per corsi pomeridiani di recupero e di approfondimento non ci sono piu' fondi. E' bene che le famiglie ne siano informate.  Quando si diceva... che bisogna far di necessita' virtu'.  I tempi ci impongono, purtroppo, qualche sacrificio.


Liceo "Don Milani" di Romano di Lombardia (BG)

I docenti del Liceo don Lorenzo Milani di Romano di Lombardia
manifestano
il loro disagio per la difficile situazione in cui versa la scuola di Stato a causa:
- dei continui tagli di risorse e personale;
- dell’aumento del numero di alunni per classe, cosa che comporta sia gravi ricadute nella
didattica che una sensibile diminuzione di cattedre;
- dell’attacco alla categoria e delle vessatorie clausole presenti nella manovra finanziaria Decreto
Legge n. 125 del 31 maggio 2010 e cioè:
1. Blocco dei trattamenti economici dei singoli dipendenti (blocco delle retribuzioni)
2011/2013
2. Eliminazione, senza possibilità di recupero, del triennio contrattuale 2010/2012 (arretrati)
3. Eliminazione della progressione di carriera del personale della scuola degli anni 2010/2012
I docenti credono ancora in una scuola che non solo garantisca il diritto all’istruzione, ma la
qualità dell’insegnamento.
Il riordino della scuola infatti è stato effettuato senza risorse e strumenti organizzativi: si richiede ai
docenti una didattica individualizzata in classi di 28-30 alunni; si parla di arricchimento dell’offerta formativa, sopprimendo alcune discipline e riducendo il monte ore di altre; si propongono attività di laboratorio e si eliminano ore, personale e finanziamenti per le stesse attività; si esalta il potenziamento delle lingue straniere, delle competenze scientifiche e si riducono le ore di insegnamento; si richiede un’apertura della scuola al mondo, alle altre culture, ad altre esperienze e
si annulla l’indennità di missione all’estero, ignorando la responsabilità e l’impegno che i docenti continuano ad assumersi nell’organizzare e nel partecipare alle esperienze linguistiche con altri licei europei.
Stanchi di dover simulare una scuola di qualità senza risorse, eccetto l’impegno e la vocazione dei singoli docenti, dirigenti e personale, che credono ancora nell’importanza della formazione delle nuove generazioni e nella dignità dell’insegnamento, i docenti si esprimono con la seguente forma di protesta:
1. non dare la propria disponibilità per le visite d’istruzione, per tutte le uscite didattiche oltre l’orario di servizio
2. la sospensione dei colloqui pomeridiani con i genitori, colloqui che comunque vengono garantiti nell’orario mattutino.
Pur consapevoli che tale comportamento, purtroppo, priva gli studenti per questo anno scolastico di valide e uniche occasioni formative, i docenti ritengono questa l’unica possibilità per richiamare l’attenzione della società civile sui problemi della scuola.
I docenti propongono di condividere con le famiglie e con gli studenti le ragioni del loro disagio, convinti di ricevere la loro solidarietà, perché mai più atti di mera ragioneria finanziaria vadano a pregiudicare il valore dell’istruzione e della formazione .
Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta del 19/10/2010.
I docenti del liceo don Milani
Romano, 19/10/2010

Liceo Scientifico Statale “Ernesto Basile” di Palermo

I Docenti del Liceo Scientifico Statale “Ernesto Basile”, con riferimento alla “riforma” dell’istruzione cosiddetta “epocale”, che, riducendo i finanziamenti, impoverisce ulteriormente le prospettive della scuola pubblica, e attua una ristrutturazione del sistema di istruzione priva di motivazione didattica, tesa unicamente al risparmio, e che relega la scuola pubblica ad un ruolo estremamente marginale, ritengono che:
1.     i provvedimenti legislativi approvati e la soluzione attivata siano controproducenti rispetto ai contenuti didattici attesi e al metodo con il quale sono stati condotti i lavori, e che le decisioni prese impoveriscano i contenuti culturali, disciplinari, curriculari e la stessa organizzazione didattica della scuola pubblica e la sua missione socio-culturale” nei confronti delle giovani generazioni e delle aspettative delle famiglie e di tutti i Lavoratori della Scuola;
2.     le inique ed inopportune riduzioni di risorse economiche e di personale della scuola, causino l'impoverimento dell’offerta formativa e la de-qualificazione della scuola pubblica in ogni ordine e grado;
3.     la costruzione di messaggi come  “la scuola pubblica non è una risorsa, ma uno spreco”, pesante accusa e messa in dubbio dell’intera attività scolastica condotta all’interno delle mura della scuola e degli Istituti, sia discriminatoria e offensiva della dignità di tutti i lavoratori della scuola e dell’utenza.
I Docenti ritengono invece che occorra un’ “offerta formativa” molto più articolata tra sapere scientifico, letterario, artistico, tecnico e professionale, improntata al “diritto” di formazione ed educazione. Tale offerta dovrebbe essere caratterizzata da curiosità, passione, emozioni e crescita di autostima e arricchita da tutti quei fattori che possano, integrando il curricolo, incidere sulla formazione individuale di ogni Alunno.
Si richiama inoltre l’attenzione su:
1.    i mancati interventi  economici  per la sicurezza degli edifici scolastici e per l’aggiornamento e formazione dei Docenti, ormai da anni inesistente;
2.     l’espulsione sistematica di tanti colleghi precari dalla scuola, anche dopo decenni di lavoro;
3.     la rilevante ed eccessiva riduzione del personale docente, ed ATA, impoverimento quest’ultimo che non consente l’adeguato utilizzo delle risorse strutturali già esistenti (laboratori, aule multimediali, etc.) ;

4.     la sostanziale e grave compressione del dettato costituzionale per ciò che concerne il diritto allo studio e all’educazione permanente di tanti cittadini comunitari ed extra-comunitari;

5.     il notevole aumento del numero di studenti in tutte le classi (fino a 35 alunni), che compromette il rendimento scolastico degli stessi, l'efficacia e la funzionalità dell'attività didattica, oltre alla sicurezza e alle condizioni igieniche e sanitarie degli ambienti e degli spazi didattici, come definito dal Decreto Ministeriale del 18 dicembre  1975, dove si stabiliscono gli standard minimi di superficie;

I Docenti del Liceo Basile hanno pertanto deciso di manifestare il loro dissenso attraverso le seguenti azioni motivate dal rispetto verso la missione sociale del proprio lavoro:
•       Astensione dalle nuove adozioni dei libri di testo
•       Astensione dai viaggi di istruzione e delle visite guidate
•       Astensione dalle supplenze in sostituzione dei colleghi assenti
In tal modo si è ritenuto di esprimere un orientamento che, senza danneggiare il regolare andamento della didattica e la formazione degli studenti, evidenziasse con chiarezza il disagio di chi si trova ad operare in un contesto sempre più difficile, senza vedere riconosciuto il proprio impegno, con la speranza che anche gli studenti e le famiglie del nostro Liceo possano condividere tale prospettiva, nei valori civili ed etici che la informano.

I Docenti del Liceo Basile, inoltre, riallacciandosi al problema del taglio del personale, evidenziano che questo ha origini lontane, ha creato nei decenni più di cinquecentomila precari (fonte SNALS 2010), ed è stato causato dal sistema del doppio organico, di diritto e di fatto; è un fenomeno destinato a riprodursi, ma che può essere risolto con un organico di istituto pluriennale e con una coerente politica di turn over. È dimostrabile, infatti, che l’istituzione di un organico pluriennale, funzionale ai reali bisogni dell’istituto, risolve anche il problema delle supplenze brevi e che la sostituzione di personale con notevole anzianità di servizio, che va in pensione, con personale di nuova nomina, comporta per le finanze pubbliche un consistente risparmio di spesa. E’ questa la strada da percorrere per rendere concreta la prospettiva della qualità e della serietà della scuola, soprattutto nel degrado umano e civile della periferia urbana, matrice di sottosviluppo, come a Palermo/Brancaccio. E’ opportuno mettere al centro dell’agenda politica la SCUOLA, in una prospettiva di investimento, visto che i dati OCSE confermano che l’istruzione in Italia è ai livelli più bassi tra i Paesi industrializzati; potenziare la spesa per l’istruzione, che equivale a qualificare l’offerta formativa e a considerare realmente la scuola fattore determinante per la competitività e lo sviluppo tanto declamato e perseguito.

Scuola Secondaria di 1° “G.Galilei “ Fossò (Ve)

 Al Dirigente Scolastico Scuola Secondaria di 1° “G.Galilei “ Fossò (Ve) , Ai  tutti i genitori degli alunni , Ai componenti del consiglio d’Istituto,  Alle Organizzazioni Sindacali, Agli organi di stampa
 Oggi, 10 settembre 2010, Il Collegio dei Docenti della Scuola secondaria di 1° “G.Galilei” di Fossò (Ve)
                                                                  preso atto
della grave situazione creatasi nel mondo della scuola in seguito alle scelte operate dal Governo relative a:
   *  tagli pesantissimi al personale, ben al di là di un ragionevole controllo della spesa pubblica e riduzione drastica dei finanziamenti, a fronte di una situazione di “sofferenza” finanziaria per le scuole che si riflette sulla qualità dell’organizzazione della vita scolastica
   *   blocco del contratto collettivo e cancellazione della progressione di carriera per i triennio 2010-2012, che genera un danno irrimediabile e si traduce in una ulteriore colpevole ed ingiustificata mortificazione della categoria già gravemente penalizzata;
                                                                  denuncia
che, al di là delle rituali ed ipocrite affermazioni dal parte del Governo e della politica sulla centralità della scuola nei processi di crescita culturale e civile del paese, è in atto un vero e proprio attacco nei confronti della scuola pubblica, ed in particolare della scuola Statale, lasciata ancora una volta sola, ed anzi indebolita, di fronte a sfide fondamentali e strategiche per il futuro della nazione che, come è ovvio, possono essere viste solo con seri piani di investimento,non certamente con le chiacchiere e a costo zero.
informa che la nostra Scuola mette in atto la seguente forma di protesta:
blocco dei viaggi di istruzione, superiore all’orario scolastico se il Consiglio di classe delibera a maggioranza in tal senso.
 Approvato a maggioranza , Fossò 10 Settembre 2010


I.T.I.S. "Marconi" di Pontedera (PI)

Anche all'ITIS "Marconi" di Pontedera (PI) sono state bloccate le gite scolastiche per il corerente A.S. .

 

Liceo Scientifico "Bottoni" di Milano,

MOZIONE DEI DOCENTI DEL LICEO “PIERO BOTTONI” DI MILANO

 

L’Assemblea dei docenti del Liceo Scientifico Bottoni di Milano, riunitasi il 4 ottobre 2010, denuncia gli effetti pesantemente negativi per tutto il personale scolastico delle misure previste dalla manovra  finanziaria del Governo (decreto legge 78/2010). Si propone perciò di informare gli studenti e le famiglie, ma anche il territorio nella sua  generalità, sulle conseguenze pesantemente negative degli ultimi provvedimenti legislativi adottati dal governo sul sistema scuola. La nostra protesta, che del resto si unisce a quella di tanti altri colleghi di ogni parte d’Italia, non vuole essere mirata alla semplice tutela dei nostri diritti contrattuali, ma denunciare gli effetti nefasti di una politica scolastica tutta centrata sulla contrazione dei costi e sulla connessa riduzione dei servizi. Oltre alle decine di migliaia di tagli di personale previsti dalla  legge 133/2008, la riduzione dei finanziamenti ordinari alle scuole  costringe molti istituti ad aumentare i contributi a carico delle famiglie per continuare a garantire servizi indispensabili.

      I tagli previsti dal decreto 78 (legge finanziaria) sono stati giustificati con la necessità di adottare misure di stabilizzazione finanziaria in seguito alla crisi economica internazionale. Noi docenti denunciamo invece la clamorosa iniquità distributiva di tale provvedimento che colpisce in modo particolare e praticamente esclusivo i redditi più bassi. In questo contesto, mentre ci dichiariamo disponibili a fare la nostra parte, esigiamo che i “sacrifici” siano distribuiti in modo equo.

      Purtroppo la mobilitazione di tanti lavoratori della scuola non ha sortito alcun effetto significativo nell’iter di conversione in legge del decreto 78. In particolare, la legge di conversione (Legge 122/2010) conferma il blocco del rinnovo contrattuale per il prossimo triennio e il blocco degli scatti di anzianità, con tutti gli effetti pensionistici che queste decisioni comportano. Pertanto, in virtù della situazione sopra sinteticamente descritta, i docenti del Liceo “Bottoni”, per denunciare  le gravi conseguenze culturali e civili del continuo disinvestimento nel settore della scuola pubblica e l’intollerabile sospensione del diritto dei lavoratori all’adeguamento del salario all’inflazione  hanno deciso, per il presente anno scolastico 2010-2011, il blocco totale delle uscite didattiche, delle visite e dei viaggi d’istruzione. Si riservano inoltre di attivare altre iniziative di protesta. I docenti, infine, si impegnano ad attivare le più efficaci forme di dialogo e di confronto con gli studenti e le famiglie per coinvolgerle in un percorso di condivisione delle ragioni di una protesta che ha per comune obiettivo la difesa e la promozione del diritto ad una scuola pubblica di qualità.

 

 Mozione approvata dall’Assemblea dei docenti del Liceo Scientifico Bottoni il 4 ottobre 2010


Liceo scientifico "F. Juvarra" di Venaria Reale

Il Collegio docenti del Liceo scientifico F. Juvarra di Venaria Reale, riunitosi in data 21 ottobre 2010, preso atto delle conseguenze oggettive dei provvedimenti assunti dai Ministri dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca e delle Finanze riguardo alla scuola italiana

ESPRIME

  • la propria preoccupazione verso gli effetti di ordine sociale che la “riforma” Gelmini e la legge 133 hanno sulle famiglie, riversando su di esse costi spesso difficilmente sopportabili;
  • la propria contrarietà a una politica scolastica che, applicando indiscriminati tagli occupazionali del personale docente e  ATA, imponendo un aumento irragionevole del numero di studenti per classe, riducendo i servizi e contraendo i costi, non risponde alla comune esigenza di migliorare la qualità della scuola;
  • la propria protesta nei confronti dei provvedimenti assunti dalla finanziaria: blocco  degli stipendi e degli scatti di anzianità (con ricaduta anche pensionistica) per almeno tre anni,  ridimensionamento e parcellizzazione dell’indennità di buonuscita.

DICHIARA

  • di non approvare alcun progetto connesso all’organizzazione e alla realizzazione dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche (fatte salve le attività didattiche che si svolgeranno in orario curricolare all’interno della scuola e le attività sportive che in orario curricolare si appoggino alle strutture dello Sporting Venaria)
  • di impegnarsi, attraverso i propri rappresentanti, a denunciare tutte le situazioni che si dovessero configurare come mancato rispetto della normativa in vigore in materia di sicurezza (rifiutandosi di accogliere, per esempio, allievi di altre classi in mancanza di personale).

I docenti dello Juvarra tengono a sottolineare che la loro protesta, unita a quella di tanti colleghi di ogni parte d’Italia, non è finalizzata unicamente alla difesa dei propri diritti contrattuali, ma è rivolta contro una prassi politica che, operando tagli indiscriminati, depaupera la scuola di risorse e non rispetta il  dettato costituzionale del diritto di tutti all’istruzione.

In particolare in merito al blocco di tutte le attività connesse ai viaggi d’istruzione e alle uscite didattiche i docenti esprimono la consapevolezza della ricaduta negativa che la loro scelta comporterà sugli studenti e sulle famiglie per la valenza formativa che tali attività comportano e in cui essi  hanno sempre creduto.

Ritengono tuttavia di non possedere altre strade  legalmente percorribili  sia  per denunciare con efficacia  il proprio disagio sia  per richiamare l’attenzione pubblica sulla deriva culturale che sta prendendo la scuola italiana. Con questa forma di protesta, che attraversa tutta l’Italia, i docenti si pongono pertanto due obiettivi:

1. dare un segnale al mondo economico, vale a dire a un settore fondamentale nell’economia nazionale com’è quello dell’indotto del turismo che si muove intorno ai viaggi d’istruzione;

2. mostrare come sarebbe la “scuola dei tagli” se venisse meno quel lavoro sommerso di tanti docenti che garantiscono la gestione ordinaria e, in regime di volontariato, rendono possibili attività di arricchimento della proposta formativa fondamentali per il futuro dei giovani.

Non si tratta dunque di un’iniziativa “CONTRO” i propri studenti ma di un segnale che i docenti auspicano venga colto nella sua essenza e possa raccogliere il consenso di quanti credono ancora nel valore formativo della scuola pubblica.

 

I. I. S. “Vincenzo Benini” di Melegnano

OGGETTO: STATO DI AGITAZIONE
Su proposta della RSU e dei docenti della scuola, in seguito all’assemblea sindacale, indetta dalla flc CGIL, tenutasi il 29
settembre 2010, e all’assemblea autogestita dei lavoratori della scuola (autorizzata dal Dirigente Scolastico), che si è
svolta il 5 ottobre 2010 al termine del collegio docenti, i lavoratori della scuola desiderano esprimere profondo disagio e
preoccupazione per l’attuale situazione in cui si trova la scuola pubblica italiana e intendono sottoporre all’attenzione dei
cittadini e delle famiglie le conseguenze di una politica di tagli indiscriminati sulle fondamentali funzioni pubbliche, che si
è abbattuta pesantemente sul sistema dell’istruzione.
La situazione dell’Istituto Benini è la seguente:
· Per quanto riguarda i docenti, nell’anno scolastico 2010/2011 le cattedre di diritto sono 59 rispetto alle 69 del
2009/2010; riguardo al personale ATA: un assistente amministrativo e un assistente tecnico in meno rispetto al
2009/2010. Il fondo d’istituto attuale è di circa 149 mila euro rispetto ai 178 mila stanziati per lo scorso anno
scolastico (un taglio significativo di quasi trentamila euro).
· L’Istituto Benini dall’anno 2004 vanta un credito dallo Stato (residui attivi) di € .189.500.
· In alcune classi il numero degli alunni è decisamente elevato (27-28 alunni per classe, in una 1^ Liceo ce ne sono
31) ed è limitato il rispetto delle norme di sicurezza. Inoltre in una classe di 27 alunni sono presenti 2 alunni
diversamente abili e per gli insegnanti di sostegno è davvero difficile svolgere il proprio lavoro perché si fa fatica
anche solo a passare tra i banchi.
· Per quanto riguarda le ore eccedenti per le sostituzioni dei colleghi assenti, a fronte di una spesa di € 37.074,94,
relativa alle competenze spettanti dal 2008 al 30 giugno 2010, sono pervenuti dal MIUR solo € 2.781,02, relativi
agli esercizi precedenti,.
· La riforma delle classi prime ed il taglio delle ore di lezione hanno causato l’eliminazione di alcune compresenze
(insegnante tecnico pratico di Informatica e conversatori madrelingua) e un conseguente danno per gli studenti.
· I tagli riguardanti i fondi statali al Comune e alla Provincia comportano un’ulteriore diminuzione degli interventi
destinati alle scuole: ad esempio, la riduzione del monte ore degli educatori per gli alunni diversamente abili e/o
in difficoltà, la riduzione dei finanziamenti ai progetti previsti per il Diritto allo Studio; nonché gli interventi ed i
finanziamenti provinciali per grande e piccola manutenzione.
· Il taglio dei finanziamenti per il “funzionamento ordinario” (attrezzature didattiche, spese di funzionamento,
materiali per la pulizia, cancelleria ecc…) da parte del MIUR, che dovrebbe essere di circa € 70.000 l’anno,
mentre negli ultimi due anni non è stato erogato, costringe l’Istituto a
· provvedere alle spese utilizzando quasi esclusivamente le quote d’iscrizione degli alunni.
La protesta dei lavoratori della scuola intende denunciare gli effetti negativi di una politica scolastica centrata
sulla contrazione dei costi e sulla conseguente riduzione dei servizi: l'istruzione, la cultura, la ricerca non
rappresentano costi, bensì risorse e sono un volàno d'investimenti per fuoriuscire dalla crisi economica.
Si tratta di questioni vitali per la vita di un Paese, a tal punto da mettere in secondo piano la semplice tutela dei
diritti contrattuali (il blocco dei contratti e delle carriere per tre anni, il congelamento degli scatti di anzianità
sono un dato di fatto).
Sulla base della situazione sopra delineata, per denunciare le gravi conseguenze culturali e civili del costante
disinvestimento nel settore della scuola pubblica, i docenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “V. Benini”
APPROVANO
per il presente anno scolastico, 2010/2011,
● il blocco dei viaggi d’istruzione di uno o più giorni
● il blocco delle uscite didattiche di ogni tipo
● la realizzazione di tutte le altre attività curriculari ed extra curriculari che i consigli di classe ed il Collegio
stesso hanno già approvato ed approveranno in futuro
I docenti si impegnano ad attivare le più efficaci forme di comunicazione con gli studenti e con le famiglie, al fine
di poterli coinvolgere in un percorso di condivisione delle ragioni di una protesta che ha per comune obiettivo la
difesa e la promozione del diritto ad una scuola di qualità e per tutti.

 

Istituto di Istruzione Superiore “Saffi-Alberti” di Forlì

Blocco dei viaggi d’istruzione, delle visite guidate e delle uscite didattiche.

Negli anni passati tutti gli insegnanti dell’Istituto Tecnico delle Attività Sociali “G. Saffi” e dell’Istituto Tecnico per Geometri “L. B. Alberti” di Forlì, hanno organizzato, a titolo pressoché volontario, numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa perché convinti della loro importanza per la didattica e la crescita degli studenti.

Dopo una lunga e approfondita discussione abbiamo deciso di sospendere le attività para ed extra-scolastiche (viaggi di istruzione, uscite didattiche, visite a musei e sul territorio, ecc.) per il corrente anno scolastico, ci riserviamo altre forme di protesta da attuare in questo anno e nel prossimo.

Cosa ci ha portato a questa decisione?

Con il Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica, gli insegnanti sono stati colpiti non solo dal mancato rinnovo del contratto di lavoro per tre anni, come tutti gli altri pubblici dipendenti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità, per noi insegnanti, rappresentano l’unica forma di avanzamento della carriera e quindi la loro sospensione (non solo economica ma anche giuridica) comporta una mancata retribuzione i cui effetti incidono, non solo su tre anni, ma su tutta la vita lavorativa, sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione, con un danno economico complessivo quantificabile, per un docente a inizio carriera, in più di 40.000 € lordi.

Lo scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come previsto in altri comparti pubblici, ma ogni cinque-sei anni.

Negli ultimi tre anni alla scuola sono stati sottratti ben 8 miliardi di euro che in parte (30%) dovevano essere reinvestiti mentre ancora non è stato deciso nulla.

Sono state ELIMINATE 80.000 cattedre.    Sono aumentati gli studenti per classe fino a superare non solo i limiti per una buona didattica, ma anche quelli della sicurezza.

Il personale ATA (collaboratori, assistenti e applicati di segreteria) è stato esageratamente tagliato riducendo o eliminando le attività laboratoriali e la vigilanza sugli alunni.

Abbiamo scelto questa forma di protesta per difendere i nostri diritti di lavoratori senza venir meno ai doveri contrattuali, in quanto le attività oggetto di sospensione non solo non sono obbligatorie, ma, pur rappresentando un arricchimento dell’offerta formativa, non compromettono il percorso didattico del quale garantiamo il regolare svolgimento. Se non vi saranno sostanziali cambiamenti da parte del Ministero e del Governo intensificheremo la protesta con:

sospensione delle adozioni dei libri di testo,     sciopero degli scrutini finali (rigorosamente nel rispetto delle regole)   e, nel prossimo anno,  sospensione di tutte le attività non strettamente didattiche

(orientamento, tirocini formativi, patentino, collaborazione con la Dirigenza, corsi di recupero).

 

Documento firmato da 74 docenti su 96


I.I.S. " E. Majorana " di Cesano Maderno (MB)

L'IIS " E. Majorana " di Cesano Maderno (MB) ha deciso nel collegio docenti del 9/11/10 di bloccare i viaggi di istruzione.
Votanti 89 favorevoli 66 contrari 18 astenuti 5

 

 

Provincia di Lecco

PER PROTESTA NIENTE VIAGGI !!

Il Comitato spiega perchè:

Da più parti della provincia di Lecco ci giunge notizia delle molte scuole che hanno accolto il nostro invito a non deliberare viaggi e visite di istruzione per l’.a.s. 2010-2011 come forma di protesta contro la politica scolastica del governo:

ITC Bachelet (Oggiono)

ITC Bertacchi 

Liceo Scientifico Grassi

ITC Parini (Lecco)

ITC Marco Polo (Colico)

ITC F.Viganò (Merate)

Liceo Agnesi (Merate)

Villa  Greppi (Monticello Brianza).

Si tratta di un risultato eclatante, che unisce le scuole della provincia di Lecco insieme a quelle delle molte province d’Italia dove è in atto lo stesso tipo di protesta.

Quanto più questa forma di protesta si estende, tanto più emergono - da parte di genitori, alunni, operatori della scuola - richieste di chiarimenti che declinino con maggiore chiarezza le motivazioni di questa particolare forma di protesta. Vogliamo pertanto precisare che:

·      Non siamo contrari in linea di principio alla possibilità di fare viaggi e visite di istruzione, anzi!!!, riteniamo i viaggi altamente formativi in termini educativi e culturali.

·      Se abbiamo scelto questa forma di protesta, lo abbiamo fatto perché essa ci è parsa la forma con la minor ricaduta negativa su studenti e famiglie.

·      Vogliamo attuare una protesta che, danneggiando gli interessi economici degli operatori del settore turistico, faccia riflettere il governo sulla opportunità di un cambio di rotta della sua politica sulla scuola pubblica statale.

·      A queste motivazioni generali se ne aggiungono altre più strettamente legate alla tipologia di protesta adottata: una sindacale, una didattica, una economica:

Motivazione sindacale: Da diverso tempo non vengono più pagate le indennità di missione dei docenti per visite e viaggi di istruzione in Italia e, da quest’anno, non saranno più retribuite neppure le indennità di missione per trasferte all’estero. Troviamo questa scelta altamente lesiva della dignità professionale dei lavoratori della scuola, a fronte della grande responsabilità e dell’esborso economico che, comunque, comporta sempre qualunque trasferimento dalla propria sede.

Motivazione didattica: La riforma Gelmini ha sensibilmente ridotto il tempo scuola, mentre ha mantenuto invariate (in certi casi aumentate) quantità e qualità degli obiettivi da raggiungere; inoltre ha aumentato sensibilmente il numero di alunni per classe. Detto diversamente: le cose da fare sono rimaste le stesse di prima, se non aumentate, il tempo per farle è diminuito, il numero di alunni da gestire è aumentato. Pur riconoscendo la validità dell’esperienza di quelle che impropriamente vengono chiamate “gite”, riteniamo che il loro svolgimento andrebbe a diminuire ancor di più il tempo diciamo … “strettamente scolastico”.

Motivazione economica: Siamo in un momento di recessione economica e di particolare difficoltà di molte famiglie di alunni che frequentano la scuola pubblica statale; attraverso questa modalità riteniamo di aver trovato un’espressione di protesta che possa anche venire incontro alle esigenze di tante famiglie delle quali chiediamo il sostegno.

Concludendo, vogliamo fugare ogni ombra di dubbio anche in relazione alla legittimità del Collegio dei docenti come organismo idoneo a deliberare tali iniziative. E’ vero che la delibera sui viaggi e visite di istruzione è di competenza del Consiglio di classe, ed è altrettanto vero che la delibera definitiva di autorizzazione di qualunque uscita didattica è del Consiglio di istituto, ma è altrettanto vero che le visite e i viaggi di istruzione sono attività strettamente didattiche, sulle quali, pertanto, deve esprimersi anche il Collegio dei docenti, titolare delle scelte di indirizzo didattico della scuola. Il Consiglio di classe dovrà quindi muovere ogni sua attività didattica nell’ambito delle scelte dell’organismo preposto a tale scopo, cioè il Collegio dei docenti; ed il Consiglio di istituto, prima di deliberare in merito a qualunque materia di sua pertinenza, deve acquisire le delibere del Collegio dei docenti.

Lecco,17/10/10
Il Comitato per la Difesa e la Dignità della Scuola


Istituto Comprensivo di Olbia

Anche il Collegio docenti dell'Istituto Comprensivo di Olbia ha deciso nella riunione del 9/11/2010 il blocco dei viaggi d'istruzione e delle visite guidate oltre l'orario di servizio.

 

I.S.I.S. "Mamoli" Bergamo"

Il Collegio dei Docenti dell'ISIS Mamoli in data 26 ottobre 2010 ha espresso all'unanimità l'orientamento a bloccare i viaggi e le visite di istruzioni con la seguente motivazione:
I lavoratori dell'ISIS Mamoli
Vogliono portare a conoscenza degli studenti e delle loro famiglie
- la condizione di sofferenza finanziaria della scuola (peraltro condivisa con le altre scuole bergamasche) che rischia di scaricarsi sui lavoratori (il cui stipendio è già stato bloccato dal governo con la manovra estiva) e sulle famiglie (come già avviene in alcune scuole elementari e medie in cui gli alunni sono costretti a portare da casa sapone, carta igienica e altro ancora).
Vogliono sottolineare che
- la sistematica privazione di risorse concessa alla scuola pubblica si riflette sulla qualità dell'offerta formativa e culturale dei singoli istituti ormai sempre più demandata all'impegno spesso volontario dei lavoratori.
Segnalano che
- la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore ha privato tutti gli istituti della fondamentale risorsa delle ore a disposizione per coprire le assenze brevi dei docenti (in molti casi dovute all'impegno dei docenti stessi in attività fuori istituto con gli studenti); la contemporanea riduzione (in alcuni casi annullamento) dei finanziamenti sul capitolo delle supplenze rende impossibile coprire queste ore di lezione in modo dignitoso sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista sindacale.
- Il riordino della Secondaria superiore, effettuato solo per "fare cassa", ha "tagliato" ore-scuola senza dare alcun impulso al rinnovamento, invece necessario, per allinearci all'Europa e competere nel settore strategico della formazione.

Di fronte a questa situazione i lavoratori dell'ISIS Mamoli
Individuano come forma di protesta il blocco dei viaggi di istruzione.
La protesta non vuole essere una dichiarazione di guerra al mondo del turismo, ma una richiesta di attenzione, rivolta all'opinione pubblica ed in particolare alle forze politiche del nostro paese.
Ai nostri studenti, che possono sentirsi penalizzati da questa forma di lotta, ricordiamo che una protesta in difesa della scuola può anche comportare dei sacrifici.

 

PROVINCIA DI LUCCA

SCUOLE CHE ADERISCONO ALLA CAMPAGNA CONTRO L’ILLEGALITA’ E IL COLLABORAZIONISMO IN PROVINCIA DI LUCCA (30.10.2010)


LUCCA

 

ITC CARRARA (no al consenso per cattedre superiori alle 18 ore e alla disponibilità ad effettuare supplenze o – per gli Ata - straordinari per sostituire colleghi assenti; blocco delle visite guidate e dei viaggi di istruzione,; non istituire le figure  di Coordinatore di classe, di Segretario dei C. di Classe - redigendo i verbali a rotazione- di responsabile di laboratorio e palestre; drastica semplificazione dei verbali delle riunioni e della modulistica in generale per ridurre gli intralci burocratici; blocco della maggioranza dei  progetti; denuncia di tutte le forme di illegalità lesive del diritto allo studio e tese a non nominare supplenti; denuncia, in particolare, delle violazioni delle norme sulla sicurezza; nella contrattazione d’istituto usare tutti i fondi non utilizzati per le attività bloccate per incrementare il fondo per la flessibilità - per i docenti - e per l’intensificazione - per gli ata - con distribuzione ugualitaria))

 

IST PROF. CIVITALI ( blocco delle attività di organizzazione e partecipazione ai viaggi di istruzione,  blocco, al momento opportuno, delle procedure per l’adozione dei libri di testo)

 

LICEO CLASSICO E DELLE SCIENZE SOCIALI MACHIAVELLI – PALADINI ( blocco viaggi, coordinamenti..)

 

LICEO SCIENTIFICO VALLISNERI ( blocco della disponibilità a fare supplenze, dei viaggi d’istruzione e  dei progetti)

 

IST PROF PERTINI ( blocco viaggi d’istruzione; No disponibilità supplenze)

 

ITI FERMI (blocco viaggi d’istruzione ..)

 

LICEO ARTISTICO IST D’ARTE PASSAGLIA (non dare disponibilità per supplenze oltre l'orario di cattedra -docenti-, non dare disponibilità a sostituire i  colleghi assenti –ATA-; non effettuare   viaggi di istruzione, scambi, soggiorni –studio,  ma solo visite guidate di un  giorno e utilizzando esclusivamente mezzi pubblici ; rifiuto dell'incarico di coordinatore e di segretario; blocco dei progetti)

 

6°  CIRCOLO DI LUCCA (non dare disponibilità ad effettuare supplenze, non effettuare visite guidate e viaggi di istruzione; chiedere ordine di servizio ogni qualvolta si effettui smistamento alunni di altre classi; non svolgere le prove Invalsi; ridurre drasticamente l'adesione  ai progetti; ridurre al massimo la burocrazia e le ore delle commissioni aumentando sensibilmente le ore per la flessibilità organizzativa)

 

 

IC BORGO A MOZZANO: blocco delle visite guidate e dei viaggi d’istruzione, no al consenso per cattedre superiori alle 18 ore nella secondaria, no alla disponibilità ad effettuare supplenze (nella secondaria disponibilità a supplire solo per il primo giorno di assenza), privilegiare i progetti con ore aggiuntive di insegnamento per il recupero e l’avanzamento e tagliare drasticamente gli altri, aumentare le ore per la flessibilità organizzativa

 

ITC PIAGGIA VIAREGGIO (non dare la disponibilità ad effettuare supplenze per la sostituzione dei colleghi assenti; non effettuare visite guidate, viaggi di istruzione, scambi e soggiorni studio; non dare la disponibilità (o dimettersi) per le attività di Coordinatore di classe, di Coordinatore di materia; bloccare tutti i progetti non obbligatori; denunciare tutte le forme di illegalità lesive del diritto allo studio e tese a non nominare i supplenti)

 

ITCG DON LAZZERI PIETRASANTA ( blocco di tutte le uscite didattiche quale  ne sia la durata;  no disponibilità per le ore di supplenza oltre le 18 ore sett.;  garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto per quanto riguarda lo smembramento delle classi, richiedendo al dirigente scolastico il relativo ordine di servizio,  caso per caso;  evitare l'attività di coordinamento per quanto riguarda i Dipartimenti in quanto lesivi delle prerogative del Collegio dei docenti; di escludere tutte le attività aggiuntive all'inseganmento e i progetti didattici, ad esclusione di quelli che interessano l'Orientamento in entrata;  non attivare le fumzioni strumentali)

 

LICEO SCIENTIFICO MICHELANGELO FORTE DEI MARMI ( non dare la disponibilità alle supplenze ; blocco dei viaggi d’istruzione, salvo quelli di un giorno con mezzi pubblici; no ai coordinamenti)

 

IC PIETRASANTA 1

 

ITC CAMPEDELLI CASTELNUOVO GARFAGNANA ( blocco viaggi d’istruzione..)

 

LICEO SCIENZE SOCIALI CHINI ( blocco dei viaggi d’istruzione e scambi)

 

IC MASSAROSA 2

 

Totale 16 Istituzioni scolastiche, di cui 12 scuole superiori (su 24 scuole superiori della provincia)

da www.cobas-scuola.it/


 

Istituto Comprensivo "S. Girolamo" – VE

IL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO S. GIROLAMO – VE

RIUNITOSI IN DATA 9.11.2010

 

preso atto

 

della grave situazione creatasi nel mondo della scuola in seguito alle scelte operate dal governo relative a:

 

  • blocco del contratto collettivo e cancellazione della progressione di carriera per il triennio 2010 – 2012, che genera un danno irrimediabile e si traduce in una ulteriore colpevole ed ingiustificata penalizzazione della categoria;

 

  • riduzione drastica dei finanziamenti che impoveriscono l’offerta formativa della scuola pubblica relativamente a:

-         supplenze;

-         materiale didattico;

-         spese per le pulizie;

-         spese amministrative.

 

  • Tagli pesantissimi al personale:

-         riduzione degli insegnanti di sostegno;

-         dequalificazione dell’insegnamento della lingua straniera, obbligatoriamente affidato agli insegnanti di classe, con una preparazione minima;

-         riduzione dei collaboratori scolastici e ATA

 

denuncia

 

che è in atto un vero e proprio attacco nei confronti della scuola pubblica, ed in particolare della scuola statale, lasciata ancora una volta sola ed anzi indebolita, di fronte a sfide fondamentali e strategiche per il futuro del Paese che, come è ovvio, possono essere vinte solo con seri piani di investimento e non certamente con tagli indiscriminati;

 

annuncia

 

L’ADESIONE ALLE SEGUENTI FORME DI PROTESTA

 

  • blocco dei viaggi di istruzione per più giorni
  • blocco delle uscite oltre l’orario di servizio non retribuite
  • astensione da tutte le attività non retribuite che si svolgono al di fuori dell’orario di servizio di ciascun docente.

 

Gli insegnanti intendono partecipare a tutte le iniziative concordate in modo unitario con le altre scuole della città e concordano sulla necessità sia della stesura di una lettera unitaria da inviare ai genitori, sia nell’organizzazione di assemblee nelle scuole per informarli del reale disagio della scuola che sta minando sempre più la formazione dei loro figli.

Venezia, 9/11/2010

APPROVATO ALL’UNANIMITA’


I.C. "A. Diaz” di Venezia

Il Collegio dei Docenti dell'I.C. "A. Diaz” di Venezia, riunitosi in data 4 novembre 2010,

preso atto

  • che la riforma del primo e del secondo ciclo dell’istruzione ha determinato un impoverimento dell’offerta formativa e compromesso l’individualizzazione dell’inse-gnamento (anche con l’aumento degli alunni per classe, l’eliminazione delle ore di compresenza, la riduzione delle ore di sostegno, la riduzione del tempo pieno e prolungato);
  • che la contrazione del personale docente e ATA e i tagli ai finanziamenti pregiudicano la qualità dell’organizzazione della vita scolastica;
  • che l'azzeramento delle ore a disposizione per le sostituzioni dei docenti assenti comporta la distribuzione di gruppi di alunni in altre classi con il conseguente sovraffollamento delle aule e la concreta difficoltà di proseguire regolarmente le attività didattiche;
  • che il blocco del contratto collettivo e la cancellazione della progressione di carriera per il triennio 2010-2012 mortificano in modo ingiustificato una categoria già grave-mente penalizzata

 

esprime il proprio sostanziale dissenso

verso il modello di scuola di scarsa qualità che viene proposto.

 

Denuncia

il pesante attacco nei confronti della scuola statale, ancora una volta sola e indebolita di fronte a scelte fondamentali e strategiche per il futuro dei nostri ragazzi, al di là delle rituali e ipocrite affermazioni dal parte del Governo e della politica sulla centralità della scuola nei processi di crescita culturale e civile del Paese.

Delibera

  • ·      il blocco dei viaggi di istruzione
  • ·      la riduzione delle uscite didattiche e delle visite guidate

Il Collegio dei Docenti intende in tal modo esprimere una decisione che, senza danneggiare il regolare funzionamento della didattica e la formazione degli studenti, afferma con chiarezza il disagio di chi si trova a operare in un contesto sempre più difficile, non viene messo nelle condizioni di realizzare un’Offerta didattica di qualità e, non ultimo, vede disconosciuto il proprio impegno professionale.

Nella speranza che le famiglie dell’Istituto possano condividere tale scelta, i docenti si impegnano a incontrare al più presto in assemblea i genitori per motivare le ragioni di tali decisioni.


Venezia, 4 novembre 2010

 


I. C. Statale “Baccio da Montelupo” - Montelupo Fiorentino

PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
Documento dei docenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Baccio da Montelupo” - Montelupo Fiorentino

Ottobre 2010
Vi sono dei fatti incontrovertibili che indicano lo stato in cui si trova la scuola italiana:
•       Diminuzione delle ore di lezione;
•       Aumento degli alunni per classe;
•       Taglio delle ore dedicate ai laboratori;
•       Rifiuto di ampliare il tempo pieno e il tempo prolungato, nonostante l’incremento delle richieste;
•       130.000 posti di lavoro in meno dal 2009 al 2011, il più grande licenziamento di massa nella storia  del nostro paese;
•       Mancato rinnovo del contratto di lavoro e congelamento degli scatti di anzianità per il personale della scuola, che ha già gli stipendi più bassi d’Europa.
La scuola è soggetta ad un generale deterioramento della qualità dell’offerta formativa che passa attraverso continui tagli delle risorse: 8 miliardi in meno per la scuola pubblica (ma conferma piena dei 130 milioni per le scuole private nel 2010). L’Italia è agli ultimissimi posti in Europa per gli investimenti destinati alla scuola pubblica.
C’è una volontà chiara di delegittimare la cultura, la ricerca, in una società sempre più dell’apparenza e non dell’essere mentre dovrebbe essere noto che la scuola serve all’essere e non all’apparire.
Non a caso gran parte dei mezzi di informazione continuano ad additare i docenti all’opinione pubblica come frustrati e fannulloni.

Noi, docenti dell’Istituto Comprensivo “Baccio da Montelupo”, non siamo fannulloni e non ci sentiamo frustrati. Il nostro lavoro è conosciuto per l’elevata qualità dell’insegnamento, delle attività e dei progetti connessi, tanto è vero che vi sono sempre state richieste di iscrizione da fuori Comune.
Negli anni scolastici passati abbiamo supplito alle carenze presenti con il massimo della disponibilità, di fatto con lavoro a carattere volontario.
E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DARE, IN QUESTO ANNO SCOLASTICO, UN SEGNO TANGIBILE CHE RENDA PALESE LA NOSTRA CONTRARIETA’ AL MODELLO DI SCUOLA PUBBLICA CHE SI VUOLE IMPORRE E AI PROVVEDIMENTI IN ATTO.
A questo proposito, i docenti si impegnano a:
1. Bloccare le uscite a carattere didattico dalla scuola, almeno per il presente anno scolastico (visite guidate, viaggi di istruzione, progetti che prevedono uscite dall’Istituto).
Nel dichiarare la nostra indisponibilità ad effettuare visite e viaggi di istruzione per l’anno scolastico in corso, sottolineiamo come si tratti di una decisione sofferta ma obbligata. In passato abbiamo sempre garantito tali attività, consapevoli del loro valore formativo, molto spesso gratuitamente e assumendoci tutto il peso della responsabilità civile e penale che queste comportano.
Ma i tagli rendono pressoché impossibile ogni altro tipo di scelta, dal momento che la sostituzione degli insegnanti assenti sarebbe possibile soltanto attraverso la divisione degli studenti per le classi, creando così gravi disagi per l’attività didattica e rischi per la sicurezza laddove si determinassero condizioni di sovraffollamento.
2. Verificare il rispetto della normativa inerente la sicurezza sul luogo di lavoro, in particolare per quanto riguarda il numero massimo di alunni per classe.
3. Diffondere il presente documento tra i colleghi degli altri istituti, proponendo loro un’azione comune su questi punti.

Il  presente documento è stato sottoscritto da 66 docenti dell’Istituto.
Viene inviato al Dirigente scolastico dell’Istituto, al Presidente del Consiglio di istituto, al Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, al Dirigente dell’ufficio scolastico regionale, al Ministro della Pubblica Istruzione, alle commissioni Istruzione della Camera e del Senato, al Sindaco e all’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Montelupo, alle organizzazioni sindacali della provincia, agli organi di informazione.

I.I.S. “Niccolò Machiavelli" - Roma

LETTERA DOCENTI MACHIAVELLI

Cari genitori e cari studenti,

i docenti dell’I.I.S. “Niccolò Machiavelli” ritengono opportuno e necessario darvi informazione di alcune importanti scelte che la nostra scuola sta intraprendendo. I docenti hanno infatti abbracciato a larga maggioranza un’iniziativa di PROTESTA per sottolineare il proprio disagio e la propria indignazione nei riguardi dei ripetuti attacchi cui negli ultimi anni sono stati sottoposti tanto la scuola pubblica quanto i lavoratori che operano al suo interno.

Con l’art. 64 della legge 133 del 2008 e attraverso la recente finanziaria, si sta realizzando un taglio di 8 miliardi di euro dal bilancio della scuola. Si tratta di una cifra enorme, che corrisponde a circa un quinto degli stanziamenti totali a favore dell’istruzione. Un taglio eclatante, che non è stato deciso in base ad un attento studio su eventuali spese inutili o superflue (peraltro gli sprechi sono difficili da trovare laddove spesso manca l’essenziale). Si è trattato piuttosto di riduzioni di spesa per risparmiare soldi a danno dell’istruzione pubblica mentre si continua a sostenere economicamente la scuola privata.

Ecco alcuni dati concreti che derivano dal taglio finanziario:

1)   Sono state tolte ore di lezione agli studenti con inevitabili conseguenze sulla qualità della loro preparazione:

- Storia e Geografia sono ormai una materia unica con tre ore settimanali chiamata Geostoria;

- la Musica, disciplina “storica” del vecchio Istituto Magistrale e poi del Liceo Socio-Psico-Pedagogico, è stata     cancellata da ogni indirizzo;

- nel Liceo delle Scienze Umane sono state ridotte le ore di Diritto;

- nel Liceo linguistico è stato eliminato il Latino al triennio e sono state ridistribuite le ore di Francese e Spagnolo a scapito del biennio ecc.

2)   Il numero di studenti per classe continua ad aumentare al solo scopo di risparmiare. Il tal modo si rende difficile e talvolta impossibile un lavoro individualizzato con gli studenti, specie con quelli in maggiore difficoltà.

3)   Non viene garantita la continuità didattica degli insegnanti poiché, con il nuovo sistema, le cattedre devono necessariamente essere frammentate in modo poco coerente e funzionale.

4)   Le ore di “buco” non vengono coperte perché non ci sono più insegnanti a disposizione. Il tempo scuola è ancor più ridotto: le classi dei più grandi sono costrette pertanto ad entrare alla seconda o alla terza ora o ad uscire in anticipo (con buona pace del diritto allo studio); quelle dei più piccoli vengono smembrate in altre aule stracolme, vanificando le norme sulla sicurezza e qualsiasi possibile didattica.

5)   È stata realizzata la più ingente espulsione di lavoratori dal settore statale mai verificatasi: 130mila tra docenti ed ATA in tre anni. A pagare sono soprattutto i precari, coloro cioè che con maggiori sacrifici hanno mandato avanti in questi ultimi anni il sistema scuola. A tutti gli insegnanti sono stati anche congelati per tre anni la progressione di carriera e lo stipendio per l’anzianità, colpendo così anche la pensione.

Non si tratta di una questione di “categoria” riguardante solo i lavoratori della scuola: la scuola è di tutti e tutti ne siamo corresponsabili. La scuola non è solo il nostro posto di lavoro, ma è soprattutto il luogo dove si trasmettono i saperi, dove si matura una coscienza critica.

Per tutte queste ragioni la gran parte dei docenti del nostro liceo ha deciso di protestare BLOCCANDO LE ATTIVITA’ AGGIUNTIVE.

Il primo passo è stato fatto al COLLEGIO DEI DOCENTI del 26/10/2010, che HA BOCCIATO A LARGA MAGGIORANZA TUTTI I PROGETTI.

Il secondo passo sarà quello di bloccare:

-          visite guidate, uscite didattiche, viaggi di istruzione

-          scambi culturali

-          funzioni strumentali (in quanto correlate a tutte le attività aggiuntive)

-          partecipazione a commissioni

-          gruppi di lavoro per la riforma

-          sostituzione di colleghi assenti

-          servizio oltre le 18 ore frontali (per copertura ore residue).

Si tratta, naturalmente, di una decisione sofferta, con la quale non intendiamo certo danneggiare il già debole impianto nel quale operiamo. Molte altre scuole a Roma e nel resto d’Italia stanno seguendo il nostro stesso percorso con un intento comune: rivendicare l’identità della scuola pubblica.

Non vi nascondiamo il rammarico che proviamo nel sapere che per quest’anno i nostri alunni non parteciperanno alle numerose e interessantissime attività che il nostro Liceo ha sempre realizzato con successo e soddisfazione (viaggi, teatro, musei, certificazioni di lingua, olimpiadi della matematica, giornate della memoria ecc.). Riteniamo però che di fronte ai gravi danni che la scuola ha subito e rischia di continuare a subire sia necessario rompere il silenzio. I vostri figli, cari genitori, almeno per ora, non usufruiranno di alcuni servizi. Ma forse troveranno nel nostro gesto materia su cui riflettere riguardo al proprio futuro di cittadini e di uomini.

Lo facciamo per i nostri alunni (e non contro di loro), per noi stessi, per la scuola pubblica, nella speranza che questa scelta – e altre che potremo intraprendere insieme – sia condivisa da studenti e genitori, e che possa partire un percorso comune di informazione e confronto per difendere la nostra scuola pubblica.

Roma

  I DOCENTI DEL MACHIAVELLI IN MOBILITAZIONE


Liceo “Galilei” di Caravaggio

Caravaggio, 22/10/2010

Al  Dirigente Scolastico
al Consiglio d’Istituto
al Personale ATA
ai Genitori
agli Studenti
del Liceo “Galilei” di Caravaggio

Premesso che:

1 - il Decreto Legge n°125 del 31/5/2010 prevede
•       il blocco dei trattamenti economici dei singoli dipendenti per il periodo 2011/2013 (blocco delle retribuzioni),
•       l’eliminazione, senza possibilità di recupero, del triennio contrattuale 2010/2013 (arretrati)
•       l’eliminazione della progressione di carriera del personale della scuola degli anni 2010/2012
2 - la riforma Gelmini ha aumentato il numero di alunni per classe, ha diminuito il numero di ore settimanali in diverse materie e ha ridotto il numero degli insegnanti di sostegno;
3 - l’applicazione sempre più rigida della norma che prevede cattedre di 18 ore non ha permesso di garantire la continuità didattica;
4 - lo scorso 28 giugno, l'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia ha emanato una circolare sull’“eliminazione delle diarie per le missioni all’estero”, riferita al Decreto legge 31 maggio 2010, n.78 – articolo 6, comma 12. Vale a dire che, nel quadro delle “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica […] il personale incaricato di missioni all'estero, ad esempio i docenti accompagnatori degli studenti in viaggi d'istruzione all'estero, non potrà più percepire le diarie previste”  dalla precedente norma del 2006, che ne aveva già ridotto l'entità del 20 per cento;
4 - il finanziamento dei fondi da destinare alle supplenze dei docenti assenti e’ stato ulteriormente ridotto e, pertanto, in caso di assenze dei docenti, le classi potranno rimanere scoperte;
5 - ad oggi, il credito che la nostra scuola vanta nei confronti dello Stato ammonta a 130.000 Euro;
6 - è in atto un generale impoverimento del settore della Pubblica Istruzione che dovrebbe, invece, essere considerato strategico per la ripresa e il benessere del Paese;

I DOCENTI DEL LICEO “GALILEI” DI CARAVAGGIO

RITENGONO

assolutamente necessario rivendicare la propria professionalità, la dignità e l’utilità sociale dell’insegnamento nella scuola pubblica nel suo complesso e, a tal proposito

DECIDONO

per il corrente anno scolastico, le seguenti forme di protesta:

-       il blocco di tutte le uscite didattiche, visite di istruzione in Italia e all’estero, ivi compresi gli scambi culturali e gli stage (tranne quelli già in fase di svolgimento);
-       il blocco di tutti i colloqui pomeridiani con i genitori;
-       valutazione della possibilità di sostituire i testi scolastici attualmente in uso con materiale alternativo (dispense, testi copyleft,…).

Queste scelte non dovranno essere interpretate come una forma di protesta che penalizza gli studenti e le famiglie, bensì come una strategia volta a richiamare l’attenzione delle famiglie e dei cittadini sui temi del diritto all’istruzione, dello sviluppo del Paese e della tutela del lavoro.

Benché dolorosamente consapevoli che le suddette scelte privano gli studenti di valide occasioni formative, i docenti del liceo “Galilei” ritengono che questa sia l’unica possibilità per richiamare l’attenzione della società civile sui problemi della Scuola italiana.

I docenti, infine, ritengono importante che questa comunicazione sia diffusa attraverso gli organi di stampa, il sito della scuola e sia trasmessa ai genitori e agli studenti nel corso dei prossimi consigli di classe aperti.

 

Liceo Scientifico "E. Berard" di Aosta

Il Collegio dei Docenti del Liceo Bérard di Aosta, riunito in seduta straordinaria il giorno 08 novembre 2010, pur convinto della validità didattica ed educativa dei viaggi di istruzione progettati nella prima fase dell’anno scolastico, preso atto delle misure penalizzanti del Governo Italiano in materia di politica scolastica ed in particolare di quelle inerenti i tagli alle risorse economiche alla scuola pubblica, il blocco degli scatti di anzianità, l’iniquo trattamento di fine rapporto e l’abolizione dell’indennità di missione per i viaggi di istruzione all’estero, ha deliberato, a maggioranza, il blocco dei viaggi di istruzione e dei soggiorni di studio, in Italia e all’estero, per l’anno scolastico 2010/2011.
Il Collegio dei Docenti, nella convinzione che i tagli alle risorse umane ed economiche in atto deprivino gli studenti per primi della possibilità di usufruire di una scuola di qualità, auspica che tale sofferta decisione venga compresa dagli studenti e dalle loro famiglie.
liceoberard.org (tratto da
http://www.aetnanet.org)

 

I.T.I.S. "A. Volta" di Tivoli (Rm)

Il Collegio dell'ITIS A. Volta di Tivoli (Rm) ha votato per:
  1. la non disponibilità ad organizzare ed assicurare i viaggi d'istruzione limitando le uscite scolastiche ad attività di valore strettamente educativo-didattico e non superiori all'intera giornata
  2. la non  accettazione di cattedre superiori alle 18 ore
  3. la non accettazione di alunni di altre classi in caso di assenza di colleghi, salvo casi eccezionali
  4. la non disponibilità a svolgere attività oltre le 18 ore in sostituzione di colleghi assenti
  5. la non disponibilità degli insegnanti ITP a sostituire colleghi assenti nelle ore di copresenza
  6. la non disponibilità a svolgere attività aggiuntive rispetto a quelle previste dalla funzione docente ad eccezione delle attività relative all'organigramma.

 

I.T.C. “Roberto Valturio” RIMINI (RN)

MOZIONE DEI DOCENTI DELL’I.T.C. “ROBERTO VALTURIO” RIMINI (RN)
APPROVATA NEL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL 3 NOVEMBRE 2010

AI GENITORI DEGLI ALUNNI DELL’ISTITUTO                   

AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
ALL’UFFICIO  SCOLASTICO PROVINCIALE
AI SINDACATI
AGLI ORGANI D’ INFORMAZIONE

IL GIORNO 3 novembre 2010 nel collegio   dei Docenti dell’I.T.C. “ROBERTO VALTURIO” di Rimini si è
deliberato quanto segue:
VISTO che la Legge 6 agosto 2008 n. 133 (piano programmatico MEF e MIUR)  e la Legge 30 ottobre 2008 n. 169 (disposizioni urgenti in materia d’istruzione)  ristrutturano l’istruzione della scuola secondaria in Italia  introducendo norme tese  unicamente al risparmio;
VISTO che la riduzione dell’orario scolastico negli Istituti Tecnici da 36 a 32  ore settimanali, applicata sin da quest’anno scolastico anche alle classi II - III - IV, colpisce soprattutto le materie di indirizzo  senza apparenti criteri di razionalità;
VISTO che l’aumento del numero degli studenti per classe compromette l’apprendimento di ogni singolo alunno e non rispetta le norme di sicurezza vigenti relative alla superficie non adeguata di molte aule  (D.LGS. N. 81/2008);
VISTO che negli anni passati la maggior parte degli insegnanti hanno organizzato, a titolo esclusivamente volontario, numerose attività di arricchimento dell’offerta formativa poiché convinta della loro importanza didattica;
VISTA la riduzione dei finanziamenti alle scuole;
VISTE le oltre 1500 dirigenze vacanti che creano oggettivi problemi nel normale funzionamento delle scuole;
VISTA la decisione di bloccare la progressione economica e di carriera per tutto il personale della scuola per un triennio, di sostituire il TFS (trattamento di fine servizio) con il TFR (trattamento di fine rapporto) che riduce le liquidazioni per il personale destinato al pensionamento;
VISTI i tagli nell’organico del personale ATA che non tengono conto della sempre maggiore complessità della gestione amministrativa della scuola e della vigilanza sugli alunni;
VISTA la precisa volontà di NON  considerare la cultura e la ricerca come indispensabili presupposti per la crescita umana, sociale ed economica del nostro paese;

I docenti dell’I.T.C. “ROBERTO VALTURIO”
ESPRIMONO
Il profondo disagio nei confronti di chi  considera  la scuola, contro ogni dettato costituzionale, un onere pubblico da tagliare, che riduce indiscriminatamente  le ore di insegnamento, il personale docente e non docente, gli stipendi, le future pensioni, le future liquidazioni, che riduce l’apprendimento degli alunni aumentandone il numero per classe, che ha eliminato le ore di compresenza rendendo impossibile l’uso dei laboratori, che diminuisce di fatto il diritto all’istruzione che è un “bene di tutti e per tutti” e mortificando la professionalità di tutto il personale della scuola,
DICHIARANO
La propria indisponibilità a svolgere compiti extra docenza quali:
•    viaggi d’istruzione;
•    visite guidate;
•    uscite didattiche;
•    rapporti con enti esterni;
•    adozione di nuovi libri di testo;
•    sostituzione di colleghi assenti con ore eccedenti il proprio orario cattedra.
Dette attività, pur rappresentando un arricchimento dell’offerta formativa,  non sono obbligatorie e non compromettono il percorso didattico del quale i docenti garantiscono, come sempre è stato fatto con la massima professionalità, il regolare svolgimento.

CHIEDONO
A tutte le forze sindacali di adoperarsi, con iniziative unitarie di lotta a  supporto delle azioni intraprese dai singole scuole; ai genitori dei nostri studenti e agli studenti stessi di comprendere  il profondo disagio da cui scaturisce la seguente mozione e le motivazioni ad essa legate.
Rimini, 3 novembre 2010


Liceo classico e scientifico "Giulio Casiraghi" di Cinisello Balsamo

LETTERA APERTA DEI DOCENTI AI GENITORI ED ALUNNI

Ai genitori, agli alunni del Liceo

Da molti anni ormai, organizziamo numerose attività per l’arricchimento dell’offerta formativa, attività nelle quali crediamo e che abbiamo sempre portato avanti con entusiasmo. Cerchiamo di ricordarle tutte: teatro, visite a mostre e musei, orientamento, gruppo sportivo pomeridiano, uscite didattiche, attività complementari, viaggi d’istruzione e stage all’estero, certificazioni linguistiche, educazione ambientale ed alla salute, patentino del ciclomotore, patente europea del computer, conferenze, viaggi della Memoria, spettacoli teatrali.
Con tutte queste iniziative abbiamo dimostrato il nostro impegno e la nostra disponibilità. Abbiamo messo al servizio della scuola l’esperienza di anni di lavoro e il nostro tempo.
Oggi, in seguito alle disposizioni previste dalla manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010), ci troviamo davanti a una scelta: continuare tutto come prima, facendo finta che nulla sia successo, o comunicare il nostro disagio e malessere attraverso la decisione di non accompagnare i nostri studenti nei viaggi di istruzione.

Perché questa decisione?

Probabilmente le persone non direttamente coinvolte nel mondo della scuola non sanno che:
-  i docenti accompagnatori non godono dell’indennità di missione in Italia, abolita dalla Finanziaria 2006, ed ora neppure della missione per i viaggi all’estero ;
- non godono di copertura assicurativa per responsabilità verso terzi, per cui devono provvedere personalmente con spese a proprio carico (CM n° 36/1995) a meno che non sia la stessa scuola di appartenenza a sottoscrivere una polizza assicurativa integrativa d’Istituto.
Ai docenti accompagnatori non viene riconosciuto il servizio prestato oltre l’orario d’insegnamento giornaliero o settimanale che tuttavia, durante un viaggio d’istruzione di più giorni, è a tempo pieno e che in alcuni casi può comprendere anche la domenica, giorni festivi o il giorno libero. In “compenso” i docenti sono soggetti all’obbligo della vigilanza ed alle responsabilità di cui agli artt. 2047 e 2048 del c.c. con l’integrazione di cui all’art. 61 della legge 312/80 per l’intera durata del viaggio.
Nel nostro Paese il valore del Turismo Scolastico si aggira intorno a 375 milioni di euro (dato 2009 del Touring Club Italiano). La protesta dei docenti, che oggi si va sempre più allargando, non vuole essere  una dichiarazione di guerra al mondo del turismo ma un’accorata richiesta di attenzione rivolta ad altri settori del Paese.

Ci viene richiesto di lavorare gratuitamente. Cosa può significare questo?

- che il nostro lavoro non è ritenuto necessario ( quale lavoro necessario oggi non viene retribuito ?)
- che il nostro lavoro non ha valore ( è evidente che, nella nostra società, il valore del lavoro è determinato da quanto viene retribuito).
A fronte di tale svalutazione della nostra professionalità, ci chiediamo se abbia ancora senso sobbarcarci responsabilità e ulteriori carichi di lavoro non riconosciuti.
E’ ormai chiaro a tanti come sia  in corso la completa trasformazione della scuola italiana, che risponde più a criteri economico-amministrativi che a precisi progetti educativi . Questo rischia di determinare ricadute negative per i nostri studenti e per i nostri figli. I tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica e alla ricerca significano non dare futuro alle nuove generazioni. I Paesi che non investono nel campo dell’istruzione e della conoscenza pongono oggi una pesantissima ipoteca sulle possibilità di sviluppo economico e sociale di domani.
 Cercare di resistere e di opporsi è un dovere per tutte le persone oggi convinte che investire nel capitale umano sia decisivo per ogni nazione democratica che abbia come obiettivo lo sviluppo di una società formata da cittadini in grado di esercitare i propri diritti con la coscienza, nello stesso tempo,  di essere sottoposti a dei doveri.
Far comprendere ai nostri studenti, ai nostri ragazzi, ai nostri figli, che trovare forme di protesta e di resistenza democratiche e civili per difendere la scuola, i posti di lavoro o i salari, è parte integrante della dialettica democratica e che, nello stesso tempo, ciò comporta anche dei sacrifici, dovrebbe rappresentare uno dei nuclei fondanti della formazione di un futuro cittadino.
Per tutte queste motivazioni, abbiamo individuato questa forma di protesta che non blocca l’attività didattica del nostro Istituto e non intacca l’offerta formativa che, annualmente, con tanto impegno e dedizione garantiamo. La nostra non è una protesta contro la scuola né, tanto meno, contro gli studenti. Tutto il contrario: in questo modo si vuole proprio reclamare più attenzione per la scuola, un maggiore impegno in questo settore che costituisce l’investimento più importante per il domani. Nello stesso tempo si chiede più rispetto per chi vi lavora e più cura per chi vi studia.

Assemblea sindacale dei docenti del Liceo Casiraghi


Provincia di Venezia

Comunicato Stampa

Si sta diffondendo in tutte le scuole della provincia di Venezia la NON COLLABORAZIONE e il BLOCCO DELLE ATTIVITÀ AGGIUNTIVE.
  Questo come forma di lotta contro lo sfascio della scuola pubblica, provocato dalla legge 133/2008 (piano programmatico del Ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze), dalla legge 169/2008 (disposizioni urgenti in materia di istruzione e università) e dal decreto legge 78/2010 (misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica).
  Contro il taglio di ore e materie, contro l’aumento del numero di alunni per classe, a scapito della didattica, ma anche della sicurezza.
 I tagli in tre anni ridurranno di circa 150.000 unità gli organici del comparto scuola, saranno negati 8 milioni di Euro di finanziamento all’istruzione, saranno espulse definitivamente dalla scuola decine di migliaia di docenti e ATA precari.
  La protesta è anche contro il generalizzato attacco al lavoro nel comparto, che si concreta nel mancato rinnovo del contratto di lavoro (gli stipendi sono già i più bassi in Europa), nella cancellazione di tre anni dalla progressione di carriera (scatti di anzianità), nello spostamento di un anno della pensione di anzianità e nel pensionamento a 65 anni per le donne. Questi provvedimenti assumono chiaro senso persecutorio, nei confronti di una categoria che ha per lungo tempo dimostrato senso di responsabilità, garantendo la funzione didattica nonostante i tagli occupazionali e di risorse.

Con delibere dei collegi docenti
Liceo “M. Foscarini” di Venezia;
I.T.I.S “A. Pacinotti” di Mestre,
I.T.I.S. “C. Zuccante” di Mestre;
I.T.C.S. “Lazzari” di Dolo-VE;
I.S.A., Nuovo Liceo Artistico di Venezia
e Mestre)
Liceo Majorana – Corner di Mirano-VE;
I.T.S.C.G. “8 Marzo” di Mirano-VE;
I.P.S. “Musatti” di Dolo – VE;
S.M.S. “D. Alighieri” di Salzano – VE;
Liceo Scientifico “G. Bruno” – Mestre;
I.C. “Toniatti” di Fossalta di Portogruaro – VE;
I.S.I.S. E. Fermi, V. Corner, L. Sanudo – Venezia;
I.C. "D. Alighieri” di Venezia; o con mozioni di affollate assemblee sindacali indette dalle R.S.U. di istituto
I.S.I.S nautico Cini-Venier di Venezia;
Liceo Scientifico “G.B. Benedetti” di Venezia;
Liceo Scientifico “U. Morin” di Mestre;
Liceo Scientifico “G. Galilei” di Dolo-VE;
I.S.I.S. “M. Polo – N. Tommaseo” di Venezia;
I.S.I.S. “Foscari” di Mestre;
Liceo “Stefanini” di Mestre;
Liceo Artistico di Venezia;
S.M.S. “Einaudi” di Marghera-VE;
l’I.C. “F. Morosini” di Venezia;
la S.M.S. “J. Sansovino” di Venezia;
liceo "Veronese" di Chioggia –VE;
ItIS "Righi" di Chioggia –VE;

 

IL PERSONALE DELLA SCUOLA SI ASTIENE DALLE ATTIVITÀ NON PREVISTE DAL CONTRATTO DI LAVORO, IN PARTICOLARE DELIBERANDO:
- di non inserire i viaggi di istruzione, gli stage linguistici, le visite guidate nella programmazione di Istituto per l’anno scolastico 2010-2011;
- di limitare il proprio impegno essenzialmente alla didattica di aula, non effettuando tutte le attività non retribuite che si svolgono al di fuori dell’orario di servizio;
- di non svolgere lavoro straordinario (ore di supplenza o eccedenti l’obbligo contrattuale), colmando i vuoti creati dall’espulsione del personale precario;
- di studiare per il prossimo anno scolastico forme di non adozione dei libri di testo, proponendo lo scambio dei libri e l’adozione di dispense, per incidere sul business dell’editoria scolastica.
  IL BLOCCO DELLE VISITE E DEI VIAGGI DI ISTRUZIONE (la manovra estiva di Tremonti ha abolito la diaria per le visite all’estero) sta già ottenendo grande riscontro. Vari operatori turistici – ad esempio il Consorzio Turistico della Carnia (UD) – lamentano le disdette per la tradizionale “settimana bianca” da parte delle scuole. Il turismo scolastico vale 375 milioni di Euro all’anno, di cui neppure uno scivola nelle tasche di quanti nella scuola organizzano le visite e accompagnano i ragazzi.
  I lavoratori della scuola, docenti e ATA, si stanno attrezzando per una lunga stagione di protesta e di mobilitazione, individuando anche nuove e articolate forme di lotta che vadano oltre lo sciopero tradizionale – che resta strumento di agitazione imprescindibile -, ma che siano visibili ed efficaci.

 


Liceo Classico "N. Spedalieri" - Catania

Documento sottoscritto da 36 docenti su 80 del Liceo Classico "N.Spedalieri" - Catania.
Indisponibilità ad accettare ore aggiuntive e ad accompagnare studenti in viaggi d'Istruzione e stage all'estero.
I sottoscritti docenti del Liceo classico “N. Spedalieri” di Catania, a fronte delle difficoltà del sistema scuola a seguito del “riordino Tremonti – Gelmini”, si dichiarano esasperati dall’operato degli ultimi governi nei confronti della scuola, che ha eroso fondi e manipolato la sfera della trasmissione della cultura tramite una logica che appare poco interessata all’aspetto educativo – didattico, creando così di fatto le condizioni per lavorare con sempre maggiore disagio.
Ecco alcuni dei punti nodali alla base della riflessione e della protesta:
-      la possibile prevista presenza di un numero di alunni (anche fino a 31/32) per classe, contro tutte le norme vigenti di sicurezza oltre che contro le più ovvie necessità pedagogiche;
-      il taglio delle cattedre, che ricade sulla possibilità dei precari di occupare posti vacanti e sui docenti di ruolo divenuti soprannumerari;
-      il blocco totale, per la durata di un triennio, degli scatti di anzianità (uno dei pochissimi comparti ad avere ricevuto questo trattamento);
-      la soppressione delle sperimentazioni, a volte eccessive nel numero, ma certamente spesso positive,  di cui il riordino non ha per nulla tenuto conto;
-      la riduzione dei fondi per il pagamento delle supplenze, che vede molte scuole con i bilanci in rosso per avere anticipato, negli ultimi due anni, somme dovute dal Ministero e poi, retroattivamente, negate;
-      la riduzione del personale ATA che, oltre alla perdita dei posti di lavoro, comporta effettive difficoltà nell’attenzione da prestare quotidianamente alle esigenze della comunità scolastica
-      la politica relativa al sostegno durante le ore di lezione, che priva gli alunni più bisognosi di scuola e di educazione speciale di diritti e opportunità e ricade pesantemente sulle possibilità di occupazione dei docenti qualificati, mortificandone l'identità professionale.
Se è vero che i licei pagano meno le scelte previste dal riordino dei cicli rispetto agli altri indirizzi scolastici, è altrettanto vero, per esempio, che l’avvicendamento di tre insegnanti di Lettere nel biennio ginnasiale non è dovuto a motivi didattici, ma alla logica del taglio del personale e delle ore di insegnamento, derivata non da politiche pregresse, come più volte sostenuto dal Ministero, bensì dalla riduzione netta del monte ore in tutti gli ordini di scuola, dalla primaria alla secondaria superiore, imposto a priori prima ancora della determinazione dei quadri orari.
Dopo anni in cui il senso del dovere della nostra categoria professionale e la passione per il nostro lavoro quotidiano ci hanno portato a tentare di arginare le carenze e di rimediare ai guasti provocati dalle politiche dei vari governi, pensiamo che sia giunto il momento di dire basta! Basta alla riduzione delle risorse, alla logica del progetto proposto solo in quanto riempitivo delle lacune dell’offerta formativa, a scelte che penalizzano la formazione degli alunni e la qualità della professione docente.
Abbiamo scelto di manifestare il nostro disagio in questo documento e poi attraverso la possibile scelta, per ogni docente, di altre forme di protesta già in atto, per questo anno scolastico,  in molte scuole del territorio catanese e nazionale, quali  il rifiutarsi di assumere ore aggiuntive rispetto all’orario contrattuale di 18 ore e/o il non accompagnare gli studenti durante gli stage all’estero e i viaggi di istruzione che verranno effettuati.
Come ribadito in un recente studio di Bankitalia (F.Cingano - P.Cipollone, "I rendimenti dell'istruzione", settembre 2009), ci chiediamo quale sarà il futuro di un paese che non investe in formazione e in ricerca e svilisce l’attività professionale dei docenti.
Consapevoli della necessità della riforma della scuola, ne auspichiamo una che garantisca i diritti e le libertà di tutti nel rispetto della nostra Costituzione, e non questa segnata solo da calcoli aziendali tesi al risparmio, che hanno determinato le combinazioni orarie prima dei contenuti delle discipline, ancora da fissare nonostante si sia dato il via al riordino. Invitiamo genitori ed alunni a comprendere le ragioni della nostra protesta, per continuare a discutere insieme di scuola e di modelli di sviluppo per il nostro paese.

 

 

 

Liceo "Levi" di Montebelluna

Il Collegio dei docenti del Liceo Levi di Montebelluna si è riunito in seduta straordinaria il 28 ottobre 2010 ed ha approvato a maggioranza un documento di analisi e valutazione della situazione didattica del Liceo Levi a seguito dell'avvio della riforma del secondo ciclo ed ha determinato che, "a fronte di questa situazione, e in particolare da quanto evidenziato nei punti 2 e 6, i docenti, pur impegnandosi a garantire la qualità del servizio di formazione fin qui fornito:

- ritengono inattuabile l’organizzazione e la partecipazione in qualità di accompagnatori ai viaggi di istruzione di più giorni e pertanto decidono di sospendere tali attività per il corrente anno scolastico;

- non intendono farsi carico con attività di volontariato dell’andamento della didattica nella scuola, che dovrebbe invece avere a disposizione più tempo riconosciuto. 


Tali decisioni, come più sopra dimostrato, muovono da considerazioni esclusivamente didattiche e vogliono mettere in luce la necessità urgente di un ripensamento della riforma stessa sulla base delle presenti critiche."

ITT "Marco Polo" di Rimini

All'ITT "Marco Polo" di RIMINI i docenti a maggioranza hanno deciso di bloccare
• soggiorni all’estero, viaggi d’istruzione e visite guidate;
• attività progettuali con intervento di esperti esterni ;
• adozioni di libri di testo,materiali e sussidi didattici ;
• sostituzione di colleghi assenti con ore eccedenti il propri...o orario cattedra.

 


Liceo Classico "Gulli e Pennisi" di Acireale (CT)

IL NOSTRO DISSENSO

In questo momento di grande sofferenza della Scuola italiana,che si configura sempre più come una realtà, più che complessa, confusa e complicata, i docenti del Dipartimento di lettere del ginnasio del Liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale sentono il dovere di manifestare il proprio dissenso rispetto ai tagli di orario, di personale e di qualità operati nella scuola pubblica a partire dal corrente anno scolastico.
Pur consapevoli che occorre coordinare tra docenti precari e di ruolo un’efficace azione di protesta, comunque il silenzio ci sembra un tacito assenso a quanto imposto dall’alto; da ciò nasce l’esigenza di condividere le nostre riflessioni con tutti coloro che hanno a cuore il compito fondamentale della Scuola, cioè quello della formazione delle coscienze, a cui concorre lo sviluppo delle conoscenze, abilità e competenze.
Se è vero che si educa con l’esempio, per cui occorre sempre un forte richiamo alla coscienza professionale e umana di coloro che sono preposti alla funzione educativa, è anche vero che la riduzione di ore di scuola e la decurtazione dell’orario scolastico di alcune discipline ad alto valore formativo (vedi l’italiano , storia e geografia ) configura la Scuola italiana come un ente prevalentemente informativo, funzionale, nella migliore delle ipotesi, a costruire INDIVIDUI forniti di conoscenze, abilità e competenze, ma inadatto, o addirittura non interessato alla formazione delle PERSONE, sprovvisto di un’idea di UOMO e di POLITHS a cui tendere e far riferimento. Ecco che allora, lungi dall’essere poco colpito dal nuovo ordinamento, come siamo stanchi di sentirci ripetere, il liceo classico soffre a causa di interventi che lo feriscono profondamente nella sua natura e nella sua funzione, infatti oggi il liceo classico è caratterizzato da una proliferazione e frammentazione delle discipline, che hanno spostato l'originario non multa sed multum verso il suo opposto, non multum sed multa. La decurtazione delle ore di lettere al ginnasio, avrà pesanti ripercussioni sul piano della didattica, in quanto la penalizzazione di un gruppo coeso e coerente di insegnamenti che hanno visto la riduzione da 18h a 16h, ed il contestuale obbligo di riconduzione alle 18h di lezione frontale, istituzionalizza la distruzione della valenza prettamente formativa del ginnasio, (pochi insegnanti, per facilitare il coordinamento metodologico, culturale, disciplinare e valutativo) laddove di fatto impedisce ad un unico docente di modulare nella classe metodi, tempi e carico di lavoro pomeridiano, al fine di guidare gli allievi in un cammino che, prima ancora che cognitivo, è essenzialmente formativo e non sommativo perciò ci sentiamo particolarmente chiamati in causa e desideriamo rispondere in modo sereno, ma fermo alla situazione attuale

 

a)      rifiutando tutti gli incarichi aggiuntivi alla pura attività didattica;
b) rifiutando un modello di scuola che ruota attorno ai PON che scavalcano l’attività curriculare in tutte le sue componenti, dall’individuazione degli obiettivi alla valutazione finale;
c) rifiutando il giro di interessi economici che gestisce l’ingresso della multimedialità nella scuola, mascherato dietro l’affermazione che non è più tempo di veicolare la LEZIONE attraverso la PAROLA ( valga a smentire tale asserzione il successo tra i giovani e i giovanissimi delle lecturae Dantis, da quelle di Benigni alle molteplici meno note che proliferano in tutta Italia);
d) rifiutando di assolutizzare le metodologie didattiche, che devono essere al servizio del processo educativo e non costituirne l’essenza.
Riteniamo, inoltre, che la nuova situazione in cui ci troviamo ad operare chieda con urgenza di passare dalla didattica della programmazione alla didattica delle strategie e della flessibilità, perché la frammentazione e precarizzazione dell’insegnamento vanifica il concetto di programmazione quale si è codificato negli ultimi decenni; ne consegue la ridotta funzione del Consiglio di classe, il cui compito diventa essenzialmente quello di definire le coordinate entro cui debba muoversi l’attività didattica annuale e di monitorare l’andamento didattico e disciplinare della classe. Viceversa, svolge un ruolo fondamentale il Dipartimento, all’interno del quale i docenti definiscono le linee guida dell’insegnamento delle discipline, quale si configura nel contesto ambientale di riferimento, garantiscono l’omogeneità e la continuità della didattica e trovano il sostegno al lavoro personale nelle classi.
Concludendo, desideriamo affermare con forza la nostra volontà di lavorare nella scuola
- mettendo al centro dell’attività didattica la LEZIONE, con la varietà di metodologie e strategie che ciascun docente riterrà di dover applicare, perché la Scuola ha significato solo se i discenti sono messi in grado di imparare e maturare la preparazione che ogni ordine di scuola è deputato a conferire;
- indirizzando l’insegnamento allo sviluppo della pensosità, che comporta riflessione e criticità, perché la scuola non è un corso di formazione professionale, funzionale allo sviluppo di competenze lavorative, ma un servizio finalizzato alla formazione della persona;
-  favorendo l’applicazione di una didattica metacognitiva, che privilegi la consapevolezza dell’apprendimento rispetto all’oggetto dell’apprendimento…
§  Dipartimento A052 Ginnasio
- Acireale Settembre 2010

Riflessioni dei docenti della classe di concorso A052, dipartimento del ginnasio, sulla decurtazione di orario nel “riordino Gelmini.”

Il liceo classico rimane un cult, peccato che quello di oggi ignori le sue qualità storiche, che erano determinate da un impianto organico e coerente con:
1) pochi insegnanti, per facilitare il coordinamento metodologico, culturale, disciplinare e valutativo
2) poche materie approfondite (non multa, sed multum), perché lo studente avesse la possibilità di assimilarle, di “connetterle” in modo da dare un senso all'apprendere;
Oggi il liceo classico è caratterizzato da una proliferazione e frammentazione delle discipline, che hanno spostato l'originario non multa sed multum verso il suo opposto, non multum sed multa.
E non si sa quale “tipo d'uomo” questo liceo classico, sminuzzato e snaturato, sia chiamato a formare nella società globalizzata e complessa del XXI secolo. ( cfr. associazione docenti italiani)
L’impianto dell’insegnamento ginnasiale ricondotto, alla sola classe di concorso A052 riporta in parte la sua coerenza originaria, ma la decurtazione dell’orario , che colpisce la Scuola Superiore, e l’obbligo di ricondurre a 18h frontali gli  insegnamenti, comportano una serie di conseguenze sul piano didattico e sul piano occupazionale. Per fermarci al primo, si evidenzia una generalizzata precarizzazione dell’insegnamento per il venir meno
a) della continuità didattica, dato che, per far quadrare i conti, cioè le 18h frontali,  occorrerà solo e sempre costituire cattedre interne;
b) della possibilità e dell’idea stessa di programmazione, al di là di quella strettamente annuale;
c) della valenza del libro di testo come strumento didattico che completa e supporta l’impostazione contenutistica e metodologica liberamente scelta dall’insegnante. A tal proposito, occorre riflettere sul fatto che, soprattutto per alcune discipline, l’insegnamento non è più ancorato alla rigidità dei vecchi programmi, ma offre spazi più o meno ampi ad una notevole varietà di impostazione dei percorsi didattici e di tipologia delle articolazioni (modulari, per unità di apprendimento, ecc.) del lavoro del docente e dei discenti. Di conseguenza,
a) la scelta del libro di testo veramente fruibile da parte degli alunni è strettamente correlata al modus operandi che ogni docente, nell’uso della costituzionale libertà d’insegnamento, ritiene più funzionale al conseguimento delle finalità della sua attività professionale;
b) non è indifferente per il docente ritrovarsi ogni anno con un manuale o con un altro, perché (si pensi soprattutto alle antologie e ai libri di Storia del biennio) la varietà di scelte contenutistiche e metodologiche dei manuali è notevole.
Infine, la decurtazione delle ore di lettere al ginnasio del liceo classico avrà pesanti ripercussioni sul piano della didattica, in quanto la penalizzazione di un gruppo coeso e coerente di insegnamenti che hanno visto la riduzione da 18h a 16h , ed il contestuale obbligo di riconduzione alle 18h di lezione frontale istituzionalizza la distruzione della valenza prettamente formativa del ginnasio,(pochi insegnanti, per facilitare il coordinamento metodologico, culturale, disciplinare e valutativo)
 laddove di fatto impedisce ad un unico docente di modulare nella classe metodi, tempi e carico di lavoro pomeridiano, al fine di guidare gli allievi in un cammino che, prima ancora che cognitivo, è essenzialmente formativo e non sommativo
Inoltre, la mortificazione dell’insegnamento della Storia antica e medievale, compresso in un’unica disciplina con  Geografia e  Cittadinanza e Costituzione, priva lo studio delle Letterature latina e greca e quello della Filosofia antica e medievale delle adeguate ed indispensabili basi di cognizioni ed orientamento sul piano storico.
Per queste ragioni, alle quali si aggiungono quelle gravemente e tristemente note legate al piano occupazionale, si auspica che le scelte del Ministero vengano “rivedute e corrette”.
In particolare, si chiede di restituire all’insegnamento delle Lettere al ginnasio le due ore decurtate, così da risolvere automaticamente anche il problema della riconduzione dell’insegnamento a 18h frontali, senza intaccare la didattica.
Acireale Giugno 2010
Dipartimento A052 Ginnasio



ITIS "G.Marconi" di Forlì

Niente gite anche all'ITIS "G.Marconi" di Forlì. La decisione è stata presa dai docenti dell'Istituto Tecnico Industriale di viale della Libertà, che hanno annunciato anche la sospensione delle nuove adozioni dei libri di testo. "Quel che ci ha portato a queste decisioni - dicono gli insegnanti - è principalmente l'eliminazione di ben 80mila cattedre nonostante l'aumento del numero degli studenti, con la particolare penalizzazione dei docenti precari di lunga data".

"Da sempre - dicono i docenti - tutti gli insegnanti dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "G.Marconi" di Forlì, hanno organizzato, a titolo pressoché volontario, numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa perché convinti della loro importanza per la didattica e la crescita degli studenti. Dopo una lunga e approfondita discussione, abbiamo deciso di sospendere i viaggi di istruzione e le nuove adozioni dei libri di testo per il corrente anno scolastico ma, in caso di necessità, attueremo altre forme di protesta".

"Sono inoltre aumentati gli studenti per classe fino a superare non solo i limiti per una buona didattica, ma anche quelli della sicurezza. Con il Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, gli insegnanti sono stati l'unica categoria doppiamente penalizzata perché, oltre al mancato rinnovo del contratto di lavoro per tre anni come tutti gli altri pubblici dipendenti, hanno subito anche il blocco degli scatti di anzianità". "Negli ultimi tre anni - si legge in una nota dei docenti Itis - alla scuola sono stati sottratti ben 8 miliardi di euro che, in parte (30%), dovevano essere reinvestiti tramite decreto interministeriale, come promesso dai Ministri Gelmini e Tremonti, mentre ancora oggi non è stato deciso nulla. Inoltre la riduzione oraria prevista dalla riforma per le classi prime e imposta alle classi successive ad esclusione della quinta, ha inoltre causato una pesante riduzione delle attività di laboratorio penalizzando oltremodo gli studenti che apprezzano in particolare modo questo tipo di didattica importantissima per far acquisire le competenze necessarie per affrontare con successo il mondo del lavoro". "Il personale ATA (collaboratori, assistenti e applicati di segreteria) è stato ridotto, con conseguenze di nuovo negative per le attività di laboratorio e la vigilanza sugli alunni. Gli scatti di anzianità, per noi insegnanti, rappresentano l'unica forma di avanzamento della carriera, quindi la loro sospensione (non solo economica ma anche giuridica) comporta una mancata retribuzione i cui effetti incidono, non solo su tre anni, ma su tutta la vita lavorativa, sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione, con un danno economico complessivo quantificabile, per un docente a inizio carriera, in più di 40.000 € lordi. Ai docenti vengono sottratte dunque risorse che erano già state stanziate nei contratti e che avevano legittimamente maturato". "Abbiamo scelto questa forma di protesta - concludono - per difendere i nostri diritti di lavoratori ma soprattutto la qualità della scuola pubblica senza venir meno ai doveri contrattuali, in quanto le attività oggetto di sospensione non solo non sono obbligatorie, ma, pur rappresentando un arricchimento dell'offerta formativa, non compromettono il percorso didattico del quale garantiamo il regolare svolgimento. Se non vi saranno sostanziali cambiamenti da parte del Ministero e del Governo intensificheremo la protesta con altre iniziative che potrebbero comportare la sospensione di altre attività non strettamente didattiche".

da  romagnaoggi.it


ISIS "Garibaldi" (ITG e ITA) di Cesena

Anche l'ISIS "Garibaldi (ITG e ITA) di Cesena il Collegio Docenti ha approvato (1/10/2010) un documento in cui i docenti, per i fatti che anche recentemente hanno negativamente interessato la scuola statale e in particolare per i continui attacchi alla dignità professionale, decidono che si asteranno da tutte le attivi...tà extra scolastiche non obbligatorie non determinanti per una efficace azione didattica.

dal gruppo facebook: sospensione attività para ed extra-scolastiche


I.I.S.S. Galileo Galilei di Monopoli

In occasione della seduta del Collegio dei Docenti, dopo meditato confronto e conseguente votazione, ha deliberato di formalizzare il proprio stato di malessere professionale, di protesta della categoria e di agitazione permanente per lanno scolastico 2010-2011 adottando con fermezza le seguenti risoluzioni:
- non attivazione delle Funzioni Strumentali;
- sospensione di tutti i progetti scolastici extracurriculari;
- sospensione dei viaggi di istruzione e visite guidate.
Il blocco triennale degli stipendi, con le conseguenti ripercussioni sugli scatti di anzianità e sul trattamento pensionistico, la riforma complessiva, con gli infelici criteri di formazioni delle classi, il taglio alle finanze delle scuole, la cancellazione di fatto dellautonomia finanziaria della scuola non possono essere vissute con fatalismo finanziario e ineluttabilità politica.
Esse sono , invece, scelte consapevoli di politica economica, che colpiscono e offendono la pazienza e la deontologia della categoria professionale. Pertanto, con dovuta dignità e sentimento di rammarico, costretti dalla sorda congiuntura governativa, i docenti del liceo si asterranno da qualsiasi attività che ecceda le proprie ore di didattica per lintero anno scolastico 2010-2011

dal gruppo facebook: sospensione attività para ed extra-scolastiche

 

 

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Liceo Scientifico Statale "Giotto Ulivi" Borgo S. Lorenzo (Firenze)

         Il Collegio dei docenti del Giotto Ulivi, riunito in seduta straordinaria il 19  ottobre 2010, con il seguente OdG

l  effetti didattici dei provvedimenti di riordino della scuola superiore sui corsi di studio del nostro Istituto

l  riflessioni sulla riduzione oraria delle classi 2e, 3e e 4e degli indirizzi tecnici

in quanto organo che ha la competenza esclusiva sul funzionamento didattico e la programmazione dell’attività educativa,

ritiene suo preciso dovere, oltre che diritto, informare studenti e genitori sugli effetti didattici dei provvedimenti di riordino della scuola superiore, che sono entrati in vigore con il presente anno scolastico 2010/11.

         Il Collegio 

invita, pertanto, ad attivarsi per costruire un’assemblea d’istituto, da tenersi il ______, di tutte le componenti nella quale illustrare le modifiche introdotte.

A tal fine nomina una commissione composta da ____________ che si dovrà raccordare con il Consiglio di Istituto, il Comitato studentesco e la Consulta dei genitori.

         Il Collegio

solidarizza con i colleghi precari che non sono stati riassunti, di cui si disperde la professionalità acquisita in anni di lavoro nella scuola        

         Il Collegio

prende atto degli effetti materiali della “riforma” Gelmini, tra cui:

§ la crescita del numero degli alunni per classe al di sopra del tetto dei 25 + 1 previsto dalle norme in materia di sicurezza

§ la riduzione delle ore di sostegno per gli alunni diversamente abili

§ consistente riduzione del tempo scuola per le classi prime di nuovo ordinamento e  l'illegittimità della riduzione di orario nelle classi seconde, terze e quarte degli indirizzi tecnici,  senza aver preventivamente consultato il CNPI, così come richiamato nella sentenza del TAR del Lazio il  19.07.10 e nell'Ordinanza del Consiglio di Stato il 29.09.10

§ il taglio dei fondi per le supplenze e la saturazione delle cattedre a 18 ore, che produrrà un ulteriore aumento delle classi scoperte e una diminuzione del numero di giorni di lezione effettiva per gli studenti

§ la mancanza di un piano di aggiornamento dei docenti ai nuovi indirizzi e programmi di studio

 

         Il Collegio

intende, pertanto, porre in evidenza come i Regolamenti sul riordino degli istituti della scuola superiore, pubblicati in G.U. il 15/06/2010, fondati unicamente su tagli di spesa senza nessuna coerenza didattica o pedagogica, confermino definitivamente la pesante riduzione oraria e disciplinare prevista per tutto il secondo ciclo e portino ad una scuola pubblica che non rispetta il dettato costituzionale del diritto all’istruzione.

         Il Collegio, tenuto conto che non è sua intenzione ostacolare l’organizzazione della didattica né far ricadere sugli studenti le scelte in questione, di fronte allo smantellamento e all’immiserimento della scuola pubblica 

PROPONE

che, per l’anno scolastico in corso, si svolga esclusivamente quanto previsto dalla funzione docente sospendendo tutte quelle attività non di insegnamento che vengono effettuate volontariamente e che, di fatto, garantiscono la gestione ordinaria della scuola, non accettando in particolare:

l  cattedre con orario superiore alle 18 ore, sia per difendere la qualità dell’insegnamento e la funzione docente, sia come atto di solidarietà nei riguardi delle migliaia di colleghi precari ai quali, spesso dopo molti anni di insegnamento, viene negato il diritto di lavorare, convinto che la difesa della propria dignità professionale sia la premessa necessaria per una buona scuola.

l  carichi di lavoro aggiuntivo  

l  ore eccedenti per le supplenze dei colleghi assenti

l  coordinamento degli indirizzi, delle classi e delle riunioni per materie

 

DELIBERA

l  di NON effettuare qualunque operazione connessa all'organizzazione e alla realizzazione dei viaggi di istruzione

 

         Il Collegio

dichiara inoltre che si impegnerà, attraverso i propri rappresentanti, ad individuare tutte le situazioni che dovessero configurarsi come mancato rispetto della normativa in vigore, in particolare per quegli aspetti che riguardano la sicurezza sul posto di lavoro

 

         Il Collegio

invita, inoltre, i Collegi Docenti delle altre scuole a manifestare la propria contrarietà alla riforma Gelmini

Borgo San Lorenzo, 19 ottobre 2010

 


I.I.S. "B. Russell" di Garbagnate M.se

Lettera aperta alle famiglie

Avete letto sui giornali dei cambiamenti che stanno avvenendo nella Scuola pubblica italiana, la stessa che i vostri figli frequentano e in cui tutti i giorni lavorano, insieme a noi docenti, per costruirsi un futuro. Avete sentito parlare di una Riforma dei curricoli e di novità che vi toccheranno direttamente, se i vostri figli iniziano quest’anno il percorso della Scuola superiore. Avete sentito parlare di tagli nelle risorse finanziarie, di tagli nelle cattedre e di tagli di docenti precari, che da anni lavorano nella Scuola, rimasti senza cattedre. Avete sentito parlare di razionalizzazione delle risorse economiche, di ottimizzazione delle risorse umane, di riduzione degli sprechi. Anche noi abbiamo sentito e letto le stesse cose che avete letto voi e, come voi, siamo consapevoli dell’importanza del lavoro che facciamo, perché i nostri allievi entrano nella nostra scuola ragazzini e ne escono persone adulte; abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei vostri figli e, ancora di più, delle persone che diventeranno. Per questo abbiamo sempre cercato di profondere il massimo impegno nel nostro lavoro, fuori e dentro le aule, anche quando tale impegno non era riconosciuto né remunerato. Lo abbiamo sempre fatto per passione. Anno dopo anno abbiamo cercato di economizzare, di ottimizzare, di ridurre gli sprechi, nelle nostre attività quotidiane: abbiamo fatto tesoro delle poche risorse economiche che arrivavano alla scuola, le abbiamo usate oculatamente perché la qualità del nostro lavoro non venisse inficiata dalla carenza di risorse economiche. Abbiamo cercato di trovare risorse altrove, nei fondi della UE, della Provincia, delle Istituzioni locali, con l’obiettivo di mantenere alto il livello dell’offerta formativa, nonostante tutto, e di non pesare sulle vostre famiglie. Lo abbiamo fatto perché riconosciamo che il momento di crisi economica colpisce tutti e ognuno, e noi possiamo fare la nostra parte (la facciamo anche con il blocco degli scatti di anzianità – la nostra unica progressione di carriera - per tre anni, mentre fare la spesa costa ogni anno di più…); ma c’è un limite, oltre il quale risparmiare a ogni costo diventa la scelta suicida di disinvestire, suicida perché attuata nel campo della formazione, nel quale si coltivano le speranze per il futuro. Per questo vogliamo raccontarvi, in concreto, come la ‘razionalizzazione’ tocca il nostro lavoro e, con esso, i vostri figli e le loro opportunità; prima che voi vi domandiate ‘Ma come mai…?’, ve lo raccontiamo noi. La politica di risparmio economico riduce i fondi a disposizione della scuola per le supplenze e impedisce di chiamare un supplente esterno per assenze inferiori ai 15 giorni; finora a questo si ovviava con l’impiego dei docenti che completavano l’orario con ore a disposizione della scuola. La didattica spesso subiva un arresto ma la supervisione e la presenza di un docente erano quasi sempre garantite. Ora, la ‘razionalizzazione delle risorse umane’, ovvero l’obbligo di prestare tutte le 18 ore di servizio come orario di lezione in classe, ha eliminato le ore in cui i docenti erano ‘a disposizione’ della scuola; la conseguenza è che, mancando i fondi per pagare ore in sovrappiù, spesso non è possibile assicurare nemmeno la sorveglianza nelle classi in cui manchi un docente.

La stessa riconduzione dell’orario a 18 ore, insieme alla riduzione del numero delle classi autorizzate dall’Ufficio Scolastico Provinciale (su indicazioni del Ministero), ha portato alla conseguenza che, negli ultimi due anni, la nostra scuola ha perso diversi docenti; non è sempre o solo una questione di perdita di posti di lavoro: il nocciolo è che la nostra scuola ha perso competenze, energie, disponibilità di tempo e di impegno. Ognuno dei docenti che non lavorano più nella nostra scuola, di ruolo o precari che fossero, aveva maturato esperienze preziose in aree specifiche, a volte rappresentavano eccellenze nel loro campo, collaborando anche con enti Universitari, e offrivano il valore della loro eccellenza ai vostri figli. Tutti collaboravano prestando tempo ed energie nel recupero extracurricolare. E ancora, l’Ufficio Scolastico compone le cattedre di 18 ore preoccupandosi solo di far tornare i conti, senza tenere in nessuna considerazione la possibilità di una continuità didattica: non è considerato importante che un docente possa proseguire anno dopo anno il lavoro iniziato con una classe, né è considerato un diritto degli allievi avere una continuità di metodo. Il criterio unico è che il docente raggiunga il totale di 18 ore. La nostra scuola fa il possibile per attenuare l’effetto di questa politica e i Dipartimenti di materia si sforzano di lavorare in sintonia nei metodi e nei contenuti, ma il problema resta. La ‘razionalizzazione delle risorse’ ha suggerito anche di aumentare il numero di allievi per classe, fino a un massimo di trenta. Ma, sul piano pratico, cosa comportano trenta allievi in ogni classe? Comportano che i laboratori linguistici, attrezzati con 25 postazioni, e dove non è possibile fisicamente inserire nuovi banchi attrezzati, siano inutilizzabili: non si può lavorare con 25 studenti e lasciare gli altri 5 in piedi a oziare. Comportano che la gestione delle classi nei laboratori scientifici diventi sempre più complessa e, soprattutto, la possibilità degli allievi di fare esperienza in prima persona si riduca enormemente. Comportano che le aule della nostra scuola, per quanto ampie e spaziose, siano stipate di banchi, al limite della sicurezza. Comportano che l’interazione con il docente sia, di necessità, ridotta; ma soprattutto, e questo è il fatto più grave, che si riducano le possibilità di offrire attenzione e sostegno agli allievi in maggiore difficoltà. Ricordare che ‘una volta’ le classi erano anche più numerose comporterebbe, per completezza (oltre che per onestà), ricordare anche che, a quei tempi, l’interazione del docente con la classe non era considerata un valore aggiuntivo della didattica, che l’individualizzazione della didattica era pressoché inesistente e che il superamento delle difficoltà individuali era demandato completamente all’allievo e alla sua famiglia. La Scuola ha fatto grandi passi in avanti da allora. In altre classi, la politica di risparmio del numero di classi autorizzate ha portato ad accorpamenti obbligati, a volte di gruppi che già avevano una storia alle spalle; i legami che si formano all’interno del gruppo classe sono stati recisi, il corpo docente è cambiato, è stato necessario ricostruire un gruppo classe nuovo, senza parlare degli aspetti più squisitamente didattici, relativi alla necessità di armonizzare diversi percorsi e metodi precedenti. Se poi vogliamo parlare di efficienza e di adeguato uso delle risorse, dovremmo forse ricordare come la nostra scuola, come molte scuole, ha un credito con l’Ufficio Scolastico Provinciale di oltre 200.000 euro: soldi che il Ministero deve alla scuola, soldi stanziati, messi a bilancio e destinati anche a pagare i supplenti; ma mai arrivati nelle casse della nostra scuola. Non parliamo di fondi tagliati, parliamo di quei fondi che, pur ridotti, esistono sulla carta, ma poi non vengono effettivamente erogati: dal mese di gennaio 2009 il Ministero non ha più mandato soldi per il funzionamento ordinario della Scuola! Si sfiora l’assurdità, infine, quando si progettano nuovi curricoli che, nelle stesse intenzioni del Ministero dovrebbero essere affiancati da corsi opzionali annuali, offerti dalle scuole sulla base dell’interesse manifestato dalle famiglie, ma poi si comunica alle scuole che non esistono fondi per pagare i docenti che dovrebbero tenere tali corsi, rendendo, di fatto, impossibile avviarli. Per anni abbiamo cercato di tamponare, di arginare, abbiamo cercato di fare il meglio che fosse possibile, perché amiamo il lavoro che abbiamo scelto; ma oggi pensiamo che si stia raggiungendo il limite. Per questo il Collegio Docenti ha deciso di sospendere, per questo anno scolastico, tutte le uscite didattiche, le visite e i viaggi di istruzione. E’ una decisione sofferta e presa a maggioranza, perché priva il nostro lavoro di aspetti che riteniamo importanti e sottrae ai ragazzi esperienze preziose, ma non possiamo arrenderci allo smantellamento progressivo del nostro lavoro senza nemmeno provare a far sentire la nostra voce. Bloccare delle attività offerte grazie alla disponibilità volontaria degli insegnanti è sia un modo per sottolineare l’impegno che profondiamo sia per richiamare l’attenzione. Non ci disimpegniamo dal nostro ruolo: vi assicuriamo che continueremo a fare quanto possibile per garantire la qualità della didattica e per limitare al massimo i disagi causati dalla situazione.

Il Collegio dei Docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘B. Russell’ di Garbagnate M.se

 

 

Istituto Comprensivo «G. Parini» di Catania

Il Collegio docenti dell’Istituto comprensivo «G. Parini» di Catania ha bloccato, per l’anno scolastico 2010/2011, tutti i progetti, le attività extra-curriculari e le gite d’istruzione, come forma di protesta contro i tagli all’istruzione pubblica, secondo le proposte suggerite da Gilda e Cobas. E benché non sia il primo Istituto catanese ad avere deliberato l’interruzione dei progetti, la «Parini» fa notizia, perché è da sempre una scuola in prima linea nelle iniziative extra-curriculari. «Il malessere che si registra nel comparto scuola, a seguito dei tagli operati dalla manovra finanziaria – così recita la delibera del Collegio della “Parini” – ha raggiunto quest’anno limiti inaccettabili per quanto concerne il licenziamento dei precari e la drastica riduzione degli insegnanti di sostegno, la rilevante contrazione del tempo pieno con ricaduta economica sulle famiglie; il blocco dei contratti collettivi nazionali per tre anni e della progressione di carriera con conseguente perdita stipendiale e pensionistica; sovraffollamento delle classi in violazione delle normative sulla sicurezza e della regolare fruizione delle attività didattiche; diminuzione delle ore di italiano e matematica; carenza di supplenti; spreco di denaro pubblico in dispendiose prove Invalsi, a fronte dei tagli a carico della scuola, discordanti con i percorsi individualizzati in situazione di svantaggio degli alunni». A fronte di tali e gravi ragioni è stata stabilita l’interruzione dei progetti e delle gite.
E quando si parla di progetti, ci si riferisce anche ai cosiddetti Pon, «rispetto ai quali la “Parini” ha rinunciato a 81.000 euro, già stanziati», aggiungono i membri del collegio.
Occorre però fare le dovute distinzioni: la cancellazione dei progetti comprende solo quelli extra-curriculari e non tutte le consuete attività svolte regolarmente dalla scuola, come le ore di musica pomeridiane o il tempo prolungato in alcune sezioni. Attraverso questa protesta, il Fondo d’Istituto, con cui vengono finanziati i progetti, è stato notevolmente alleggerito, per favorire le chiamate dei supplenti precari:
«Noi docenti di ruolo non stiamo accettando ore aggiuntive per coprire le supplenze: così cerchiamo di agevolare, almeno in minima parte, i colleghi precari, che vengono appunto stipendiati attraverso il Fondo d’Istituto».
Si è trattato di una sfida, tutto sommato ben accolta, inaspettatamente, anche dai genitori: «Giovedì scorso, durante le riunioni per le elezioni dei genitori, per gli organi d’istituto, abbiamo dato lettura del documento deliberato e i genitori hanno reagito positivamente, mostrando solidarietà.
Hanno compreso le nostre ragioni e si sono fatti carico di parlare anche ai ragazzi (già tempestivamente informati), i quali comprensibilmente, prima sono rimasti delusi soprattutto per la cancellazione delle gite». La questione, comunque, è tutt’altro che conclusa.

da "La Sicilia" del 19 ottobre 2010

 


Istituto Virgilio di Milano

Ai genitori e agli studenti del Virgilio,
in merito alla mozione votata a larga maggioranza dal Collegio dei docenti del 5/10/2010, i docenti che l’hanno condivisa e votata hanno esplicitato, in questo documento, le gravi motivazioni che li hanno condotti ad assumere la decisione di sospendere i viaggi di istruzione.

L’attacco alla scuola pubblica e alla professionalità docente, portato avanti con “mirabile” coerenza dall’attuale governo, sta gradualmente erodendo le condizioni strutturali necessarie a una serie di iniziative extracurricolari che hanno finora contribuito alla qualità dell’offerta formativa.

Tali iniziative sono rese possibili dalla disponibilità e dalla professionalità dei docenti a operare anche in condizioni di semi-gratuità. In particolare, al Virgilio sono stati realizzati viaggi di istruzione (della durata di tre o cinque giorni), non previsti dalla funzione docente, organizzati e gestiti dagli insegnanti come momenti “forti” della loro attività didattica e non come semplici gite turistiche. Dietro alla cosiddetta “gita scolastica” c’è infatti un capillare lavoro dei docenti nella progettazione didattica e culturale e negli aspetti logistico-organizzativi, che culminano con l’accompagnamento delle classi e l’ assunzione delle responsabilità civili e penali nonché del carico di un servizio a tempo pieno (24 ore su 24) da parte degli accompagnatori.

I tagli governativi alla scuola pubblica, in termini di personale e di risorse, il blocco degli scatti di anzianità fino al 2013 e, in particolare, l’abolizione della (simbolica) diaria sia per i viaggi in Italia sia per quelli all’estero segnalano il non riconoscimento della professionalità docente da parte del Ministero e violano la nostra dignità di lavoratori.
L’invisibilità mediatica e l’assenza di un dibattito pubblico serio sui temi dell’istruzione e della scuola hanno condotto il Collegio a prendere, con larga maggioranza, la sofferta decisione di non effettuare i viaggi di istruzione per l’anno scolastico 2010-2011, nel tentativo di sensibilizzare studenti, genitori e opinione pubblica sulle tematiche che ci stanno a cuore e di fare pressione sugli interessi economici delle agenzie del turismo scolastico.

Milano, 6/10/2010 I docenti del Virgilio firmatari

tratto da http://www.retescuole.net

 

 

I.T.C. Carrara di Lucca

Il Collegio dei docenti dell’I.T.C. Carrara di Lucca, nella riunione del 19 ottobre 2010, in fase di elaborazione del P.O.F. e dei connessi progetti ed attività, al fine di salvaguardare la qualità della scuola e il servizio offerto alle famiglie e al territorio, ritiene necessario considerare:

 

-          gli effetti negativi sulla qualità della didattica, determinati dalla riduzione degli organici, delle classi, delle ore di lezione e dall’aumento del numero degli alunni per classe, previsti dai Regolamenti delegati ex art. 64 della Legge 133/2008;

-          in particolare, che la previsione di un numero minimo di 27 studenti e massimo 30 (derogabile fino a 33), previsti per le classi prime e terze, rende problematico un approccio didattico individualizzato, con conseguenze negative per la dispersione scolastica, in particolar modo per gli studenti che incontrano maggiori difficoltà nell’apprendimento e che spesso provengono da un ambiente caratterizzato da problemi  economico–sociali o culturali;

-          la non disponibilità di aule dell’Istituto che permettano di rispettare con classi così numerose la normativa sulla edilizia scolastica o sulla sicurezza (massimo 26 persone per aula, derogabile solo se si dispone di 1,96 metri quadri netti a testa, di porte che si aprano nel senso dell’esodo e di dichiarazione di assunzione di responsabilità) e che il Testo Unico sulla sicurezza assegna alla scuola una responsabilità centrale nella formazione della cultura della sicurezza;

-          le riduzioni degli organici che rendono più problematico il rispetto del principio della continuità didattica, con conseguenze negative sul piano didattico e relazionale;

-          la riduzione delle ore delle classi II, III e IV da 36 a 32 che ha  modificato gli indirizzi Igea, Mercurio e Erica scelti da studenti e famiglie all’atto dell’iscrizione in prima nel 2009-10, contravvenendo alle scelte operate dalle famiglie e creando difficoltà alla Scuola.

 

Il Collegio auspica che:

 

-    vengano ripristinati gli organici, le classi, le materie e le ore di scuola;

-          la Scuolapubblica, come già negli auguri del Presidente della Repubblica, sia oggetto di un massiccio investimento, almeno ai livelli medi europei citati dall’ O.C.S.E;

-          vista l’ Ordinanza del Consiglio di Stato del 29 – 9 - 2010 che ha confermato che il M.I.U.R. non potrebbe esimersi dal riconsiderare la riduzione delle ore da 36 a 32 nelle classi II, III e IV degli istituti tecnici, alla luce del parere del C.N.P.I.,  si dia attuazione a tale ordinanza;

-          si dia attuazione a una riduzione significativa del numero massimo di alunni per classe;

-          si assuma un serio impegno per mettere in sicurezza gli edifici scolastici;

-          Il MIUR e le altre Istituzioni si attivino per riportare nella Scuola un clima sereno, premessa per quel recupero della qualità della scuola pubblica indispensabile per garantire un futuro di prosperità al Paese e ai nostri giovani  e che, quindi, si aprano effettivi spazi di discussione e confronto con le Scuole e i docenti su una reale e condivisa riforma delle scuole secondarie superiori.

 

A tal fine il Collegio, considerata l’esigenza di concentrare tutte le energie e le risorse nel lavoro in classe per garantire un dialogo educativo efficace e per contrastare la dispersione scolastica, delibera di:

 

-          non effettuare visite guidate e viaggi di istruzione;

 

-          non istituire i ruoli continuativi di Coordinatore di classe e di Segretario dei Consigli di Classe, prevedendo che le sedute siano presiedute a rotazione da membri delegati di volta in volta dal Dirigente scolastico (nei casi in cui il  DS non possa svolgere tale funzione per la presenza di consigli che si tengono contemporaneamente o per impegni inderogabili ai sensi dell' art. 5 comma 8 e dell'art. 396 comma 2 lettera b del T.U.) e che la verbalizzazione venga effettuata a rotazione da docenti incaricati dal DS di volta in volta;

 

-          non istituire il ruolo continuativo di Coordinatore di materia, prevedendo che le riunioni siano presiedute e verbalizzate a rotazione dai docenti;

 

-          non istituire gli incarichi di Responsabile di laboratorio e di Responsabile della palestra;

 

-          procedere ad una drastica semplificazione dei verbali delle riunioni e della modulistica in generale per ridurre gli intralci burocratici ;

 

-          non approvare il 53% dei progetti  presentati (10 su 19);

 

-          organizzare assemblee con genitori e studenti per informarli degli effetti didattici determinati dai Regolamenti delegati e delle motivazioni delle presenti decisioni.

 

Il Collegio, inoltre, invita i docenti a non dare il consenso per cattedre superiori alle 18 ore.

 

Il Collegio ritiene indispensabile per garantire il diritto allo studio che vengano nominati i supplenti  anche per assenze inferiori a 15 giorni, come previsto dalla Nota Miur n. 14991 del 6/10/2009.

 

Il Collegio, infine, invita il Dirigente scolastico ed il personale tutto ad attivarsi perché venga garantito il rispetto delle norme sulla sicurezza.

 


Istituto «Maironi da Ponte» di Presezzo

Anche i docenti dell'istituto «Maironi da Ponte» di Presezzo sono scesi sul piede di guerra per protestare contro la riforma della scuola del ministro Maria Stella Gelmini.

Riunitisi in assemblea lo scorso 18 ottobre, i docenti, in un documento, manifestano il loro disagio riguardo alle condizioni in cui versa la scuola statale in seguito proprio all'applicazione della «riforma Gelmini».

In particolare, i docenti del «Maironi da Ponte» contestano «le vessatorie clausole presenti nella manovra finanziaria che penalizzano tutto il pubblico impiego e in particolare i docenti e i loro stipendi, fra i più bassi d'Europa e l'attacco alla dignità della categoria perpetrato dal ministro Brunetta e ampliato dai mass media».

Stando così le cose, i docenti decidono di esprimere il loro dissenso attuando, come forme di protesta, il blocco di tutti i viaggi d'istruzione in Italia e all'estero; il blocco di tutte le attività che non siano strettamente legate alla didattica; il blocco delle nuove adozioni dei libri di testo. Inoltre i docenti hanno deciso di interrompere «la disponibilità a svolgere supplenze a pagamento».

dall'Eco di Bergamo.it

Istituto per Geometri di Aosta

Stop alle visite di istruzione in Italia ed all'estero: lo ha deciso "a larga maggioranza" il collegio docenti dell'Istituto tecnico commerciale e per geometri di Aosta nei giorni scorsi. Un blocco, si legge in una nota, con cui il collegio vuole "formalizzare il proprio stato di malessere professionale e di protesta contro i continui tagli alle risorse".
L'aver comunicato questa decisione agli organi di stampa mira a "sensibilizzare l'opinione pubblica sulla difficile situazione in cui versa la scuola, convinti che la necessità di ridurre gli sprechi non debba essere confusa con una indiscriminata riduzione di risorse umane e finanziarie destinata all'istruzione pubblica".( da http://www.aostaoggi.it/)

 


LICEO SCIENTIFICO “B. VARCHI” con annessa sezione classica San Giovanni Valdarno

I docenti firmatari del documento
RITENGONO
Non corretta la procedura con cui i ministri Tremonti e Gelmini hanno messo mano alla scuola senza convocare tutti i soggetti direttamente interessati
Negativa la mancanza di coinvolgimento delle assemblee parlamentari e di figure esperte o rappresentative nel programmare interventi di ampia portata su settori delicati come quello dell’istruzione
Assurda la proposta di tagli indiscriminati senza pensare a una riqualificazione dell’offerta scolastica eliminando gli sprechi e investendo adeguate risorse secondo gli standard europei
Inqualificabile la mancata seria analisi delle cause dell’inefficienza valorizzando i punti di eccellenza (anche per le università)
Ingiusta la battaglia mediatica con cui sono stati introdotti leggi e decreti dopo aver configurato i dipendenti pubblici come “fannulloni”
Preoccupante il mancato rispetto del dettato costituzionale riguardante il diritto allo studio
CHIEDONO AL GOVERNO
L’apertura di un confronto - dialogo con tutte le parti sociali della scuola
La NON pubblicazione sulla G.U. della legge 137
La sospensione dei provvedimenti relativi all’Università
La NON reintroduzione del D. Lvo 226/2005 (della riforma Moratti)
La riduzione degli sprechi “VERI” che devono però essere reinvestiti TUTTI e SUBITO nella scuola
DECIDONO PER SOSTENERE LE LORO RICHIESTE DI ATTUARE
LE SEGUENTI INIZIATIVE
La sensibilizzazione (presenza ad assemblee pubbliche, documenti informativi da pubblicare e consegnare ai genitori, assemblee organizzate con la collaborazione degli Enti Locali…) dei genitori e dei cittadini tutti alle ragioni della nostra protesta –per esempio le leggi 133 e 137 nel nostro Istituto hanno causato la sospensione della richiesta del C.D. di aprire una sezione PNI per la matematica-.
La richiesta alle Agenzie di viaggio presenti sul territorio di sottoscrivere il nostro documento in segno di solidarietà e di acconsentire di darne pubblica informazione – inserendo nella comunicazione che esiste l’eventualità di una razionalizzazione o sospensione dei viaggi di istruzione-.
Il blocco di ogni attività “non obbligatoria” -gruppi sportivi, certificazione per le lingue straniere, laboratorio metamatematica, laboratorio teatrale, recupero, colloqui settimanali….- da discutere e modulare in funzione delle prossime circolari applicative delle leggi 133 e 137 (per esempio non è ancora chiarita l’articolazione del quadro orario che più volte è stata collegata al D.Lvo226/2005).
La richiesta alle Case Editrici che hanno i testi in adozione nel nostro Istituto di sottoscrivere il nostro documento in segno di solidarietà e di acconsentire di darne pubblica informazione -inserendo nella comunicazione che esiste la possibilità del blocco del rinnovo delle adozioni nella nostra scuola-.
Gli insegnanti
CONCLUDONO
L’obiettivo è informare tutti che la sconsiderata uguaglianza governativa
MENO = MEGLIO
NON NASCE DA ALCUN DISEGNO PEDAGOGICO O
CULTURALE E NON PUO’ PARTORIRE UNA
SCUOLA DI QUALITA’

Liceo di Monopoli I.I.S.S. “Galileo Galilei”

In occasione della seduta del Collegio dei Docenti dell’8 ottobre 2010, dopo meditato confronto e conseguente votazione, ha deliberato di formalizzare il proprio stato di malessere professionale, di protesta della categoria e di agitazione permanente per l’anno scolastico 2010-2011 adottando con fermezza le seguenti risoluzioni:
non attivazione delle Funzioni Strumentali;
sospensione di tutti i progetti scolastici extracurriculari;
sospensione dei viaggi di istruzione;
blocco delle nuove adozioni dei testi scolastici.
Il blocco triennale degli stipendi, con le conseguenti ripercussioni sugli scatti di anzianità e sul trattamento pensionistico, la riforma complessiva, con gli infelici criteri di formazioni delle classi, il taglio alle finanze delle scuole, la cancellazione – di fatto – dell’autonomia finanziaria della scuola non possono essere vissute con fatalismo finanziario e ineluttabilità politica.
Esse sono , invece, scelte consapevoli di politica economica, che colpiscono e offendono la pazienza e la deontologia della categoria professionale. Pertanto, con dovuta dignità e sentimento di rammarico, costretti dalla sorda congiuntura governativa, i docenti del liceo si asterranno da qualsiasi attività che ecceda le proprie ore di didattica per l’intero anno scolastico 2010-2011.

Monopoli, 8 ottobre 2010
Il collegio docenti

I.T.E. Statale: “Angelo Majorana” di Acireale (CT)

Documento dell'Assemblea Sindacale del 25/10/2010 di tutto il personale dell'I.T.E. Statale: “Angelo Majorana” di Acireale

In seguito all'ampia ed articolata discussione avutasi durante l'Assemblea Sindacale tenutasi in data 25/10/2010 nei locali dell'Istituto, si è deciso di redigere il presente documento. I DOCENTI ED IL PERSONALE ATA DELL'I.T.E. STATALE: “Angelo Majorana” DI ACIREALE, PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE per manifestare il proprio disaccordo in relazione al blocco triennale di scatti e stipendi per i dipendenti della scuola pubblica e ad alcuni aspetti della riforma Gelmini.
In tale ottica, ciascuno per la parte di competenza, dichiara:
1. di astenersi dall'accompagnare gli studenti in qualsiasi visita d'istruzione;
2. la propria indisponibilità, oltre l'orario di servizio, alla sostituzione dei colleghi docenti assenti;
3. di non adottare nuovi libri di testo;
4. di astenersi dal prestare lavoro straordinario (per il personale ATA).
La presente protesta si protrarrà a tempo indeterminato, fintantoché il M.I.U.R. non darà concreto riscontro alle esigenze ed ai diritti di tutto il personale della scuola. Ci si riserva in ogni caso di attuare nuove ed ulteriori forme di protesta, sempre nel rispetto della legislazione vigente. Acireale 25/10/2010.

 

 

I.I.S. "Brunelleschi" di Acireale (CT)

I docenti dell'I.I.S. "Brunelleschi" di Acireale hanno espresso il loro fermo dissenso nei confronti della "controriforma" della scuola pubblica italiana voluta dai Ministri Gelmini e Tremonti, i cui tratti più significativi esprimono una mal celata manovra finanziaria.

L'aumento degli alunni per classe, il venir meno delle normali condizioni di sicurezza e vigilanza, la riduzione del personale docente e non docente, il blocco degli scatti di anzianità per i docenti di ruolo, con significative conseguenze economiche, sono soltanto alcuni degli aspetti che depauperizzano fortemente l'offerta didattica e formativa della scuola italiana.

Pertanto, il collegio docenti dell'Istituto ha deliberato quanto segue:

  • blocco dei progetti POF
  • blocco dei viaggi d'istruzione
  • blocco delle nuove adozioni dei libri di testo

 

Fermamente convinti del valore del dialogo democratico, i docenti manifestano la loro disponibilità a rivedere la sopra citata delibera, qualora il M.I.U.R. dimostri di prendere in seria considerazione la cancellazione dei tagli previsti nel mondo della scuola.

 


I.C. “Mongibello” di Ragalna (CT)

Il Collegio Docenti dell’I.C. “Mongibello” di Ragalna, durante la seduta unitaria del 22 ottobre 2010, dopo attenta e meditata valutazione della situazione venutasi a creare nella scuola in seguito alle riforme estemporanee, contraddittorie e incompiute il cui unico effetto è stata la frammentazione del quadro di riferimento didattico e normativo, ha ritenuto di aderire alla protesta in atto in tutta Italia, con l’approvazione di una delibera votata a larghissima maggioranza. Nella delibera  si legge che a seguito dei tagli nei finanziamenti ministeriali,  comportanti depauperamento di fondi per le attività quotidiane, riduzione del personale, aumento del numero di alunni per classe, blocco dei contratti, annullamento dell'indennità di missione in Italia e all'estero, trattenute per malattia, riduzione del personale docente e ATA con impossibilità del funzionamento della scuola, nessuna garanzia di poter mantenere gli attuali standard educativi, compromissione dei livelli di sicurezza e vigilanza, la scuola è stata totalmente destrutturata con conseguenze gravissime sul futuro delle attuali e nuove generazioni. Di conseguenza il Collegio decide di attuare il blocco delle visite d’istruzione che prevedono lucro da parte di altre agenzie del territorio comunale, regionale o nazionale come visita di mostre, musei, fruizione di film, concerti, opere liriche, settimane bianche e uscite didattiche di vario tipo.
I ragazzi effettueranno uscite didattiche che si svolgeranno solo in orario curriculare e  senza  oneri aggiuntivi per le famiglie.

I.T.I.S. “Carlo Grassi” di Torino

I docenti dell’I.T.I.S. “Carlo Grassi”, riuniti il 18 ottobre 2010, esprimono profondo allarme per la situazione della scuola pubblica ed in particolare dell’istruzione tecnica.
La politica scolastica attuata dal governo in carica è improntata ad una logica di tagli di personale e risorse, che nulla ha a che vedere con una formazione culturale e professionale di qualità.
Continuano, inoltre, a permanere aspetti di illegittimità del cosiddetto “riordino Gelmini”, evidenziati dal T.A.R. del Lazio e confermati dal pronunciamento del Consiglio di Stato, relativo alla riduzione da trentasei a trentadue ore dell’orario settimanale di lezione nelle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici.
A causa della situazione sopra descritta, i docenti dell’ I.T.I.S. “C. Grassi” aderiscono alle iniziative di mobilitazione messe in atto in numerose scuole di Torino e provincia e fatte proprie anche dalle assemblee sindacali d’istituto del 22/09 e 1/10.
In particolare deliberano:
● di non organizzare e di non partecipare a viaggi d’istruzione della durata di più giorni o che, comunque, vadano oltre il normale orario di svolgimento dell’attività didattica giornaliera;
● di non dare la propria disponibilità a supplire colleghi assenti con ore eccedenti l’orario cattedra ;
● di favorire momenti informativi nei confronti di famiglie e studenti, riguardo la grave situazione di crisi in cui versa la scuola italiana.
I docenti dell’I.T.I.S. “C. Grassi”, infine, giudicano che l’eventuale accorpamento o smembramento di classi, attuato per garantire la sorveglianza degli alunni, rappresenterebbe, di fatto, una grave limitazione del diritto allo studio, costituzionalmente garantito.

Torino, 18 ottobre 2010

Si chiede che la presente mozione sia inviata:
● al Consiglio d’istituto
● alla Direzione Scolastica della regione Piemonte;
● al M.I.U.R.
● alle sedi territoriali delle OO. SS. di categoria
Mozione approvata con 11 astenuti.

 

da http://www.retescuole.net/

 

 

Liceo Polivalente “Giordano Bruno” di Roma

cinque le strategie operative:
1. Denuncia alle autorità competenti di tutte le situazioni di deroga della normativa sulla sicurezza, nonché di tutte le situazioni in cui la normativa sull’handicap è disattesa.
2. Convocazione ufficiale di un’assemblea in cui le famiglie degli alunni siano informate e rese sensibili rispetto alle conseguenze della riforma (successivamente, i rappresentanti dei genitori potrebbero essere invitati a visionare di persona le situazioni di disagio presenti nell’istituto in orario scolastico e potrebbero essere coinvolti nelle azioni pubbliche di denuncia).
3. Blocco di tutte attività che non rientrino nei progetti, cioè delle visite guidate o degli spettacoli organizzati nel corso dell’anno, dei viaggi di istruzione e degli stage linguistici (a questo proposito è importante ricordare che a) non è più prevista alcuna indennità di missione per i viaggi d’istruzione né in Italia né all’estero; b) il blocco di queste attività non implica alcun giudizio sulla validità didattica delle stesse, ma costituisce la manifestazione di dissenso più visibile rispetto alla politica scolastica in atto).
4. Non partecipazione dei docenti alle attività di formazione e aggiornamento delle scuole in rete promosse dal MIUR per l’avvio della riforma dei curricoli nel primo anno.
5. Blocco dell’adozione dei libri di testo per l’a.s. 2011-2012.

Liceo Sarpi di Bergamo

«In considerazione dell'aggravarsi delle condizioni della scuola pubblica - recita una nota dell'assemblea - a seguito dei tagli nei finanziamenti ministeriali – comportanti cronica mancanza di fondi per le attività quotidiane, riduzione del personale, aumento del numero di alunni per classe, blocco dei contratti, annullamento dell'indennità di missione all'estero, trattenute per malattia, etc. – e del diffondersi a livello cittadino e nazionale della forma di opposizione consistente nel blocco delle visite di istruzione in Italia e all'estero, decide a larghissima maggioranza di astenersi dall'effettuare i viaggi di istruzione di più giorni in Grecia e in Italia». Nello stesso comunicato firmato dai docenti del Sarpi si precisa di mantenere «invece la disponibilità ad accompagnare le classi nelle uscite didattiche di un giorno, per salvaguardare l'articolazione minima dell'offerta formativa dell'istituto».

(da http://www.ecodibergamo.it)

 

 

Liceo “Monti” di Cesena

 

I docenti del Liceo “Monti” di Cesena, avendo valutato

  • che siamo di fronte ad un impoverimento generale del sistema dell’istruzione –dalla scuola d’infanzia all’università – con conseguenze evidenti sulla vita dei singoli e delle famiglie;
  • che la “riforma” delle superiori accorcia il tempo scuola in maniera arbitraria cancellando indiscriminatamente e senza alcun tipo di valutazione tutte le sperimentazioni sviluppate negli ultimi tre decenni;
  • che vengono cancellati migliaia di posti, anche attraverso l’aumento del numero di alunni per classe, determinando

-          il licenziamento di colleghi precari, di cui si disperde la professionalità acquisita in anni di lavoro nella scuola,

-          la riduzione delle ore di sostegno per gli alunni diversamente abili,

-          il netto peggioramento delle condizioni di docenti  e ata;

  • che i tagli operati dalla manovra correttiva del governo colpiscono in maniera iniqua i lavoratori della scuola con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, e sul loro possibile recupero si hanno solo indicazioni generiche e aleatorie;

 

ritengono di essere stati messi nella condizione di non poter garantire tutte quelle attività che in questi anni di progressiva riduzione degli investimenti sulla scuola pubblica hanno permesso di arricchire e diversificare l’offerta formativa, grazie all’impegno spesso non retribuito e alla assunzione di responsabilità personali della grande maggioranza dei docenti.

In conseguenza di ciò, per difendere il nostro diritto a lavorare in condizioni dignitose e a poter offrire a genitori e alunni una scuola dotata delle risorse necessarie per formare ed educare tutelando la sicurezza, riteniamo di trovarci nella condizione di dover sospendere, senza nulla togliere alla qualità del nostro impegno didattico, alcune attività non comprese negli obblighi contrattuali, e cioè:

-          viaggi di istruzione, uscite didattiche e visite guidate;

-          certificazioni linguistiche;

-          certificazione ECDL;

-          patentino ciclomotore;

-          stages;

-          progetti da inserire quest’anno nel POF (ad esclusione dell’orientamento).

 

 

Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci" di FORLI'

Liceo Scientifico di FORLI' - Blocco dei viaggi d’istruzione e delle uscite didattiche.

post pubblicato in diario, il 11 settembre 2010

Il Cordinamento Docenti del Liceo Scientifico si mobilita in difesa del proprio stipendio.  Blocco dei viaggi d’istruzione e delle uscite didattiche.
“Per anni, noi insegnanti del Coordinamento Docenti del Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" di Forlì, abbiamo organizzato numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa, a titolo pressoché volontario, perché convinti della loro importanza.Oggi ci troviamo purtroppo costretti, a seguito delle disposizioni previste dalla Manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010) a danno in particolare dei lavoratori della scuola (i soli colpiti oltre misura, non solo dal blocco dei contratti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità), a comunicare la sospensione di tutte le attività para ed extra-scolastiche (viaggi di istruzione, uscite didattiche, visite a musei e sul territorio, ecc.) per il prossimo anno scolastico.11 giugno 2010”


Cosa ci ha portato a questa decisione?

Con il Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica, gli insegnanti sono stati colpiti non solo dal mancato rinnovo del contratto di lavoro per tre anni, come tutti gli altri pubblici dipendenti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità (testo Decreto-legge art. 9 c. 23: Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.) 

 Gli scatti di anzianità, per noi insegnanti, rappresentano l’unica forma di avanzamento della carriera e quindi la loro sospensione (non solo economica ma anche giuridica) comporta una mancata retribuzione i cui effetti incidono, non solo su tre anni, ma su tutta la vita lavorativa, sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione, con un danno economico complessivo quantificabile, per un docente a inizio carriera, in più di 40.000 € lordi (per i docenti il danno economico è particolarmente gravoso, essendo lo scatto l’unica forma prevista di incremento retributivo; lo scatto di anzianità non avviene ogni due anni, come previsto in altri comparti pubblici, ma ogni cinque-sei anni: quando l’insegnante raggiunge l’anzianità prevista, nella busta paga si applica, con modalità automatica, un incremento medio mensile pari a circa 180 euro lordi).

 La conversione del decreto in legge, Legge del 30 Luglio 2010 n. 122, non ha comportato una modifica della situazione, in quanto gli emendamenti introdotti di fatto mantengono le stesse disposizioni, diversamente da quanto riportato da numerosi organi di informazione.(testo Legge art. 9 c. 23: Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. è fatto salvo quanto previsto dall'articolo 8, comma 14).(testo legge emendamento art. 8 c. 14:La destinazione delle risorse (il 30% delle risorse ricavate dal taglio del personale docente N. d. R.) previste dal presente comma è stabilita con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.)

Esiste quindi un impegno generico del Ministro di utilizzare il 30% delle risorse ricavate dal taglio del personale docente (senza specificare modalità e tempi), previsto dalla Riforma della scuola e già destinate con un accordo del 2008 alla valorizzazione del personale.

Abbiamo scelto questa forma di protesta per difendere i nostri diritti di lavoratori senza venir meno ai doveri contrattuali, in quanto le attività oggetto di sospensione non solo non sono obbligatorie, ma, pur rappresentando un arricchimento dell’offerta formativa, non compromettono il percorso didattico del quale garantiamo il regolare svolgimento.

 

 

 

ISIS Zenale e Butinone di Treviglio

PREMESSO CHE:
1 - il Decreto Legge n°125 del 31/5/2010 prevede
il blocco dei trattamenti economici dei singoli dipendenti per il periodo 2011/2013 (blocco delle retribuzioni),
l’eliminazione, senza possibilità di recupero, del triennio contrattuale 2010/2013 (arretrati)
l’eliminazione della progressione di carriera del personale della scuola degli anni 2010/2012
2 - la Riforma Gelmini ha aumentato il numero di alunni per classe, ha portato le ore scolastiche da 50 a 60 minuti, ha ridotto il numero degli insegnanti di sostegno. Ciò ha comportato, per lo Zenale, la formazione di n°3 classi terze grafico anziché 4 e di n°2 classi quarte grafico anziché 3 e la riduzione della presenza dell’insegnante di sostegno da 9,5 (2009/2010) a 8,31 ore settimanali/alunno (2010/2011)
3 - lo scorso 28 giugno, l'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia ha emanato una circolare sull’“eliminazione delle diarie per le missioni all’estero2, riferita al “Decreto legge 31 maggio 2010, n.78 – articolo 6, comma 12. Vale a dire che, nel quadro delle “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, “il personale incaricato di missioni all'estero, ad esempio i docenti accompagnatori degli studenti in viaggi d'istruzione all'estero, (le sottolineature sono nel testo originale), non potrà più percepire le diarie previste” dalla precedente norma del 2006, “che ne aveva già ridotto l'entità del 20 per cento”;
4 - il finanziamento dei fondi da destinare alle supplenze dei docenti assenti e’ stato ulteriormente ridotto e, pertanto, in caso di assenze dei docenti, le classi potranno rimanere scoperte e sarà necessario posticiparne l’ingresso a scuola e/o anticiparne l’uscita con conseguente perdita di ore e di qualità dell’offerta formativa;
5 - ad oggi, il credito che la nostra scuola vanta nei confronti dello stato ammonta a 340.000 Euro;
6 - la progettazione e la gestione della riforma sta ricadendo A COSTO ZERO, esclusivamente sui docenti e sui consigli di classe, sia per l’istruzione tecnica che per l’istruzione formazione professionale (corsi regionali), senza nessun supporto né di tipo economico né, tanto meno, didattico per una riforma “epocale” già in corso di attuazione;
7 - è in atto un generale impoverimento del settore dell’istruzione pubblica che dovrebbe, invece, essere strategico per ogni ipotesi di ripresa del paese,
il collegio dei docenti dell’ISIS Zenale e Butinone di Treviglio ritiene assolutamente necessario rivendicare la propria professionalità e la dignità dell’insegnamento nella scuola pubblica nel suo complesso e, a tal proposito, decide, per il corrente anno scolastico, le seguenti azioni dimostrative:
il blocco di tutti i viaggi di istruzione (*) in Italia e all’estero;

la non disponibilità alla sostituzione dei colleghi assenti, salvo ordine di servizio.
(*) si intende per viaggio di istruzione l’attività di più giorni o di un giorno con rientro oltre le ore 19.
Benché dolorosamente consapevoli che tale scelta priva gli studenti di valide ed uniche occasioni formative, i docenti dello Zenale ritengono che questa sia l’unica possibilità per richiamare l’attenzione della società civile sui problemi della scuola italiana e dell’istituto Zenale e Butinone in particolare.
I docenti, infine, ritengono importante che tale comunicazione sia diffusa attraverso gli organi di stampa, il sito della scuola e che sia trasmessa ai genitori e agli studenti nel corso dei prossimi consigli di classe aperti ai genitori e agli studenti.

IC Gramsci di Camponogara

Collegio dei docenti del 18 ottobre 2010. Seduta straordinaria.
Al Ministero dell’Istruzione
All’Ufficio Scolastico Regionale
All’Ufficio Scolastico Provinciale
Alle Organizzazioni sindacali
Al consiglio di Istituto
Al Dirigente scolastico
All’Amministrazione Comunale
p.c. Ai genitori degli alunni dell’Istituto
agli Organi di Informazione

MOZIONE

I docenti dell’I.C. “Gramsci” di Camponogara, riuniti in sede di Collegio dei docenti
esprimono un giudizio fortemente negativo sui tagli della riforma in atto.
Questi tagli hanno prodotto una forte riduzione delle risorse economiche e del personale, causando l’impoverimento dell’offerta formativa, lo svilimento del diritto allo studio e la dequalificazione della scuola pubblica. Nello specifico, la riforma:
- sul piano didattico
peggiora la qualità dell’offerta, istituendo la figura del maestro unico ed eliminando gli insegnanti specialisti d’inglese nella scuola primaria, aumentando gli alunni per classe, ridimensionando l’orario di lezione ed eliminando i progetti pluridisciplinari che prevedono le compresenze, utilizzate invece per la sostituzione di colleghi assenti, riducendo il numero dei docenti di sostegno per gli alunni diversamente abili. Priva, inoltre, di un loro diritto gli alunni che non si avvalgono dell’ora di religione (tali alunni si trovano parcheggiati nelle altre classi per un intero anno, senza che sia prevista per loro alcuna attività alternativa).
- sul piano occupazionale
cancella per 3 anni la contrattazione nazionale, blocca le progressioni di carriera e sposta di un anno la pensione di anzianità, mentre anticipa al 2012 il pensionamento a 65 anni per le donne, taglia gli organici (87.000 posti di lavoro in meno in tre anni) e licenzia moltissimi precari con la riduzione delle cattedre.
Per i suddetti motivi i docenti, interpreti dello stato di disagio in atto, pur consapevoli della necessità di contribuire fattivamente all’arricchimento dell’offerta educativa del proprio Istituto, al fine di salvaguardare professionalità e dignità personali, hanno deciso di limitare il più possibile il loro impegno, riducendolo ai soli obblighi contrattuali. Pertanto si asterranno dalle attività aggiuntive eccedenti l’orario contrattuale, attraverso
1. la non disponibilità a organizzare visite e viaggi d’istruzione, limitando le uscite scolastiche ad attività che non superino l’orario di servizio e prevedendo il recupero per il/la collega in orario eccedente;
2. Il rifiuto di svolgere attività di supplenza e straordinari, in sostituzione dei colleghi assenti, fatte salve le emergenze (3 giorni);
3. la non disponibilità ad attività di collaborazione con enti esterni, fatte salve quelle obbligatorie;
4. la non partecipazione ad alcuni progetti e commissioni di lavoro.
I docenti, inoltre, s’impegnano a coinvolgere i genitori e le famiglie degli alunni nelle riunioni di classe e a condividere con loro, quali soggetti attivi, analisi, preoccupazioni e proposte per la valorizzazione del sistema scolastico, da estendere all’intera comunità.
In conclusione, il Collegio dei Docenti invita
1. Tutti i lavoratori della scuola, le famiglie degli alunni e le rappresentanze sindacali a prendere atto della difficile situazione e ad agire, in base al proprio ruolo Istituzionale e sociale, per ridurre gli effetti negativi della riforma e della manovra finanziaria, e per produrre delle proposte alternative.
2. Il Dirigente Scolastico a trasmettere copia della presente mozione ai soggetti in indirizzo.

Presenti 138. Favorevoli 136. Contrari 2. Astenuti 0

da http://www.retescuole.net

 

 

Scuola Media Flavioni di Civitavecchia

Ormai approvata la Legge Gelmini non si ferma tuttavia la protesta del mondo della scuola. E dalla scuola media Flavioni di Civitavecchia arriva la prima risposta al muro contro muro deciso dal Governo. Il Collegio dei docenti della scuola, infatti, ha approvato lunedì scorso una mozione, passata a larghissima maggioranza (46 voti favorevoli, 3 astenuti e 3 contrari), in cui, oltre ad esprimere forte dissenso nei confronti delle novità introdotte dalla Legge e del metodo di non concertazione seguito dal Governo, gli insegnanti annunciano come forma di protesta di non garantire l’accompagnamento per tutti viaggi di istruzione già programmati, sia di uno che più giorni; ciò, tuttavia, senza venire meno agli obblighi scolastici di organizzazione delle stesse. Di fatto nessuno garantirà la sua disponibilità ad accompagnare gli alunni in gita, essendo una scelta facoltativa, fino a che la Legge non sarà modificata.

 

Di seguito il testo integrale della mozione approvata dal Collegio dei docenti della Flavioni.

Il Collegio dei docenti della Scuola Media Flavioni, succursale Calamatta,

nel respingere fermamente il contenuto dei Decreti Brunetta-Gelmini-Tremonti ispirati, per ogni ordine di scuola, unicamente dalla logica di tagli del tempo-scuola, che prevede assieme alla totale distruzione della scuola pubblica, nei particolari:

l’abolizione di interi gruppi di discipline, che verranno assimilate a materie affini;

il licenziamento di 140.000 docenti un tre anni;

il ritorno al maestro unico e l’abolizione del tempo pieno;

abolizione di anni scolastici e accorpamenti di indirizzi scolastici;

l’avvilimento dei livelli culturali dei nostri giovani, la graduale abolizione dall’autonomia scolastica ed universitaria, il regresso dei livelli della ricerca;

il tentativo di rinnovare il contratto di lavoro a costo zero;

nel ricusare

il linguaggio aggressivo ed offensivo con cui i ministri apostrofano gli insegnanti di ogni ordine e grado di istruzione, linguaggio teso ad indurre nell’opinione pubblica una sfiducia nei docenti, poca considerazione della scuola pubblica e degli insegnamenti impartiti nelle nostre Università;

i docenti,

pur ottemperando a tutti gli obblighi di lavoro che derivano dalle delibere collegiali ( Consigli di classe, Collegio dei docenti, Consiglio di Istituto) in materia di viaggi di istruzione, ovvero preparazione degli itinerari delle uscite di un giorno e/o viaggi di più giorni, collaborazione con il Dirigente Scolastico per quei docenti nominati in specifiche commissioni e/o ai quali siano stati attribuiti incarichi relativi alla materia in quanto Funzioni Strumentali

deliberano che

al momento attuale, stante l’atteggiamento del Ministro e del Governo arroccato alle proprie decisioni e rigidamente chiuso a qualsiasi confronto non garantiscono di accompagnare i propri alunni a dette uscite e/o viaggi di istruzione fin tanto che il Governo non ritiri i decreti e che limiteranno le attività alle sole lezioni itineranti all’interno del territorio cittadino.

 

Liceo Scientifico “E. Majorana” di San Giovanni La Punta (CT)

Documento dell’assemblea dei docentidel Liceo Scientifico
 “E. Majorana” di San Giovanni La Punta
(CT)

Gli insegnanti del Liceo Scientifico “E. Majorana” di San Giovanni La Punta, riuniti in assemblea il 7 ottobre 2010, hanno deliberato all’unanimità alcune iniziative di protesta contro la cosiddetta riforma Gelmini e contro i tagli imposti alla scuola pubblica dalla politica del Governo, che compromette la qualità dell’istruzione pubblica, colpisce le frange più deboli dell’utenza, nega il diritto al lavoro ed offende la dignità di tanti colleghi precari e di ruolo. Tali iniziative si rendono particolarmente necessarie in considerazione della insufficiente efficacia dei tradizionali strumenti di lotta che i sindacati della scuola continuano a proporre, compreso lo sciopero.
Alcune  organizzazioni sindacali sostengono le lotte della scuola ma con sempre minore capacità di aggregare i lavoratori, a causa di una vergognosa disunità ed autoreferenzialità di ciascuna sigla. Altre esprimono nei fatti una sostanziale condivisione delle più indecenti e scandalose scelte del governo, avallate dal loro silenzio-assenso.

In particolare, i docenti hanno deliberato:
il blocco di tutti i viaggi di istruzione, che si sono rivelati sempre più inutili sul piano didattico ed avvilenti della dignità professionale. Saranno invece mantenuti tutti i progetti e le attività che contribuiscono ad arricchire l’offerta formativa e la qualità didattica del Liceo;
il blocco di nuove adozioni di libri di testo. E’ colpendo interessi economici forti che gli insegnanti possono finalmente mettere in luce la gravità dei problemi che affliggono la scuola italiana; in tale prospettiva non si dovrebbe escludere l’ipotesi sperimentata in alcune scuole, di realizzare una didattica svincolata dal riferimento ai libri di testo e che porti invece all’elaborazione da parte degli insegnanti di testi e altri strumenti di studio in funzione delle reali esigenze didattiche;
di impegnarsi a non svolgere corsi di recupero affinché possano essere affidati a colleghi precari disoccupati come segno concreto di solidarietà;
di non accettare, nella stessa ottica, incarichi di insegnamento per ore eccedenti l’orario di cattedra;
di non dare la disponibilità ad effettuare ore eccedenti di supplenza per la prima ora.

Gli insegnanti del “Majorana” si appellano ai colleghi degli altri istituti affinché adottino iniziative simili al fine di sensibilizzare utenza ed operatori economici rispetto alle difficoltà che la scuola italiana sta attraversando.
Lo stato di attenzione e di agitazione verrà mantenuto durante l’anno scolastico e si valuteranno altre azioni di informazione nei confronti dell’opinione pubblica.
San Giovanni La Punta, 7 ottobre 2010

ICS Sferracavallo - Palermo

Il collegio dell'ICS Sferracavallo - Palermo, date le intollerabili condizioni in cui versa il nostro Istituto (tagli agli organici dei docenti, anche di sostegno, e del personale ATA, tagli ai fondi ordinari, condizioni strutturali precarie di tutti i quattro plessi della scuola) e dato lo stato di degrado in cui viene abbandonata la scuola pubblica italiana nel suo complesso e come forma di solidarietà nei confronti delle migliaia di docenti precari che hanno contribuito, fino ai recenti provvedimenti governativi e ministeriali, al pieno e corretto funzionamento della scuola pubblica italiana,
HA DELIBERATO per il presente a.s. DI NON EFFETTUARE NESSUNA ATTIVITA' AGGIUNTIVA relativa al Fondo di Istituto, nonchè qualsiasi altra attività che esula dagli obblighi della funzione docente, incluse visite, viaggi di istruzione, attività sportive e altro.
Il collegio si è impegnato a fare partecipe di questa decisione le famiglie, invitandole a unirsi alla comune battaglia per la salvaguardia della scuola pubblica e delle opportunità culturali e formative garantite dalla Costituzione a tutti/e i/le cittadini/e. Anche il personale ATA ha preso analoga decisione. Ci auguriamo che queste e altre forme di protesta vengano adottate da tutte le altre scuole del territorio e del Paese, per ridare dignità alle agenzie educative pubbliche ed il lavoro a migliaia di famiglie che in questo campo hanno investito formazione, competenze e impegno.

I docenti e le docenti dell' Istituto Comprensivo Sferracavallo - PALERMO

Liceo Statale “G. Carducci” di Trieste

Il Collegio Docenti del Liceo Statale “G. Carducci” di Trieste, riunitosi in data 10 settembre 2010, prendendo atto dell'impoverimento della scuola pubblica e della sua delegittimazione culturale e pedagogica voluti dalla c.d.“riforma” Gelmini, in particolare: la consistente riduzione del tempo scuola, l’aumento del numero di studenti per classe, l’azzeramento delle ore a disposizione per le sostituzioni dei docenti assenti, la riduzione del personale docente, la riduzione del personale Ata, l'espulsione dei precari dalla scuola, l'impianto fortemente disciplinare e nozionistico del Liceo delle Scienze Umane, deprimente sia sul piano culturale che didattico, intende porre in evidenza come la riforma Gelmini, fondata unicamente su tagli di spesa e priva quindi di coerenza didattica e pedagogica, porti ad una scuola pubblica che comprime il dettato costituzionale del diritto all’istruzione.
Denuncia inoltre gli effetti di ordine sociale che la “riforma” Gelmini ha sulle famiglie dei nostri alunni, riversando su di queste costi spesso difficilmente sopportabili.
Denuncia altresì la campagna denigratoria nei confronti dei docenti precari: tale campagna ha visto protagonista lo stesso Ministro dell’ Istruzione ed ha avuto il chiaro intento di rendere più digeribile, se non auspicabile, per l’opinione pubblica, stroncare le carriere di alcune decine di migliaia di insegnanti.

Pertanto il Collegio Docenti invita a non accettare cattedre superiori alle 18 ore; a non accettare alunne/i di altre classi in caso di assenza dei docenti, salvo casi eccezionali; a non svolgere attività aggiuntive rispetto a quelle previste dalla funzione docente; ritiene opportuno sospendere i viaggi di istruzione e le visite guidate e delibera di inviare il testo della presente mozione al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, alla Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia ed agli organi di stampa.

Trieste, 10 settembre 2010


Mozione approvata a maggioranza con due voti contrari

I.I.S. "Bellisario" di Inzago

I docenti dell’IIS "M. Bellisario" di Inzago esprimono la propria contrarietà riguardo ai provvedimenti previsti dall’art. 64 della L133/08 nei confronti della scuola pubblica; in particolare denunciano la situazione di incertezza in cui è lasciata la scuola secondaria di secondo grado, che a partire dall’anno prossimo sarà investita da una serie di regolamenti che prevedono una totale ristrutturazione delle scuole superiori che danneggerà seriamente la qualità dell'insegnamento e ridurrà drasticamente l'offerta formativa. In tale ristrutturazione non si ravvisa infatti alcuna motivazione didattica o pedagogica, bensì soltanto una manovra di contenimento della spesa pubblica, a discapito della qualità della scuola statale e quindi dell'istruzione e formazione dei nostri studenti.

Infatti non si tratta di una vera e propria riforma, ma solo di un insieme indiscriminato di tagli ai finanziamenti alla scuola pubblica che avverranno tramite:

- la diminuzione delle ore di lezione settimanali (in media si avrà una riduzione di 5 ore settimanali in tutte le scuole superiori di ogni ordine);

- l'aumento degli alunni per classe (già in vigore da quest'anno è stato alzato il numero massimo di studenti per classe fino ad arrivare a 33 alunni per classe);

- l'inserimento (già in vigore da quest'anno) in una stessa classe di 2 o più alunni con disabilità;
- la totale eliminazione delle compresenze;

- una generalizzata diminuzione delle ore dedicate al sostegno degli

studenti diversamente abili;

- tagli alle ore di laboratorio e tecnico pratiche;

- eliminazione di tutti gli indirizzi sperimentali e la riconduzione delle attuali sperimentazioni agli indirizzi di scuola tradizionali vecchi di almeno trent'anni;

- tagli al personale tecnico amministrativo con grave danno per l'organizzazione e la sicurezza.
Per questi motivi chiediamo e auspichiamo:

- il ritiro dei tutti i tagli alla scuola previsti dalla legge 133 attraverso il reintegro dei finanziamenti alla scuola pubblica;

- il ritiro di tutti i regolamenti di riordino della scuola superiore;

- il ritiro dell'art. 64 della legge 133;

- una seria politica di finanziamento alla scuola pubblica statale.

Data la gravità dei provvedimenti che verranno messi in atto e visto che le forme di protesta finora attuate non sono state in alcun modo tenute in considerazione dal Ministero e dal Governo, proponiamo al Collegio Docenti il:

- blocco dei corsi di recupero e degli sportelli help fin quando non saranno stanziati i fondi necessari per pagare i docenti;

- blocco dei viaggi d’istruzione;

- blocco delle gite di un giorno e di tutte le uscite didattiche;

- blocco dei progetti a causa del mancato finanziamento;

- blocco della didattica curriculare per 2 giorni con programmazione di attività alternative per riflettere con gli studenti sugli effetti della riforma.

Mozione approvata a maggioranza punto per punto.

 


I.T.E. "Saraceno" di Morbegno (Sondrio)

Dura presa di posizione del «Saraceno» di Morbegno che dice basta alle gite scolastiche. Un «no» secco, contenuto nella mozione presentata nell'ultima seduta del collegio docenti, e approvata a grande maggioranza dagli insegnanti dell'istituto tecnico e commerciale della Bassa Valle. Motivo? «Contro i pesanti provvedimenti del governo, che intende far cassa sulla scuola pubblica - si legge nel documento pubblicato anche sul web della scuola, www.saraceno.org -, umiliando la categoria e l'utenza che non può permettersi un'offerta formativa privata e crede nei valori di un'istruzione pubblica e pluralistica».
In realtà la protesta contro i tagli che hanno messo in ginocchio il sistema scolastico e che è sfociata nella decisione di bloccare le gite sta infiammando i collegi in parecchi istituti italiani. In provincia di Sondrio, al momento, il «Saraceno» è il primo, per ora anche l'unico che ha deciso di far sentire la propria voce. E la sensazione fra i dirigenti delle altre scuole superiori di Sondrio, è che si respira ancora un clima tranquillo. ma il condizionale è d'obbligo, però, essendo in calendario nei prossimi giorni i collegi docenti in cui si tratterà, tra gli altri, anche l'argomento viaggi d'istruzione. Pertanto, non è da escludere che altre scuole del territorio possano avviare la stessa protesta che punta al blocco delle attività complementari e integrative, com'è il caso delle gite.
«In merito ai viaggi d'istruzione - dice Mariagrazia Carnazzola, dirigente del Piazzi-Perpenti - delibereremo il prossimo 27 ottobre, in istituto gli orientamenti sono diversi, cambiano da consiglio a consiglio». All'Iti Mattei se ne discuterà questo pomeriggio, così come all'istituto De Simoni e al Besta-Fossati. Allo scientifico Donegani il collegio docenti ha già deliberato in materia e «si è espresso a favore - spiega il preside Letterio De Gaetano -, poi toccherà ai singoli consigli di classe valutare o meno ogni singola proposta». Al liceo scientifico paritario Pio XII, invece, le gite sono  in corso, proprio in questi giorni: due le classi, una prima e terza dell'indirizzo sportivo, in visita ad un rifugio Ponte di Legno, in provincia di Brescia.
Ritornando alla mozione, i docenti del Romegialli proseguono spiegando il perché del provvedimento adottato: «Non si tratta solo delle decine di migliaia di tagli di personale previsti dalla legge 133/2008, che del resto stabilisce in 8 miliardi di euro i risparmi da realizzare nel comparto scolastico – si sostiene -, ma anche, per esempio, della riduzione dei finanziamenti ordinari alle scuole, che costringe molti istituti ad aumentare i contributi a carico delle famiglie per continuare a garantire servizi indispensabili».
In particolare, gli insegnanti puntano l'indice contro «la legge di conversione (la 122 del 2010) che conferma il blocco del rinnovo contrattuale per il prossimo triennio e il blocco degli scatti di anzianità, con tutti gli effetti pensionistici che queste decisioni comportano». Infine la rivendicazione: «Viviamo in un Paese in cui, stando ai comunicati  della Corte dei conti, l'evasione fiscale, le pratiche corruttive, i privilegi della casta sottraggono all'erario decine di miliardi di euro. Nell'attuale contesto di crisi economica, mentre ci dichiariamo disponibili a fare la nostra parte, esigiamo che i “sacrifici” siano distribuiti in modo equo».

IPSIA "Orlando" di Livorno

All'Ipsia Orlando gli insegnanti hanno proclamato lo stato di agitazione e, dal primo ottobre, anche il blocco di straordinari e attività aggiuntive. Con 39 voti favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti, i prof dell'Orlando riuniti in assemblea hanno deciso di mettere in campo una protesta contro i tagli causati dalla riforma Gelmini e contro la manovra finanziaria varata nei mesi scorsi, che va a bloccare i contratti di lavoro e gli scatti di anzianità del corpo insegnante. Un invito, quello di solidarizzare con i docenti precari (i più penalizzati, insieme al personale Ata, dai tagli imposti dalla riforma) bloccando le attività aggiuntive. All'Orlando l'assemblea dei prof è stata chiara: blocco delle attività aggiuntive. «Come nel caso degli scioperi - spiega Fulvio Falleni, vicario del preside per l'Orlando - questo blocco crea disagio, ma allo stesso tempo dà visibilità alle problematiche della scuola. In pratica i docenti possono decidere di non effettuare durante l'anno scolastico tutte quelle attività non obbligatorie». Che sono parecchie. «Visite esterne, progetti educativi - prosegue Falleni -, ma anche quel lavoro che gli insegnanti fanno come extra dall'insegnamento, come per esempio occuparsi dell'organizzazione dei calendari scolastici o delle attività di vicepresidenza». Insomma, se davvero tutti i docenti dell'Orlando decidessero di limitarsi all'insegnamento la scuola sarebbe in balìa del caos.

 


Liceo Scientifico “Volta” di Torino

Il collegio docenti del Liceo “Volta” ha deciso che non farà i viaggi di istruzione, così come non sostituirà più i colleghi assenti. E non certo per poca voglia da parte degli insegnanti, bensì per protestare contro la "riforma" Gelmini” e i suoi effetti. Lo scientifico si aggiunge così all'elenco degli istituti in cui i "parlamentini" dei professori hanno votato il blocco delle attività "extra". In città lo hanno già fatto il convitto Umberto I, le scuole medie CroceMorelli e i professionali Boselli e Steiner. Anche se il Volta ha scelto una linea più "soft", decidendo cioè di non stoppare proprio tutto: «Il collegio - si legge nella mozione votata con 50 voti a favore e quattro contrari e con 3 astensioni - dichiara già da ora la propria indisponibilità ad effettuare qualunque operazione connessa all'organizzazione e alla realizzazione dei viaggi di istruzione e a svolgere ore di supplenza per sostituzione dei colleghi assenti, convinto che la difesa della dignità professionale sia la premessa necessaria per una buona scuola». Nel documento i "prof" del Volta esprimono anche «indignazione nei confronti di un Governo che considera la scuola pubblica soltanto come un costo da tagliare»e sottolineano come «le condizioni di emergenza create dalla "riforma" non potranno che peggiorare la scuola pubblica italiana». Tutte preoccupazioni che il nuovo preside, Gianni Oliva, condivide: «Il blocco delle gite è uno degli strumenti attraverso i quali gli insegnanti possono far sentire il disagio profondo della scuola», dice Oliva, che è tornato a fare il dirigente scolastico dopo aver ricoperto il ruolo di assessore regionale alla Cultura nella giunta Bresso. E aggiunge: «Sono stato via dalla scuola per sette anni ma mi sembrano settanta. Ai tempi c'era la riforma Moratti, che non mi piaceva ma almeno aveva un impianto pedagogico. Ora c'è soltanto una totale assenza di risorse». Ma ai suoi studenti, Gianni Oliva professa calma: «Vediamo come va a finire, le visite scolastiche in genere si fanno soprattutto a febbraio e marzo e nel frattempo la situazione potrebbe migliorare». E assicura: «Non c'è nessuna volontà punitiva da parte degli insegnanti, anzi sono tutti consapevoli del valore delle gite. Purtroppo però non hanno molti altri strumenti per manifestare il proprio malessere».

Liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento

Protestiamo contro l’impoverimento della scuola italiana come effetto della riforma Gelmini e dei tagli della Finanziaria 2010. Ci siamo autoconvocati in assemblea e abbiamo deliberato all’unanimità alcune iniziative, a cominciare dal blocco di tutti i viaggi di istruzione, fatti salvi gli scambi internazionali e i gemellaggi

Liceo Ginnasio Monti di Cesena

Il Liceo Ginnasio "Monti" ha votato per una linea dura annullando ogni attività extrascolastica, progetti didattici compresi

 

 

“Albe Steiner” – Torino

Il Collegio Docenti del Istituto Albe Steiner, riunitosi il 1 settembre 2010, prende atto degli effetti materiali della “riforma” Gelmini, tra cui:

– consistente riduzione delle ore di laboratorio;

– illogica scomparsa di materie qualificanti gli indirizzi professionali;

– aumento irragionevole del numero di studenti per classe;

– accorpamento incoerente di materie differenti in una stessa classe di concorso;

– azzeramento della terza area caratterizzante l’istruzione professionale;

– riduzione del personale Ata, pertanto conferma, per l’inizio dell’anno scolastico, il blocco delle attività aggiuntive già deliberato a giugno scorso.

Sono quindi sospese tutte le attività non di insegnamento che vengono svolte volontariamente e che di fatto garantiscono la gestione ordinaria e promuovono la progettualità della scuola.

Il Collegio intende, con questa protesta, evidenziare che la riforma Gelmini, fondata unicamente su tagli di spesa, senza nessuna coerenza didattica o pedagogica, porta ad una scuola pubblica che non rispetta il dettato costituzionale del diritto all’istruzione, un bene di tutti e per tutti.

Invita pertanto i Collegi Docenti delle altre scuole a manifestare la propria contrarietà alla riforma Gelmini.

 

 

IIS “L.B. Alberti” Luserna San Giovanni e Torre Pellice

Oggetto : Astensione da tutte le attività aggiuntive

 

I sottoscritti Docenti dell’Istituto in epigrafe, considerato che negli ultimi anni la Scuola Pubblica Statale Italiana ha subito:

– tagli indiscriminati degli organici (130 mila negli ultimi 3 anni);

– licenziamenti di massa dei Docenti precari;

– stipendi da fame e blocco dei contratti per 3 anni;

– abolizione degli scatti di anzianità.

Tanto premesso

DICHIARANO

Aderendo alla protesta sindacale in corso, che per l’anno scolastico 2010/2011 si asterranno da tutte le attività aggiuntive :

– coordinatori e segretari dei consigli di classe;

– partecipazione a commissioni;

– supplenze e straordinario;

– gite e viaggi d’istruzione;

Pertanto i sottoscritti si limiteranno a eseguire esclusivamente l’orario di servizio obbligatorio previsto dal vigente CCNL scuola.

 

 

Liceo Scientifico Statale “Giordano Bruno” di Torino

Il Collegio Docenti del Liceo Scientifico Statale “Giordano Bruno” riunitosi, in data 08 settembre

2010, prende atto degli effetti materiali della “riforma” Gelmini, tra cui:

– consistente riduzione del tempo scuola;

– aumento irragionevole del numero di studenti per classe;

– accorpamento incoerente di materie differenti in una stessa classe di concorso;

– azzeramento delle ore a disposizione per le sostituzioni dei docenti assenti;

– riduzione del personale docente;

– riduzione del personale Ata.

Intende, pertanto, porre in evidenza come la riforma Gelmini, fondata unicamente su tagli di spesa, privi di coerenza didattica o pedagogica, porti ad una Scuola Pubblica che non rispetta il dettato costituzionale del diritto all’istruzione. Denuncia inoltre gli effetti di ordine sociale che la “riforma” Gelmini e la legge 133 hanno sulle famiglie dei nostri alunni, riversando su di queste costi spesso difficilmente sopportabili.

Ritenendo il proprio ruolo votato all’edificazione di una Scuola Pubblica capace di promuovere la crescita sociale, civile e culturale, dopo aver deliberato, durante lo scorso anno scolastico, la non disponibilità ad assumere ore in più rispetto alle 18 previste da contratto e alla divisione degli alunni per classe,

delibera:

− il blocco delle attività concernenti le adozioni dei libri di testo;

− il blocco delle attività di organizzazione dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche;

− il rifiuto della disponibilità allo straordinario;

− la costituzione di una commissione tesa a realizzare una rete con altre scuole al fine di promuovere una “Scuola Pubblica a costo zero”;

− realizzazione di una bacheca sulla “riforma”, da porre nell’atrio dell’istituto.

Invita, inoltre, i Collegi Docenti delle altre scuole a manifestare la propria contrarietà alla riforma Gelmini.

 

 

ITC Luxmburg di TORINO

Il Collegio Docenti dell’ITC “Rosa Luxemburg” di Torino, riunitosi il 10 settembre 2010, preso atto delle conseguenze oggettive dei provvedimenti assunti dai ministri Gelmini e Tremonti riguardo alla scuola italiana,

denuncia quanto segue:

– la normativa della “riforma”ancora in via di completamento;

– l’illegittimità della riduzione oraria nelle classi dalla II alla IV;

– l’illegittimità riguardo ai tagli degli organici dei docenti di ruolo e non e nei confronti del personale ATA;

– la riduzione dei finanziamenti alle scuole pubbliche;

– la consistente riduzione delle ore di laboratorio e di insegnamento in troppe discipline;

– l’aumento irragionevole del numero di alunni per classe, nonostante i vincoli legati alla sicurezza;

– il mancato rispetto dell’inserimento adeguato degli allievi diversamente abili, con riduzione delle ore di sostegno;

– il mancato risarcimento a favore delle scuole che vantano elevati crediti nei confronti del MIUR;

– la decisione di bloccare la progressione economica e di carriera per tutto il personale della scuola;

esprime

– tutta la propria indignazione nei confronti di un governo che considera la scuola un costo da tagliare e non rispetta il dettato costituzionale che fissa nel diritto all’istruzione un bene di tutti e per tutti.

dichiara

– la propria indisponibilità a svolgere compiti extra docenza quali, per esempio, la sostituzione di colleghi assenti, nonché eventuali altri compiti da discutere nella prossima assemblea sindacale;

– si impegna, attraverso i propri rappresentanti, a denunciare tutte le situazioni che si dovessero configurare come mancato rispetto della normativa in vigore e in particolare per quanto attiene alla sicurezza, rifiutandosi di accogliere, per esempio, allievi di altre classi in mancanza di personale

riduce

– la collaborazione a quelle funzioni essenziali e vitali che garantiscono una scuola pubblica rispettosa del diritto alla conoscenza dei propri allievi.

 

 

Istituto Comprensivo di Puos d'Alpago

Il collegio dei docenti dell'istituto comprensivo di Puos d'Alpago in una lettera alle famiglie degli alunni ha annunciato il blocco delle gite scolastiche. Non una ritorsione ma il fatto che non si possono fare: tante scuse a famiglie e alunni, ma i prof ritengono «che anche decisioni di questo genere siano espressione e testimonianza di attenzione e interesse per il futuro di scuola e società».

 


Liceo Scientifico Statale “Giordano Bruno” di Albenga

Il Liceo Statale “Giordano Bruno” di Albenga  ha ribadito nel collegio del 17 settembre 2010 le decisioni assunte a giugno, confermando il blocco di viaggi e visite di istruzione o qualsiasi altra attività di turismo scolastico per l’ anno 2010 – 2011.

Questo tipo di azione, che coinvolge un importante settore economico quale i trasporti e il turismo, vuole denunciare il disagio della categoria dei lavoratori della scuola e il progressivo degrado della pubblica istruzione, dovuti all’indiscriminata riduzione di investimenti da parte di un governo ciecamente indifferente alle scelte di molti altri paesi europei che, in un momento di grave crisi,  investono nella formazione delle future generazioni.

A partire da giugno il Liceo sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione,  per creare una rete di  scuole statali  impegnate nella protesta, che tra l’altro ha già interessato e sta interessando molte realtà scolastiche del nord Italia, quali le province di Torino e Cuneo,  e del centro, come la provincia di Fermo,  dove l’adesione è stata di massa. Se il blocco delle “gite” assumerà dimensioni nazionali, come auspichiamo, avrà una seria ricaduta economica,  considerando che il turismo scolastico vale all’incirca 375 milioni di euro l’anno. Non si tratta di una dichiarazione di guerra al mondo del turismo, ma un gesto di disperata domanda di attenzione e considerazione per un bene comune, quale l’istruzione pubblica, da anni sempre più maltrattato e depauperato.

Inoltre il collegio dei docenti del Liceo Statale “Giordano Bruno” di Albenga, non volendo assolutamente arrecare danno a studenti e famiglie,  ha deciso di convertire i giorni,  generalmente destinati a viaggi e visite di istruzione, in attività di recupero e potenziamento degli allievi , sopperendo in parte  alla grave mancanza di finanziamenti destinati  a questo tipo di intervento.

Purtroppo l’ “epocale riforma”  non “rinnova” la scuola se non affronta prioritariamente la soluzione del “vecchio” problema, tipicamente italiano,  dell’assenza di investimenti .

 


Liceo Scientifico "Enrico Fermi" di Cantù

I «prof» del Fermi, hanno scritto una lettera aperta a genitori e studenti, dove si definisce la sospensione delle visite d'istruzione come «l'unica azione incisiva» fra quelle possibili

 

 


6° Circolo Didattico “Iqbal Masih” Quartu Sant’Elena (Cagliari)

Viene pubblicato una piccola parte delle discussioni avvenute nel Collegio dei Docenti del 6° Circolo Didattico “I qbal Masih” di Quartu Sant’Elena riunito in
data 8 settembre 2010 con all’O.d.G., tra l’altro, le attività aggiuntive del personale
docente per l’a.s. 2010-2011, dopo ampia ed articolata discussione ha preso atto di
quanto segue.
Da alcuni anni scolastici la nostra scuola subisce un taglio indiscriminato di personale
scolastico (docenti ed ATA) e di fondi in bilancio sia per il funzionamento amministrativo e
didattico che per il pagamento delle sostituzioni del personale assente.
Dallo scorso anno scolastico, a seguito degli atti normativi della cosiddetta “riforma
Tremonti-Brunetta”, Legge n° 133/2008 (D.L. n° 112/ 2008, Decreto Brunetta) e Legge n°
169/2008 (D.L. n° 137/2008, Decreto Gelmini) ed i s uccessivi provvedimenti attuativi, la
nostra scuola (assieme ad altre migliaia in Italia soprattutto del sud e delle isole) ha subito
un ulteriore, rilevantissimo ed insopportabile taglio di organico delle/dei docenti e delle/gli
ATA che, da una parte, ha ridotto drasticamente le opportunità di istruzione per tutte/i le/gli
alunne/i e, dall’altra, non ha consentito, non consente, e ancora di più non consentirà in
futuro, un dovuto e sereno svolgimento delle attività didattiche con gravi ripercussioni sul
servizio scolastico anche in termini di agibilità degli spazi e di sicurezza.
Il numero del personale ATA (Amministrativi, Tecnici ed Ausiliari) fin dallo scorso
anno è stato ulteriormente falcidiato con la riduzione di 1 assistente amministrativo (in
organico abbiamo ora una sola unità) e la riduzione di un’altra unità di collaboratori
scolastici (che in organico sono ora solo 4).
Chiaramente con tale riduzione di personale è stato e sarà molto difficile garantire
(pur con il sacrificio personale di chi svolge la propria opera nella nostra scuola) le stesse
attività amministrative, di custodia, vigilanza, assistenza e cura dell’edificio scolastico che
sono sempre state assicurate in passato. In particolare la situazione è molto critica per ciò
che concerne la vigilanza e la sicurezza degli alunni e degli stessi operatori.
Un’intera ala del primo piano è stata chiusa, ed è inutilizzata, poiché non vi era
alcuna possibilità di vigilanza di tali ambienti.
Crediamo, altresì, che la grave situazione rappresentata abbia bisogno di segnali
forti al fine di rendere palese la contrarietà del Collegio dei Docenti rispetto al modello di
scuola che ci si vuole imporre.
Il Collegio dei Docenti del 6° Circolo Didattico “I qbal Masih” di Quartu S.E., quindi,
DELIBERA
di non attivare alcuna attività aggiuntiva retribuita dal FIS e di non accettare alcuna
attività extracurricolare garantendo le attività nell’orario ordinario previsto dal CCNL
Scuola.

dal sito  http://www.cobas-scuola.it 

 

 

Il collegio docenti del Liceo Scientifico Enriques,

 

Considerato che

 

  • La manovra finanziaria di luglio ha sancito il blocco dei contratti
  • Gli scatti di anzianità, da sempre garanzia di recupero salariale dei lavoratori, sono sotto attacco da parte del governo ed a rischio di soppressione
  • In molte regioni sono in corso azioni di protesta

 

 Decide in merito alle attività da svolgere nel corso della scolastico 2010/2011

 

  • Il blocco delle adozioni dei libri di testo, in forme da concordare eventualmente con altre scuole del territorio
  • Il blocco dei viaggi di istruzione e dei gemellaggi ( con esclusione di quelli già in atto )
  • L’avvio di iniziative volte a verificare l’effettiva sicurezza dei locali scolastici, visto il progressivo innalzamento del numero di alunni per classe verificatosi negli ultimi anni, ed a mettere in campo eventuali iniziative di lotta che coinvolgano anche le famiglie
  • L’indisponibilità a svolgere supplenze a pagamento per sostituire colleghi assenti

 

Dalle iniziative restano escluse le attività di coordinamento,  di classe, di dipartimento etc., con l’eccezione di scelte individuali di indisponibilità, le uscite didattiche, i progetti d’istituto, che finirebbero per colpire solo gli studenti e le loro famiglie, con le quali viceversa è necessario stabilire un dialogo indispensabile per evitare che i cambiamenti in atto aggravino ulteriormente la già difficile situazione della scuola pubblica.

dal sito  http://www.cobas-scuola.it

 

Scuole che hanno aderito ma di cui non abbiamo un documento ufficiale

Istituzione Scolastica "Regina Maria Adelaide" di Aosta

Istituto Comprensivo "Paolo Vasta" di Acireale (CT)

ITAS Boscardin di Vicenza

Istituto Comprensivo Battistella di Schio

Primaria Collodi di Thiene

Primaria Manzoni a S. Vito di Leguzzano

Primaria di San Benedetto (dell'I. C. Battistella di Schio)

IC Frigo di Cogollo

IC "Galilei" di Isola

I.C. "Fogazzaro" di Noventa

IC "don Milani" di Mason Vicentino

I.C. Poiana Maggiore

Liceo Scientifico "Masotto" di Noventa

Liceo Classico "G. Zanella di Schio"

Liceo Artistico e Sociale Martini di Schio

Liceo Scientifico Enrico Fermi di Massa

Liceo Scientifico “A. Roiti” di Ferrara

Liceo Scientifico Statale "Louis Pasteur" Roma

Liceo Scientifico "Plinio" di Roma

I.T.C. "Piaggia" VIAREGGIO

I.I.S. "Quintino Sella" di Biella